Iniziato da soli due giorni, il CES 2024 di Las Vegas già ci stupisce con novità che lasciano presagire un futuro XYZ. Una di queste è Rabbit R1, il primo dispositivo mobile che, grazie all’Intelligenza Artificiale, riesce a usare le applicazioni al posto dell’utente

Tante sono le applicazioni che abbiamo nello smartphone e che ci aiutano nella vita di tutti i giorni: dalle app per i servizi di mobilità a quelle per le camminate in montagna, fino a quelle per aiutarci a mantenere i buoni propositi per l’anno nuovo! Tuttavia, ogni app ha un suo funzionamento specifico, le sue interfacce, le sue regole e le sue funzioni, e ricordarsele tutte può essere difficile. Soprattutto, usarle porta via tempo. Come sarebbe, allora, se potessimo delegare allo smartphone la parte noiosa e limitarci solo a chiedergli (e ottenere) quello che vogliamo? Rabbit R1 rende questo possibile.

Cos’è Rabbit R1 e come funziona

Immaginate di dover organizzare un viaggio usando il vostro smartphone. Quante sono le app che dovreste usare? Quella per trovare l’alloggio, quella per acquistare il biglietto del treno o dell’aereo, quella per prenotare la visita al museo, quell’altra ancora per trovare idee su cosa fare per vivere la città like a local.

Tempo impiegato per concludere tutto? Incalcolabile.

Ebbene, Jesse Lyu, fondatore e amministratore delegato di Rabbit, ha presentato R1, un dei gadget esposti al CES più interessanti, in grado di semplificare l’uso degli smartphone.

R1 combina le potenzialità di 3 elementi:

  • ChatGPT di OpenAI;
  • Un LLM (Large Language Model), un modello linguistico di grandi dimensioni che riesce sia a comprendere che a generare linguaggio umano;
  • un LAM (Large Action Model), ovvero un sistema in grado di “capire” le intenzioni dell’utente e replicare le azioni umane tanto nel mondo fisico quanto in quello virtuale.

Questa combinazione fa sì che R1 sia in grado di imparare a usare le app al posto dell’utente, al quale non rimane altro che fare le proprie richieste vocali.

A tal proposito, secondo Lyu, R1 è in grado si rispondere alle richieste vocali dell’utente meglio di qualsiasi altro assistente AI. In particolare, la risposta vocale del sistema operativo di Rabbit OS sarebbe ben 10 volte più veloce degli altri sistemi di Intelligenza Artificiale applicati all’interazione vocale.

Quindi, cosa si può fare con Rabbit R1? Durante la presentazione Lyu ha interrogato il dispositivo su domande di cultura generale, ha chiesto la riproduzione di musica, ha organizzato un viaggio con tanto di opzioni per il volo, il soggiorno e gli itinerari turistici. R1 ha anche indicato un possibile piatto da preparare dopo essere stato informato sui contenuti di un frigorifero tramite l’uso della telecamera.

Com’è fatto Rabbit R1? È uno smartphone?

R1 non è uno smartphone. È un dispositivo a sé che, sì, può anche essere usato per telefonare e inviare messaggi. Potrebbe rientrare nella categoria dei dumbphone, ovvero dispositivi più semplici e meno complessi degli smartphone, dotati di meno funzionalità, e concentrati principalmente sulla comunicazione di base.

Fisicamente, è di forma quadrata, grande circa la metà di un iPhone. Ha uno schermo touch a colori da 2,88”, un microfono, un altoparlante e una camera – la Rabbit Eye – con rotazione orizzontale di 360°.

Dentro, si trova un processore MediaTek Helio P35, 4 GB di RAM e 128 GB di spazio di archiviazione. È predisposto per la connessione Wi-Fi e ha uno slot per SIM 4G.

È disponibile anche per il mercato italiano e costa 199 dollari. Può essere acquistato tramite il sito ufficiale di Rabbit.