Dalle funzionalità avanzate al preordine, tutto quello che c’è da sapere su Rabbit R1, il dispositivo tecnologico che grazie all’AI vuole mandare in soffitta gli assistenti virtuali (e anche lo smartphone!)

Ne hanno scritto e parlato in tutto il mondo e ormai le aspettative sono altissime: Rabbit r1 è un nuovo dispositivo tecnologico che promette di cambiare il modo in cui attualmente interagiamo con l’Intelligenza Artificiale. A differenza di uno smartphone, Rabbit r1 non richiede l’uso di app per svolgere le proprie funzioni. Basta premere un pulsante e parlare con il dispositivo, che non solo è in grado di fornire informazioni ma anche e soprattutto di compiere numerose azioni complesse. Il suo obiettivo è diventare un compagno intelligente, in grado di rendere più facili, efficaci e piacevoli le faccende quotidiane.
Ma che cos’è veramente Rabbit r1, come funziona e quali caratteristiche lo rendono unico? Vi sveliamo tutti i segreti dell’oggetto hi-tech più desiderato del momento e vi spieghiamo come riuscire ad averlo.

Rabbit r1: cos’è e chi l’ha creato

La mente dietro Rabbit r1 è Jesse Lyu, al secolo Lu Cheng, un giovane imprenditore cinese fondatore e CEO della startup Rabbit Inc. con sede a Los Angeles. Durante l’ultimo Consumer Electronic Show (CES) di Las Vegas, la fiera tecnologica più importate al mondo, Lyu ha presentato ufficialmente l’innovativo cubetto misterioso.
Secondo Lyu, gli smartphone con le loro mille app ci spingono a sprecare tempo invece di farcelo risparmiare. Mentre gli assistenti vocali convenzionali come Siri, Alexa o Hey Google sono lenti, imprecisi e, soprattutto, incapaci di eseguire azioni concrete.
Al contrario, Rabbit r1 è in grado di “agire”. Per esempio acquistando il biglietto per il cinema o prenotando un tavolo per 6 al ristorante. Per questo a detta di Lyu Rabbit r1 rappresenta al momento l’unica alternativa avanzata ai sistemi mobili cui siamo abituati.

Rabbit r1: come funziona? Il ruolo dell’AI

Per funzionare Rabbit R1 utilizza un nuovo sistema operativo chiamato Rabbit OS. Si tratta di un software evoluto che sfrutta modelli linguistici di grandi dimensioni (Large Language Model – LLM) basati su ChatGPT di OpenAI e Large Action Model (LAM) sviluppati da Rabbit Inc.
Grazie al LAM che lo anima, Rabbit r1 è capace di fornire informazioni e risposte in 500 millisecondi, ossia 0,5 secondi, una velocità dieci volte superiore a quella dell’AI attualmente più evoluta.
Ma a differenza degli i LLM che sono abili solo a dare informazioni, i LAM possono anche compiere azioni. Dunque Rabbit r1, oltre a essere capace di indicare, per esempio, l’orario di un volo aereo, è anche in grado di comprare il biglietto.
Inoltre grazie a una modalità di apprendimento sperimentale, che verrà resa disponibile tra i futuri aggiornamenti, Rabbit r1 potrà essere allenato allo svolgimento di nuovi compiti.
Per insegnare a Rabbit r1 una nuova attività, basterà inquadrare con la fotocamera del dispositivo lo schermo del computer o dello smartphone e mostrare l’operazione da apprendere. In questo modo il dispositivo potrà evolversi nel tempo, trasformandosi in un assistente virtuale personalizzato davvero utile.

Rabbit r1

Il design e le funzionalità

Il Rabbit r1 si presenta come un affascinante cubo rosso-arancio, tascabile e dalla forte personalità, frutto della collaborazione con l’azienda svedese Teenage Engineering.
L’apparecchio integra un display touchscreen da 2,88 pollici sulla sinistra,  accompagnato sulla destra da una rotella per una navigazione intuitiva nei menù. Al di sopra di quest’ultima spicca la fotocamera rotante da 8MP, chiamata “Rabbit Eye”.
Questa versatile fotocamera consente di catturare foto e selfie, e quando non è in uso, si orienta verso il basso per garantire la privacy del proprietario e delle persone circostanti. In modo molto simile a quello dei walkie-talkie, un pulsante push-to-talk sul bordo destro, se tenuto premuto, consente all’utente di comunicare con Rabbit r1 e impartirgli richieste e istruzioni vocali. Oltre naturalmente a disporre di microfono e altoparlanti, il piccolo cuboide hi-tech custodisce al suo interno un processore MediaTek Helio P35 da 2,3 GHz, 4 GB di RAM e 128 GB di memoria.
La connettività è Wi-Fi dual band, Bluetooth 5,0 e 4G LTE tramite scheda SIM. La ricarica avviene tramite porta USB-C e, secondo quanto dichiarato dalla company, la durata della batteria dovrebbe essere di una intera giornata.

La scheda tecnica

Ecco in dettaglio tutte le specifiche tecniche utili da conoscere:

  • Dimensioni: 78mmx78mmx13mm
  • Peso: 115g
  • Colore: Leuchtorange
  • Display: Touchscreen TFT da 2.88 pollici
  • Processore: MediaTek MT6765 Octa-core (Helio P35) 2.3GHz
  • Fotocamera “Rabbit Eye”: 8MP, 3264×2448, rotante 360°, video 1080p @24fps
  • Connettività: Bluetooth 5.0 / Wi-Fi con 2.4GHz + 5GHz / 4G LTE
  • Memoria: 4GB
  • Archiviazione: 128GB
  • Audio: altoparlante 2W, 2x microfoni
  • Posizione: Magnetometro e GPS
  • Sensore di Movimento: Accelerometro e Giroscopio
  • Ricarica ed Espansione: Connettore USB-C
  • Batteria e carica: 500 cicli > 80%, corrente di ricarica 500mA, capacità nominale 1000mAh
La videocamera del dispositivo si chiama Rabbit Eye

Cosa può fare davvero un Rabbit r1?

Come spiegato dal CEO Jesse Lyu nella sua presentazione del dispositivo, Rabbit r1 si propone come un AI Companion in grado di aumentare nel tempo le sue abilità, rendendosi sempre più utile.
Le sue capacità sono varie: è in grado di fare acquisti su Amazon, stilare una playlist su Spotify, ordinare cibo da asporto, comprare i biglietti della metro o chiamare un taxi. Ma non solo: Rabbit r1 è in grado di svolgere anche mansioni e task più complesse. Per esempio organizzare un intero itinerario completo di viaggio, con tappe, hotel e mezzi di trasporto, tenendo conto del budget a disposizione e scegliendo la migliore tra più offerte. Oppure suggerire  la  ricetta che è possibile preparare con gli ingredienti che l’utente ha in frigo. In questo caso è sufficiente inquadrare con la cam il contenuto del frigorifero aperto e lasciare che l’AI identifichi gli ingredienti ed elabori il piatto più indicato da preparare secondo il piano calorico indicato. O, ancora, fare la spesa al supermarket online, inserendo tutti i prodotti selezionati nel carrello e procedendo poi a fissare data e ora di consegna per poi concludere al check-out.

E le app? Non ci sono. Rabbit r1 punta a rendere il sistema più efficiente e ad eliminare tutte le distrazioni inutili. Quindi non solo non dispone di applicazioni e connessioni API, ma neppure ha bisogno di plugin, account proxy o dell’abbinamento con altri dispositivi come per esempio, lo smartphone.
Tramite un portale web, il Rabbit OS agisce come un ponte tra l’utente e i suoi servizi, semplificando l’accesso ai diversi account. In altre parole, in una pagina chiamata “Rabbit Hole”, l’utente visualizza i link dei servizi come Amazon o Spotify; toccando uno di questi collegamenti, gli verrà chiesto di effettuare l’accesso, così dando implicitamente a Rabbit OS l’autorizzazione per eseguire azioni sull’account stesso.
Quanto alla privacy e alla sicurezza, Lyu assicura che le credenziali utente di servizi di terze parti non vengono conservate sul dispositivo e che il processo di autenticazione è gestito dai sistemi di login dei rispettivi servizi.

Tenendo premuto il pulsante laterale è possibile comunicare con l’Intelligenza Artificiale di Rabbit r1

Il prezzo: quanto costa il Rabbit r1?

Almeno sulla carta – nessuno al momento ha avuto ancora in mano il dispositivo – Rabbit r1 non stupisce solo per le sue incredibili funzionalità ma anche per il prezzo, che lo posiziona come un dispositivo accessibile.

Il costo del Rabbit r1 è stato infatti fissato a 199 dollari, equivalenti a circa 186 euro, ossia meno di uno smartphone entry level o di uno smartwatch.

Alla scoperta del sito ufficiale

I siti ufficiali sono sempre le migliori fonti per tenersi aggiornati sulle novità e seguire le evoluzioni di un prodotto. Rabbit r1 non fa eccezione alla regola.

Per reperire informazioni attendibili e approfondire gli aspetti di nostro interesse è dunque disponibile il sito Rabbit.tech. Al suo interno è possibile anche prendere visione delle posizioni lavorative aperte in Rabbit Inc, molte delle quali in remoto, e se interessati, inviare il proprio CV.

Rabbit r1: da quando e dove è possibile acquistarlo in Europa?

Il dispositivo con AI non è ancora disponibile sul mercato. Rabbit Inc, ha annunciato che i primi lotti destinati all’Europa saranno spediti entro la fine di luglio in base all’ordine di prenotazione.

Se si è pronti a sperimentare il futuro dell’Intelligenza Artificiale e si desidera essere tra i primi a poterla portare in tasca, occorre quindi effettuare un preordine. È sufficiente navigare alla paginaPre-order, inserire i propri dati, scegliere un metodo di pagamento e procedere al checkout cliccando su “Pay now” .

I metodi di pagamento disponibili includono 8 diverse carte di credito, oltre ai sistemi di checkout espresso abilitati da Paypal, GPay e Shop Pay.

E in Italia?

Ma anche dall’Italia è possibile ordinare Rabbit r1? Per rispondere alla domanda che in molti si stanno facendo: sì, gli utenti italiani possono acquistare Rabbit r1. Il nostro Paese, infatti, è presente nella lista di otto nazioni europee per le quali Rabbit Inc ha disposto la possibilità di preordine e consegna.

Come spiegato in precedenza, il costo del dispositivo è circa 186 euro, cui vanno aggiunto i costi di consegna per l’Italia che ammontano a 14,95 euro.

Da notare che, in caso di ripensamenti, Rabbit Inc. dà la possibilità di annullare l’ordine e richiedere il rimborso in qualsiasi momento prima che il prodotto venga spedito e, successivamente, entro 30 giorni dalla consegna, restituendo il prodotto.

Rabbit r1 è in grado di svolgere numerose funzioni. Per esempio può compilare una playlist musicale su Spotify sulla base dei gusti dell’utente.

Rabbit r1, quale sarà il futuro? Pioniere o flop?

Dopo anni di un mercato pressoché immutato e dominato dagli smartphone, in cui le uniche novità sono state rappresentate dalla maggiore risoluzione delle fotocamere, dalla potenza dei processori e dalla maggiore autonomia della batteria, Rabbit r1 emerge come una proposta intrigante e idonea a dare uno scossone all’omogeneo panorama tecnologico.
Il progetto di Lyu apre una prospettiva inedita sull’interazione umana con gli dispositivi smart, ma resta da vedere come questa promessa si tradurrà effettivamente nell’uso quotidiano. Se tutto andrà come prospettato da Jesse Lyu, gli assistenti virtuali saranno i primi a essere “licenziati” e sostituiti da altrettante AI dalle sembianze di coniglietti stilizzati. I secondi saranno gli smartphone così come li conosciamo.
I prossimi mesi saranno quindi fondamentali per capire se Rabbit r1 è davvero il pioniere di una nuova generazione di super assistenti AI o uno tra i tanti flop del mondo hi-tech!