I prezzi medi delle assicurazioni RC Auto a ottobre 2024 sono in aumento, sia rispetto al mese di settembre sia su base annua. Intanto l’IVASS chiede una riforma del sistema Bonus Malus, che avrebbe perso la sua efficacia.
Per quanto riguarda il costo delle polizze, a ottobre la media è di 416 euro, rispetto ai 414 del mese precedente. Considerando invece l’ottobre di un anno fa, l’incremento è del +7,2% in termini nominali (a settembre era stato del +6,8% sullo stesso mese del 2023) e del +6,3% in termini reali (cioè effettivi, calcolato su dati depurati dall’effetto dell’inflazione).
Secondo i dati diffusi dalla rilevazione mensile IPER di IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), a ottobre in tutte le province italiane si sono registrate crescite di prezzo su base annua. La minore a Reggio Calabria (+1,5%) e la maggiore a Roma (+11,5%). Prosegue quindi il rincaro delle assicurazioni auto in Italia, che praticamente non si è mai fermato dal 2022.
RC Auto: gli aumenti nelle principali città
Dove costa di più la RC Auto? Stando al rapporto IVASS, detto già del picco di Roma, anche nelle altre grandi città del paese il rincaro delle assicurazioni auto è piuttosto consistente: +9,1% a Catania, +8,8 % a Palermo, +8,4% a Napoli, +8% a Milano e a Torino, +7,8% a Genova, +7,1% a Venezia, +6,2% a Firenze. Più contenuto l’aumento a Bari (+5,9%) e a Bologna (+5,3%).
Il capoluogo campano è quello che denota i costi medi più alti (602 euro), con un differenziale di 267 euro rispetto ad Aosta, in crescita del +11,7% e in riduzione del 41,4% rispetto allo stesso mese del 2014. Perché Napoli e Aosta? Sono le due province di riferimento con cui IVASS monitora le difformità territoriali.
Per quanto riguarda gli assicurati appartenenti a una classe di merito superiore alla prima, l’incremento di prezzo medio nelle RC Auto di ottobre è del +10,3%, a fronte di un aumento del +6,4% per gli assicurati in prima classe.
RC Auto differenti da città a città: le cause
Le polizze RC Auto mostrano un prezzo variabile da città a città. Ciò è dovuto a vari fattori, come la quantità e il rischio di incidenti stradali di una specifica area urbana o provinciale. Più sinistri si verificano e più le condizioni ambientali della zona sono favorevoli a situazioni del genere, maggiore sarà il premio richiesto dalle compagnie assicurative. Queste, infatti, devono coprire con i premi raccolti il totale dei rimborsi effettuati.
Inoltre, nelle aree dove si verificano più truffe delle assicurazioni il costo delle polizze risulta più elevato. Incidono, infine, l’età media del parco veicoli in circolazione e le politiche di ciascuna compagnia, che possono variare da territorio a territorio.
Oltre all’inflazione che ha caratterizzato l’economia globale negli ultimi anni, un ulteriore fattore che contribuisce all’aumento dei premi assicurativi è il costo crescente dei sinistri. Un vero e proprio trend delle assicurazioni di oggi. Nonostante oggi i veicoli siano più sicuri grazie alle innovazioni tecnologiche, la riparazione di componenti molto avanzati, come sensori, telecamere e dispositivi ADAS, è diventata molto più onerosa.
Il Bonus Malus non funziona più?
A margine dei dati diffusi sulle RC Auto di ottobre, l’IVASS ha evidenziato la necessità di riformare il sistema Bonus Malus, cioè la formula su cui storicamente si basa l’assicurazione auto. Il Bonus Malus prevede una riduzione o una maggiorazione del premio in base alla classe di merito. In assenza di incidenti, si applica un bonus e l’automobilista conserva la propria classe. In presenza di incidenti, invece, si applica un malus e la classe peggiora.
Secondo l’istituto, tale sistema avrebbe perso la sua efficacia verso i suoi due obiettivi principali: valutare il rischio e incentivare una guida sicura. Il 90% dei conducenti in Italia, con il passare degli anni, è arrivato a posizionarsi in classe 1, la più vantaggiosa. Quindi presentano quasi tutti un rischio basso, vanificando gli sforzi di differenziazione e di incentivazione alla prudenza.
Come soluzioni, IVASS suggerisce l’introduzione di un attestato di rischio più dettagliato. Esso non dovrebbe solo considerare gli incidenti effettivamente causati dal guidatore, ma anche altri parametri di rischio potenzialmente rilevanti. Quindi, consiglia una novità nei contratti: offrire agli assicurati con zero sinistri la possibilità di beneficiare concretamente di una parte degli utili realizzati dalle compagnie grazie al comportamento virtuoso dei conducenti.








