Domani, 24 aprile 2024, avrà luogo la tanto attesa riapertura del Ponte del Ciolo, un’icona che da decenni domina lo scenario paesaggistico del Salento. Questo meraviglioso ponte, situato nell’incantevole cornice di Gagliano del Capo, tornerà finalmente accessibile dopo un anno di lavori di ristrutturazione e restauro.

Il Ponte del Ciolo, costruito tra il 1962 e il 1967 dalla Provincia di Lecce su progetto dell’ingegnere Antonio La Tegola, ha sempre rappresentato un capolavoro strutturale e un simbolo di innovazione per l’intera Puglia. Tuttavia, il passare del tempo ha lasciato i segni su questa meravigliosa struttura, rendendo necessari ulteriori lavori di manutenzione, dopo quelli del 1993, 2003 e 2013.

Nel marzo del 2023 è dunque stato presentato un ambizioso progetto di risanamento del ponte, con particolare attenzione al consolidamento e all’adeguamento sismico e funzionale. Finanziato con oltre 4 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, questo intervento puntava non solo a preservare l’aspetto originale e l’integrità strutturale del ponte, ma anche ad introdurre miglioramenti significativi a livello funzionale.

Dopo 12 mesi è giunto ora il momento dell’inaugurazione del ponte. Alle ore 18:30, sul posto, si terrà la conferenza stampa e, poi, la cerimonia di apertura con il taglio del nastro, l’accensione del sistema di illuminazione e il passaggio della prima vettura. Interverranno il presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva e i consiglieri provinciali Ippazio Morciano e Francesco Volpe; non mancheranno poi il sindaco di Gagliano del Capo Gianfranco Melcarne, il dirigente del Servizio Viabilità dell’Ente Luigi Tundo, altre autorità civili e religiose.

Nuovo Ponte del Ciolo, tra valorizzazione paesaggistica e maggiore sicurezza

Uno degli elementi più sorprendenti di questa ristrutturazione è l’aggiunta di un sistema di illuminazione variabile e multicolore, che permetterà di creare atmosfere suggestive in grado di valorizzare una delle più belle insenature del Salento. Le luci potranno anche essere usate come elemento decorativo in diverse occasioni. Durante l’inaugurazione, ad esempio, il ponte sarà illuminato con i colori della bandiera nazionale in onore alla Festa della Liberazione del 25 aprile, offrendo uno spettacolo visivo che sottolineerà la rinascita di questo importante monumento.

Oltre agli aspetti estetici, i lavori di restauro hanno migliorato l’accessibilità per le persone con disabilità grazie all’ampliamento della larghezza del Ponte stesso. Ciò ho permesso la creazione di un percorso pedonale senza barriere e di una pista ciclabile. Inoltre, sono state installate barriere di protezione per prevenire quei pericolosi tuffi che in passato hanno causato diversi incidenti.

Il Ciolo, il fiordo salentino

La Puglia, con i suoi incantevoli borghi, le città piene di storia e le meravigliose località marittime Bandiera Blu, è una delle mete turistiche più apprezzate in Italia. Non per nulla quest’anno Ryanair ha deciso di festeggiare la sua ventennale presenza nella regione con 10 nuovi collegamenti.

Tuttavia, se c’è una zona della Puglia che maggiormente conquista i cuori, questo è il Salento, e nel suggestivo scenario di Gagliano del Capo, a un passo dalla rinomata Santa Maria di Leuca, si staglia il Ciolo, un’insenatura naturale che, come in un fiordo norvegese in miniatura, vede il mare insinuarsi tra le rocce, sovrastato dal Ponte che verrà inaugurato domani.

Il suo nome deriva dal termine locale “Ciola” che indica le gazze ladre, molto presenti fino a qualche tempo fa. Con la bella stagione, la sua caletta è sempre affollata, un po’ per il bel panorama, un po’ perché le rocce offrono riparo e permettono di godere del mare anche nelle giornate più ventose. Dalla scogliera a strapiombo, coraggiosi tuffatori si sfidano in spettacolari gare di destrezza.

Il Ciolo è indubbiamente una tappa alternativa da aggiungere a un tour del Salento. Basta prenotare un volo via app, atterrare in Puglia, e scegliere l’itinerario migliore, includendo soste presso la Spiaggia degli Alimini, la cava di bauxite, e paesi come Leporano e Ostuni.