Materdei è il rione di Napoli dove la metropolitana ospita mosaici e altorilievi, un collezionista ha aperto il suo palazzo a duemila opere d’arte contemporanea e le scale collegano quote diverse della città.
A Napoli c’è un rione dove scendere in metropolitana equivale a entrare in una galleria. Parliamo di Materdei, il quartiere che si trova a metà strada tra la città bassa e i Colli Aminei, a pochi minuti da piazza Dante. Qui un gallerista ha aperto le porte del suo palazzo per ospitare oltre duemila opere, un artista viennese ha lasciato un archivio dedicato alle sue azioni teatrali e una piazza pedonale accoglie mosaici firmati da nomi noti dell’arte italiana. Ci sono anche scale che collegano i diversi livelli del rione, con i tetti della città alle spalle. In questo articolo trovi le tappe da visitare e come muoverti senza perdere tempo in macchina.
Materdei, il quartiere tra due quote di Napoli
Materdei occupa una fascia di collina compresa tra il quartiere Avvocata e il quartiere Stella. Il nome deriva dalla chiesa rinascimentale di Santa Maria Mater Dei, che ha dato l’appellativo a tutto il rione.
La parte più bassa, quella che termina in via Santa Teresa degli Scalzi, è la più antica. Qui Vittorio De Sica ha girato l’episodio Pizze a credito del film L’oro di Napoli, con Sophia Loren nei panni della pizzaiola e Paolo Stoppa nel ruolo del marito. La parte alta, che ha il suo centro in piazza Scipione Ammirato, è stata costruita in gran parte dopo la Seconda guerra mondiale.
Il lato bohémien del rione si vede soprattutto al Giardino Liberato, un’area verde nata dal recupero di uno spazio abbandonato e oggi gestita da comitati di abitanti. Nel 2015 lo street artist argentino Francisco Bosoletti ha dipinto qui Parthenope, un affresco alto 18 metri su un palazzo del quartiere, finanziato con una raccolta fondi promossa dai residenti stessi, senza sponsor. L’anno dopo Bosoletti è tornato per un secondo murale, Le ombre di Napoli, realizzato su invito del Comitato Materdei R-esiste insieme alle associazioni 56k e Il Fazzoletto di Perle: un volto di donna che guarda altrove, circondato da mani che si intrecciano sulla parete.
Sono proprio queste iniziative nate dal basso, più che i singoli edifici, a dare al rione la sua vocazione artistica: gallerie indipendenti, associazioni di quartiere e collezionisti privati convivono nello stesso reticolo di vicoli, spesso a poche decine di metri l’uno dall’altro.
Cosa vedere nel quartiere Materdei di Napoli
Tra piazza e vicoli, il quartiere Materdei di Napoli raccoglie almeno quattro tappe che meritano una sosta: una stazione della metropolitana progettata come galleria, un archivio d’arte privato, un museo dedicato a un protagonista dell’Azionismo viennese e una salita che porta a una chiesa amata dai residenti.
La stazione Materdei
La fermata della linea 1 della metropolitana di Napoli si trova in piazza Scipione Ammirato. È stata progettata dall’architetto Alessandro Mendini e inaugurata il 5 luglio 2003, alla presenza di quindici ministri dei trasporti dell’Unione europea.
All’ingresso trovi una guglia di vetro colorato e acciaio, firmata dall’Atelier Mendini, che porta luce naturale fino al livello sotterraneo. Le pareti sono ricoperte da mosaici verdi e da un mosaico di Sandro Chia che ricorda le Bagnanti di Cézanne. Un altorilievo di Luigi Ontani sovrasta la scala mobile che scende verso i binari. Al piano dei treni ci sono pannelli policromi di Sol LeWitt e serigrafie di altri artisti, tra cui Anna Gili e Stefano Giovannoni.
La stazione ha convinto anche la critica internazionale: nel 2024 il quotidiano britannico Daily Telegraph l’ha inserita tra le venti stazioni della metropolitana più belle d’Europa, al sedicesimo posto. Merito anche della piazza sovrastante, trasformata in isola pedonale e arricchita con nuovi spazi verdi.
Casa Morra
A salita San Raffaele 20/C, dentro Palazzo Ayerbo d’Aragona Cassano, il gallerista Giuseppe Morra ha aperto nel 2016 uno spazio di 4.200 metri quadri. Ospita oltre duemila opere d’arte contemporanea legate a movimenti come Fluxus, Gutai, Living Theatre e l’Azionismo viennese.
Si entra da una scala attribuita all’architetto Ferdinando Sanfelice, che ha firmato alcune delle scale aperte più note della città. Le mostre seguono un meccanismo legato al gioco dell’oca: numeri e artisti si alternano secondo un calendario che Morra ha programmato fino al 2116.
Tra gli artisti in collezione trovi Marcel Duchamp, John Cage, Nam June Paik, Hermann Nitsch e Marina Abramović. Il progetto fa parte di un piano più ampio, chiamato “il quartiere dell’arte”, pensato per collegare Materdei alla vicina Sanità attraverso una serie di spazi culturali indipendenti.
Il Museo Hermann Nitsch
A pochi minuti a piedi, in vico Lungo Pontecorvo 29/D, si trova il museo dedicato a Hermann Nitsch, artista viennese e fondatore dell’Orgien Mysterien Theater. Il museo ha aperto nel 2008 per iniziativa della Fondazione Morra, dentro un edificio che nell’Ottocento produceva energia elettrica per la città.
Gli spazi raccolgono tele, fotografie e video legati alle azioni teatrali dell’artista, insieme a un allestimento che cambia periodicamente. Il museo è aperto dal lunedì al venerdì, con orari che variano in base alle mostre in corso: controlla sempre il sito ufficiale prima di partire.
Da qui puoi raggiungere a piedi piazza Dante in pochi minuti. In alternativa puoi proseguire verso il rione Sanità per completare un itinerario dedicato all’arte contemporanea della città.
La salita San Raffaele e la chiesa dell’Arcangelo
La salita che porta a Casa Morra prende il nome dalla chiesa di San Raffaele, che risale al Settecento ed è nota per una scultura dedicata al Santo. La scena raffigurata riguarda l’aiuto dato a Tobia contro un pesce che lo aveva assalito sul fiume Tigri. Da qui nasce un detto popolare napoletano, rivolto alle donne in cerca di marito: “Va’ a vasà ‘o pesce ‘e San Rafèle”.
I gradini di questa salita, come molti altri a Materdei, collegano quote diverse del rione. Regalano viste aperte sui tetti bassi della città, con il Vesuvio e la collina di Capodimonte sullo sfondo. Sono meno segnalati rispetto alle scale più fotografate del Vomero, come quella del Petraio, ma restano un buon modo per muoversi a piedi tra un museo e l’altro senza tornare sulla strada principale.
Come arrivare al quartiere Materdei
Il modo più diretto per arrivare al quartiere Materdei di Napoli è la metropolitana Linea 1, fermata Materdei: da piazza Garibaldi il tragitto dura circa 10 minuti, da piazza Dante circa 5. La fermata si trova in piazza Scipione Ammirato, punto di partenza per tutte le tappe di questo itinerario.
In alternativa puoi prendere gli autobus che collegano il centro storico alla zona dei Colli Aminei, con fermate lungo via Santa Teresa degli Scalzi e corso Amedeo di Savoia.
Se viaggi in auto, la tangenziale di Napoli (A56) ha l’uscita più comoda al numero 5, Capodimonte: da lì scendi lungo corso Amedeo di Savoia e via Santa Teresa degli Scalzi, la strada che segna il confine della parte più bassa del rione, a circa un chilometro dalla stazione della metro.
Una volta in zona, tieni presente che i vicoli intorno alla piazza sono stretti e in parte pedonali: ti conviene lasciare l’auto lungo corso Amedeo di Savoia o via Santa Teresa degli Scalzi e proseguire a piedi, invece di addentrarti con la macchina tra le vie del rione vecchio. Per evitare di girare a vuoto alla ricerca di un posto auto, puoi scaricare un’app dedicata, che ti aiuta a individuare il parcheggio convenzionato più vicino a te.








