Conosci le regole relative alle cinture di sicurezza? Conoscerle è fondamentale non solo per l’incolumità di chi guida e dei passeggeri, ma anche per evitare sanzioni. Indossarle è obbligatorio per tutti, con qualche eccezione.

Il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza è tra le tre violazioni più comuni del Codice della Strada. Le cinture, fondamentali come sistema di sicurezza passiva, proteggono sia il conducente che i passeggeri in caso di incidenti, urti o collisioni e di conseguenza a prevenire un eventuale aumento del premio dell’assicurazione in caso di sinistro.

Le regole sull’uso delle cinture di sicurezza secondo il Codice della Strada

È l’articolo 172 del Codice della Strada a disciplinare l’uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini, specificando chi è obbligato a indossarle e su quali veicoli tale obbligo si applica. In particolare, il testo stabilisce che “il conducente e i passeggeri dei veicoli della categoria L6e, dotati di carrozzeria chiusa, […] e dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3 […] equipaggiati con cinture di sicurezza, devono utilizzarle in qualsiasi situazione di marcia“.

Chi ha l’obbligo di usare le cinture di sicurezza

Le cinture di sicurezza sono un sistema di sicurezza passiva progettato per proteggere conducente e passeggeri all’interno del veicolo, riducendo il rischio di lesioni gravi in caso di incidente o frenata improvvisa. La cintura ha il compito di mantenere la persona assicurata al sedile, prevenendo sbalzi violenti, impatti e altre conseguenze fisiche potenzialmente letali, anche dovute all’attivazione di altri sistemi di sicurezza, come l’airbag.

Data la loro funzione salvavita, il conducente è responsabile di farne periodicamente manutenzione, controllandone lo stato e il corretto funzionamento e assicurandosi che il dispositivo sia omologato.

L’articolo 172 del Codice della Strada specifica i veicoli per i quali è obbligatorio l’uso delle cinture di sicurezza:

  • L6e: ciclomotori a quattro ruote, ovvero quadricicli leggeri con una massa a vuoto pari o inferiore a 350 kg, una velocità massima di 45 km/h e una cilindrata massima di 50 cm³ (o una potenza massima di 4 kW per i motori elettrici);
  • M1, M2 e M3: veicoli a quattro ruote con almeno 4 posti a sedere, destinati al trasporto di persone;
  • N1, N2 e N3: veicoli a quattro ruote destinati al trasporto di merci.

Il Comma 2 dell’articolo stabilisce inoltre che “I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie”.

Chi è esente dall’obbligo di indossare le cinture di sicurezza

La normativa prevede in alcuni casi l’esenzione dall’obbligo di utilizzo delle cinture di sicurezza: sono tutte categorie legate a motivi di carattere emergenziale, professionale o di natura fisico-sanitaria. Ecco chi è esentato:

  • Membri delle forze di polizia, municipale e provinciale, durante servizi di emergenza;
  • Conducenti e operatori di veicoli del servizio antincendio e sanitario durante interventi di emergenza;
  • Conducenti di veicoli con allestimenti specifici per la raccolta e il trasporto rifiuti o per usi speciali, quando impiegati in attività di igiene ambientale nei centri abitati, comprese le zone industriali e artigianali;
  • Addetti ai servizi di vigilanza privata riconosciuti, impegnati in attività di scorta;
  • Istruttori di guida che accompagnano allievi muniti di foglio rosa;
  • Persone con patologie o condizioni fisiche che comportino la controindicazione per l’uso delle cinture di sicurezza, documentate da certificato medico rilasciato dall’unità sanitaria locale o da autorità competenti di un altro Stato membro dell’UE;
  • Donne in stato di gravidanza con certificato medico che attesti specifici rischi legati all’uso delle cinture;
  • Passeggeri di veicoli delle categorie M2 e M3, autorizzati al trasporto di persone in piedi in ambito di trasporto pubblico locale e urbano;
  • Membri delle forze armate in situazioni di emergenza durante attività istituzionali.

Quali sono le sanzioni se non si indossa la cintura di sicurezza

Al di fuori dei casi di esenzione, dunque, chi non rispetta l’obbligo di utilizzo delle cinture di sicurezza è soggetto a sanzioni. Queste possono includere sia una multa che la decurtazione di punti dalla patente, nel caso in cui la violazione sia commessa dal conducente.

L’articolo 172 del Codice della Strada è esplicito al riguardo: «Chiunque non utilizza i dispositivi di ritenuta […] è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 83 a € 332. Se la violazione riguarda un minore, la responsabilità ricade sul conducente, oppure, se presente, su chi ha il dovere di sorvegliare il minore.»

Inoltre, se il conducente infrange questa norma per due volte nell’arco di due anni, rischia la sospensione della patente per un periodo che varia da 15 a 60 giorni.

Chi manomette o ostacola il corretto funzionamento delle cinture di sicurezza è soggetto a una sanzione compresa tra € 41 e € 167. Per chi produce, importa o commercializza dispositivi di ritenuta non omologati, la multa può variare da € 866 a € 3.464.

Relativamente alla decurtazione dei punti dalla patente, chi non utilizza le cinture perde 5 punti. Se la violazione è commessa da un passeggero, la decurtazione non si applica. Il conducente ha comunque la responsabilità di assicurarsi che tutti i passeggeri a bordo indossino le cinture di sicurezza. Se i passeggeri rifiutano, è obbligato a vietare loro di salire sul veicolo.

Quando sono nate le prime cinture di sicurezza?

Dopo avere parlato di regole, una piccola curiosità. Le prime cinture di sicurezza furono ideate nel 1903 dal canadese Gustave Désiré Lebeau, che inventò delle cinghie in cuoio chiamate “bretelle di sicurezza”. Questa invenzione non ebbe molto successo, poiché le auto dell’epoca non raggiungevano alte velocità e le cinture provocavano una sensazione di costrizione.

La prima vettura a essere equipaggiata con questo dispositivo di sicurezza passiva fu la Tucker Torpedo, prodotta in 51 esemplari nel 1948. Anche in questo caso, però, il dispositivo non fu adeguatamente apprezzato. Le cinture di sicurezza iniziarono a guadagnare consensi solo nel 1957, quando furono utilizzate in alcune auto da corsa, e la loro diffusione si estese principalmente a partire dagli anni Sessanta.