RailEvo: dall’Italia arriva il primo taxi ferroviario a guida autonoma. Vediamo cos’è, come funziona e quali prospettive fa nascere.

In questi anni si è parlato spesso di innovazioni che sembrano fantascienza ma che in realtà sono pronte ad entrare nella nostra quotidianità. Basti pensare ai taxi senza conducente a Londra, o ai taxi volanti in Lmbardia. Si parla sempre più spesso di robotaxi e adesso una assoluta novità del settore arriva direttamente dal Trentino, dove una startup sta lavorando a un progetto che potrebbe rivoluzionare il trasporto ferroviario su binario unico. L’idea si chiama RailEvo: un sistema elettrico, sempre attivo e senza conducente, che si propone come alternativa innovativa ai servizi tradizionali.

Il concept è stato ideato dall’ingegnere Federico Bernabei, che nel 2023 ha fondato la società insieme a Nicola Mosca e Diego Barbisan. L’obiettivo è offrire una soluzione che sfrutti in modo più efficiente le infrastrutture esistenti, garantendo maggiore capacità di trasporto e tempi ridotti di percorrenza. Mosca, oggi amministratore delegato, ha spiegato che RailEvo si pone come un modello economico, sicuro e puntuale, basato su un servizio on-demand sempre attivo e privo di fermate intermedie.

Andiamo a scoprire nel dettaglio cos’è e come funziona il prototipo realizzato dalla startup trentina.

Come funziona RailEvo

Il cuore del sistema è un assale elettrico adattabile allo scartamento, già in fase di test con una società ferroviaria trentina. Serviranno poi altri partner industriali per completare l’ecosistema: dai costruttori dei veicoli alle imprese che realizzeranno le mini-stazioni, fino agli specialisti dell’armamento ferroviario.

Grazie a dimensioni contenute, i mezzi RailEvo permettono di inserire due binari nello spazio oggi occupato da una sola linea, garantendo così il doppio senso di marcia. Basteranno circa 3,5 metri di larghezza, meno di due corsie stradali. I veicoli, aerodinamici e con motori integrati negli assali, potranno viaggiare a 80 km/h, con punte di oltre 100. I consumi stimati sono di circa 3 kWh per 100 km, molto inferiori a quelli di un’auto elettrica standard. Per la frenata sono previste due soluzioni complementari: impianto a dischi e un sistema aggiuntivo con ruote ad alta aderenza, utile soprattutto su tratti in pendenza.

Un’altra innovazione riguarda i deviatoi verticali brevettati, che consentono ai mezzi di passare dal binario principale a quello parallelo, o di uscire verso stazioni sopraelevate o sotterranee. Una volta usciti, i veicoli utilizzano ruote omnidirezionali Mecanum per spostarsi autonomamente fino alle aree di sosta.

Il modello di funzionamento ricorda quello autostradale: i mezzi mantengono la velocità di crociera lungo la linea principale e decidono in autonomia quando imboccare uno “svincolo” o fermarsi in stazione. L’utente, attraverso un’app, potrà scegliere partenza e destinazione, prenotare e pagare, trovando il veicolo pronto alla banchina indicata.

Le prospettive di RailEvo: come si integrerà con i sistemi di trasporto pubblico già esistenti

RailEvo punta a integrarsi con i sistemi di trasporto pubblico già esistenti, soprattutto su quelle tratte a binario unico oggi poco convenienti o sottoutilizzate. La startup stima che in Europa ci siano oltre 900 linee di questo tipo, di cui circa 200 adatte al progetto grazie a un bacino potenziale di almeno 5.000 passeggeri al giorno. Con questi numeri, il rientro dell’investimento potrebbe arrivare in 20 anni, dimezzando i tempi medi del settore ferroviario. Una linea da 50 km con 10 stazioni richiederebbe circa 170 milioni di euro.

Un primo protocollo d’intesa è già stato firmato con una società di trasporto pubblico, anche se il nome non è ancora stato reso noto. L’obiettivo è presentare entro fine anno una tratta dimostrativa di poche centinaia di metri. Oggi il team conta 15 persone e opera nel polo di meccatronica di Trentino Sviluppo, con il supporto della Fondazione Bruno Kessler e altri partner tecnologici.