Josefov, ex ghetto ebraico nel cuore di Praga, svela contrasti inattesi. Sinagoghe e memorie convivono con architetture nuove e negozi chic. Un luogo di cambiamenti e storia, dal fascino singolare.
Se stai pensando di sfruttare le vacanze di luglio o agosto per fare un salto a Praga, ottima scelta! Questa città ha molto da raccontare anche al di fuori dei percorsi più battuti e in estate dà il meglio di sé tra caffè all’aperto, concerti e tanti eventi.
E se è la tua prima volta, una tappa nel quartiere Josefov di Praga è d’obbligo: qui, nell’ex ghetto ebraico, trovi un concentrato di luoghi legati alla cultura ebraica, spazi dedicati alla memoria e alla musica. In questo articolo ti accompagniamo lungo un itinerario alla scoperta di una Praga insolita, al di fuori dai comuni giri turistici.
Il quartiere ebraico di Josefov, a Praga
Il quartiere di Josefov si trova nel cuore della Città Vecchia di Praga e un tempo era il ghetto ebraico, un’area che oggi conserva la memoria delle comunità che l’hanno abitata, anche se ha subito profonde trasformazioni nel tempo. Il nome Josefov deriva dall’imperatore Giuseppe II, che nel 1781 abolì le leggi discriminatorie contro gli ebrei, ma la presenza della comunità ebraica nella città risale addirittura al X secolo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale il quartiere fu teatro di uno dei capitoli più dolorosi: la maggior parte degli abitanti fu deportata nei campi di concentramento, come Terezín, e successivamente verso i campi di sterminio, con la perdita di oltre 77.000 persone. Ancora oggi, le sinagoghe, il vecchio cimitero e altri luoghi della zona fungono da memoriale per ricordare quel periodo drammatico.
Passeggiando per Josefov si notano i contrasti tra il presente e il passato: accanto ai siti di memoria si sviluppano ampi viali, palazzi in stile art nouveau e vetrine di negozi di lusso, frutto di un importante rinnovamento urbanistico avvenuto nei primi del Novecento. La via Pařížská, con i suoi edifici eleganti, rappresenta al meglio questa trasformazione, ma camminando nelle stradine più strette si riesce ancora a percepire qualcosa di quello che fu il quartiere in epoche diverse.
Cosa vedere nel quartiere Josefov, a Praga
Una volta varcata la soglia di Josefov, è difficile decidere da dove cominciare. Ogni strada sembra portare a un luogo che merita una sosta, tra sinagoghe, musei, lapidi e scorci di una città che ha cambiato pelle più volte, ma non ha dimenticato le sue origini. Il consiglio è di prenderti qualche ora e, se possibile, partecipare a una visita guidata, perché alcuni dettagli potrebbero passare inosservati. Iniziamo, dunque, il nostro viaggio partendo da uno dei luoghi più emblematici.
Il Vecchio cimitero ebraico
Non è facile descrivere il Vecchio cimitero ebraico di Praga. Il silenzio che avvolge questo luogo – pur trovandosi nel centro della città – si fa quasi fisico. Le lapidi sono disposte in modo irregolare, a strati, tanto da sembrare un mosaico disordinato. In realtà, quella confusione è il risultato di secoli di restrizioni: alla comunità ebraica non era concesso espandersi altrove, così si accumulavano lapidi su più livelli, creando un effetto visivo che difficilmente si dimentica.
Le tombe più antiche risalgono al Quattrocento e alcune di queste portano simboli che raccontano qualcosa delle persone sepolte lì: strumenti di lavoro, segni religiosi, emblemi legati alla famiglia. Tra le più visitate, ci sono quelle del rabbino Loew e del suo discepolo David Gans.
A partire dal periodo barocco, compaiono anche piccole tombe a forma di “casetta”, molto particolari e poco comuni nel resto d’Europa. Oggi il cimitero è tutelato come Monumento Culturale Nazionale e rappresenta una tappa imprescindibile per chi vuole capire davvero l’anima del quartiere Josefov di Praga.
La Sinagoga Vecchia-Nuova
La Sinagoga Vecchia-Nuova è più vecchia che nuova: risale alla fine del Duecento ed è una delle più antiche d’Europa ancora in attività. Inizialmente, quando fu edificata, era semplicemente conosciuta come la “sinagoga nuova” di Praga. Solo in seguito, quando ne venne costruita un’altra nelle vicinanze – che purtroppo oggi non esiste più -, la gente iniziò a chiamarla la “Vecchia-Nuova” per distinguerla.
Da allora, ha attraversato molti momenti difficili – alluvioni, incendi, persecuzioni -, ma è sempre rimasta in piedi e ancora oggi è il punto di riferimento religioso della comunità ebraica praghese.
Chi si ferma davanti alla sua facciata nota subito lo stile gotico, tra i più antichi della città. All’interno colpisce la sobrietà, interrotta da pochi elementi ricchi di significato: il pulpito in ferro battuto del Quattrocento, l’Arca Sacra che custodisce i rotoli della Torah, le panche in legno scuro. Una visita vale sicuramente la pena.
La Sinagoga Spagnola
C’è un po’ di Spagna nel cuore di Praga, dove sorge la Sinagoga Spagnola, facilmente distinguibile dalla altre proprio per il suo aspetto, ispirato allo stile moresco e sefardita. E chi entra, si trova in mezzo a pareti ricoperte d’oro, vetrate colorate e motivi geometrici che ricordano l’Alhambra di Granada. Questa, è l’ultima sinagoga costruita nel quartiere ebraico di Praga, edificata tra il 1867 e il 1868 dove prima si trovava la Scuola Vecchia, il più antico luogo di culto ebraico della zona.
Il progetto dell’edificio è stato firmato da Josef Niklas e Jan Bělský, mentre gli interni sono opera di Antonín Baum e Bedřich Münzberger. La sinagoga ha una pianta quadrata e una cupola centrale che cattura subito lo sguardo. Oggi ospita due mostre permanenti: una ripercorre la presenza ebraica in Boemia e Moravia, l’altra raccoglie oggetti liturgici in argento provenienti dalla collezione del Museo Ebraico.
Per visitarla, basta pagare un biglietto dal costo contenuto di circa 7,50 euro, che scende ancora, fino a poco più di 5 € per i più piccoli tra i 6 e i 15 anni e gli studenti sotto i 26 anni. Se invece viaggi con bambini sotto i 6 anni, il loro ingresso è gratuito.
La Sinagoga Pinkas
La Sinagoga Pinkas è uno degli spazi più significativi del quartiere ebraico di Praga, nonché uno dei più simbolici luoghi della Memoria in Europa. Fondata nel XV secolo da Aaron Meshulam Horowitz come luogo di preghiera privato, oggi è dedicata alla memoria degli ebrei di Boemia e Moravia deportati e uccisi durante l’Olocausto. I nomi di circa 80.000 vittime sono scritti sulle pareti interne, a formare un lungo elenco che accompagna in silenzio chi entra.
Dal 1955 al 1960 fu trasformata in memoriale, ma con l’arrivo del regime comunista venne chiusa per oltre vent’anni. La riapertura al pubblico è avvenuta solo nel 1995.
Al piano superiore si trova la parte più commovente di tutta la sinagoga: una mostra permanente che raccoglie i disegni dei bambini del ghetto di Terezín, realizzati tra il 1942 e il 1944, molti dei quali morirono ad Auschwitz. I disegni, conservati grazie al lavoro dell’artista Friedl Dicker-Brandeis, sono oggi un documento visivo diretto delle condizioni vissute dai più piccoli durante la prigionia e del loro desiderio di libertà.
Il Rudolfinum
Affacciato sulla riva della Moldava, il Rudolfinum è il punto di riferimento per chi ama la musica classica a Praga. Costruito tra il 1876 e il 1884, questo imponente edificio in stile neorinascimentale ospita la Filarmonica Ceca e la sua celebre Sala Dvořák, considerata tra le migliori al mondo per qualità acustica. Proprio qui l’orchestra si esibì per la prima volta nel 1896 sotto la direzione di Antonín Dvořák.
Oggi è la sede principale del Festival di Primavera, uno degli appuntamenti musicali più noti a livello europeo.
All’interno si trovano anche la Galerie Rudolfinum, dedicata all’arte contemporanea, e la Sala delle Colonne, dove ha sede il Cafè Rudolfinum, conosciuto per l’ambiente curato e la posizione centrale.
Come raggiungere il quartiere Josefov e Praga
Per arrivare a Praga basta prenotare un volo verso l’aeroporto della città, il Václav Havel, ben collegato con l’Italia grazie a numerosi voli in partenza dalle città principali, come Milano o Roma. Se vuoi velocizzare i tempi di attesa, puoi attivare il servizio di fast track, che ti permette di accelerare sui tempi per i controlli di sicurezza in aeroporto.
Una volta a Praga, puoi raggiungere il centro della città con i mezzi pubblici o in taxi. Per arrivare nel quartiere ebraico, invece, la metropolitana è una delle opzioni più comode: basta prendere la Linea A e scendere alla fermata Staroměstská. In alternativa, i tram 17 e 18 fermano in Náměstí Jana Palacha, a pochi minuti a piedi dalle principali attrazioni della zona.








