Nel 2026, potrebbero esserci novità in tema di revisione auto: è in arrivo un possibile aumento dei costi, oltre a controlli tecnici sempre più severi. Ecco come funziona, quanto costa oggi e cosa sapere su novità, scadenze e categorie speciali come auto elettriche, storiche e d’epoca.

La revisione auto è un appuntamento obbligatorio per tutti i veicoli in circolazione. Serve a garantire sicurezza e rispetto delle norme ambientali, e va effettuata dopo 4 anni dalla prima immatricolazione, poi ogni 2 anni.

Con l’introduzione di controlli più accurati su emissioni inquinanti e componenti elettroniche, le verifiche sono diventate più precise e digitalizzate. Intanto, in Parlamento è in discussione un nuovo aumento delle tariffe, che potrebbe portare il costo medio della revisione da 79 a 88,20 euro dal 2026. L’obiettivo sarebbe adeguare i prezzi ai maggiori standard di sicurezza e qualità, ma la misura non è ancora definitiva.

Anche a livello europeo si ragiona su nuove regole: la Commissione UE ha proposto una revisione annuale per i veicoli con più di 10 anni, per rafforzare i controlli su emissioni e sicurezza, arrivando all’1% in meno di vittime e feriti gravi sulla strada (circa 1.850 vite salvate in 25 anni). Si tratta però, anche in questo caso, di un progetto ancora al vaglio delle istituzioni e dei singoli Stati membri. Restano invece invariati gli obblighi per auto elettriche e ibride, con verifiche specifiche su batterie e sistemi di ricarica elettrica, e per le auto storiche e d’epoca, che seguono procedure dedicate.

Nelle prossime righe vedremo nel dettaglio tutte le regole, i costi aggiornati e le novità previste per la revisione auto nel 2026.

Revisione auto: come funziona

La revisione è un controllo tecnico obbligatorio, previsto dall’articolo 80 del Codice della Strada. Non va confusa con il tagliando: è un vero e proprio esame dell’auto, necessario per poter circolare. Per le autovetture private, la prima revisione va fatta dopo quattro anni dall’immatricolazione, poi ogni due anni. La stessa cadenza vale, al momento, per i veicoli fino a 3,5 tonnellate, mentre diventa annuale per categorie particolari come taxi, ambulanze, autobus o mezzi commerciali più pesanti.

La revisione può essere effettuata in Motorizzazione Civile o presso centri privati autorizzati, con tariffe differenti. Durante il controllo vengono verificate le principali componenti del veicolo – freni, luci, pneumatici, sospensioni e emissioni – secondo standard sempre più rigorosi, anche grazie ai nuovi sistemi di diagnostica elettronica.

Per presentarsi è necessario portare:

  • Carta di circolazione (o Documento Unico di circolazione e proprietà);
  • Un documento d’identità valido del proprietario;
  • Se richiesto, la ricevuta di pagamento della tariffa o del bollettino postale (in caso di revisione in Motorizzazione).

Al termine della prova viene rilasciato un tagliando che attesta l’esito: “regolare” se tutto è in ordine, “ripetere” se serve un intervento entro un mese, “sospeso” se il mezzo non è idoneo alla circolazione.

Quanto costa la revisione auto

Il costo della revisione auto in Italia, oggi, è di 79,02 euro se effettuata presso un centro privato autorizzato. La cifra include IVA, diritti della Motorizzazione e spese postali. In Motorizzazione Civile, dove la procedura è più economica (circa 45 euro), la disponibilità è però limitata e i tempi d’attesa possono essere più lunghi.

Dal 2026 potrebbe inoltre arrivare un nuovo aumento, attualmente in discussione in Parlamento, che porterebbe la tariffa a 88,20 euro. L’emendamento 7.0.1 al decreto Milleproroghe propone infatti di aggiornare il tariffario in base ai maggiori costi di gestione e ai nuovi standard di sicurezza richiesti alle officine. Si tratterebbe di un incremento complessivo di circa 30% in cinque anni, dal precedente valore di 66,88 euro prima dell’aumento del 2021. Al momento, però, non è ancora stato approvato e l’eventuale entrata in vigore dipenderà dal percorso parlamentare nei prossimi mesi.

A incidere sul prezzo possono poi esserci piccole variazioni tra officine e regioni, legate ai diritti d’agenzia o ai costi di gestione. Alcuni centri offrono prenotazioni online o sconti promozionali, soprattutto per flotte aziendali o revisioni multiple. Il pagamento avviene direttamente presso il centro, con ricevuta rilasciata al termine del controllo. Nelle sedi della Motorizzazione, invece, è richiesto un bollettino postale da 45 euro intestato al Dipartimento Trasporti Terrestri, da presentare il giorno della revisione.

Revisione auto nel 2026: ci sono novità?

Nel corso del 2025 sono stati introdotti test più precisi, ad esempio per i sistemi ADAS, come la frenata automatica e il mantenimento della corsia, ormai diffusi anche sulle auto di fascia media. Questi controlli, insieme alla lettura elettronica dei parametri di funzionamento, rendono la revisione più accurata rispetto al passato e permettono di individuare eventuali manomissioni o difetti software.

Ma ci saranno aggiornamenti per la revisione auto nel 2026? A livello europeo, la Commissione UE sta discutendo l’introduzione di una revisione annuale per i veicoli con più di 10 anni, per migliorare il monitoraggio delle auto più vecchie in termini di sicurezza ed emissioni. Si tratta tuttavia di una proposta ancora in fase di valutazione, che dovrà essere approvata dal Parlamento e dal Consiglio prima di diventare effettiva. A questo si aggiunge la possibilità di un ritocco dei costi della revisione, da 79 a 88,20 euro, ma ad ora non ci sono novità in merito da parte del Parlamento.

Revisione auto storiche e d’epoca: cosa cambia

I veicoli storici e d’epoca seguono regole diverse rispetto alle vetture moderne. Le auto storiche sono veicoli di interesse collezionistico iscritti nei registri riconosciuti (ASI, FMI, Registro Fiat, Alfa Romeo, Lancia e altri), mentre le auto d’epoca sono radiate dal PRA e destinate a musei o manifestazioni.

Le auto storiche possono circolare regolarmente e devono essere sottoposte alla revisione con la stessa cadenza biennale delle auto comuni: la prima dopo quattro anni, poi ogni due anni. Dal 2021 è possibile farla non solo in Motorizzazione, ma anche nei centri privati autorizzati, semplificando la procedura. I controlli sono gli stessi previsti per le auto moderne, con alcune eccezioni per i veicoli più datati. Sono esentati dal test delle emissioni i modelli a benzina costruiti prima del 4 agosto 1971 e i diesel immatricolati prima del 1° gennaio 1980.

Le auto d’epoca, non potendo circolare liberamente, possono essere utilizzate solo per eventi o raduni autorizzati e devono sottoporsi a revisione ogni cinque anni, di norma presso la Motorizzazione o enti abilitati. Negli ultimi anni il Ministero delle Infrastrutture ha introdotto alcune semplificazioni per i veicoli più vecchi, facilitando le procedure di controllo e valorizzando il patrimonio storico senza rinunciare alla sicurezza stradale (e ambientale).

Come funziona la revisione per auto elettriche e ibride

Anche i veicoli elettrici devono sottoporsi alla revisione prevista dal Codice della Strada. Le tempistiche sono sempre le stesse: dopo quattro anni dalla prima immatricolazione, poi ogni due anni, come per le vetture tradizionali. La procedura è simile, ma i controlli si concentrano su componenti e sistemi specifici legati alla propulsione elettrica.

Durante la revisione, i tecnici verificano lo stato e l’efficienza della batteria elettrica, controllando la capacità residua, eventuali dispersioni di corrente o segni di usura. Seguono poi i test sui cablaggi ad alta tensione e sull’isolamento elettrico, fondamentali per garantire la sicurezza del sistema e prevenire cortocircuiti o rischi di surriscaldamento.

Un’altra parte importante del controllo riguarda il sistema di ricarica, sia interno al veicolo che nei collegamenti esterni. Si verifica che i connettori, i cavi e le prese funzionino correttamente e che non ci siano danneggiamenti. I tecnici analizzano anche il motore elettrico, valutando quando è efficiente e la taratura elettronica, e testano il corretto funzionamento della frenata rigenerativa, che permette di recuperare energia in fase di decelerazione.

Oltre alle verifiche meccaniche, le auto elettriche e ibride vengono sottoposte anche a controlli software, per assicurarsi che i sistemi elettronici e di sicurezza siano aggiornati e privi di errori. In officina vengono scaricati i codici diagnostici e, se necessario, installate le patch di sicurezza più recenti rilasciate dai costruttori. Al momento, i costi e le scadenze sono identici a quelli delle auto tradizionali, ma le officine che eseguono revisioni su veicoli elettrici devono essere dotate di strumentazioni dedicate e personale qualificato.

Dove fare la revisione auto e come prenotarla

La revisione può essere effettuata in due modi: presso gli uffici della Motorizzazione Civile o in uno dei numerosi centri privati autorizzati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Entrambe le opzioni hanno la stessa validità legale, ma differiscono per tempi e costi.

La Motorizzazione è la scelta più economica (circa 45 euro), ma i tempi di prenotazione possono essere più lunghi e la procedura è meno flessibile. Serve presentare domanda su modello TT 2100, allegare la ricevuta del versamento sul conto corrente 9001 intestato al Dipartimento Trasporti Terrestri e prenotare la data del controllo.

I centri privati, invece, garantiscono tempi rapidi e un servizio più immediato, con un costo medio di 79 euro. Tariffa che potrebbe salire a 88,2 euro dal 2026, se approvato l’aumento in discussione. In questo caso basta recarsi in officina con la carta di circolazione, un documento d’identità e il mezzo in buone condizioni di manutenzione. Il pagamento avviene direttamente in sede, e in pochi minuti si riceve l’esito della revisione con il tagliando da applicare sul libretto.

Molte officine offrono oggi la possibilità di prenotare la revisione online tramite il proprio sito o app, scegliendo data e ora disponibili. È anche possibile trovare i centri autorizzati più vicini attraverso il portale ufficiale del Ministero, che consente la ricerca per provincia o per targa.

Una volta completata la revisione, l’esito viene trasmesso automaticamente al Ministero e inserito nella banca dati nazionale. Da quel momento, il veicolo risulta regolarmente revisionato e può circolare senza limitazioni fino alla scadenza successiva.

Cosa succede se non si fa la revisione: le sanzioni

Circolare con la revisione scaduta o non effettuata comporta conseguenze pesanti, sia sul piano economico che amministrativo. Il Codice della Strada (articolo 80) prevede una multa da 173 a 694 euro, oltre alla sospensione della carta di circolazione fino all’esito positivo del controllo.

In caso di recidiva – cioè se si viene fermati più volte senza aver ancora regolarizzato la situazione – la sanzione raddoppia, e può essere disposto anche il fermo amministrativo del veicolo per 90 giorni. Se si continua a circolare con un’auto sospesa dalla circolazione, le multe possono superare i 7.000 euro, con il rischio, più grave, di confisca del mezzo.

Per evitare problemi è sempre consigliabile verificare la data di scadenza sul tagliando applicato alla carta di circolazione o consultare la sezione dedicata del Portale dell’Automobilista, dove è possibile controllare online lo stato della revisione. Infine, per ricordare questa e altre incombenze, come il bollo auto, può essere utile affidarsi a comodi servizi memo.