Passare da una vettura tradizionale con motore termico a un’auto a batteria significa adottare nuove abitudini. Una delle domande più frequenti presso tutti quelli che si avvicinano a questo mondo è: quanto tempo ci vuole per ricaricare un’auto elettrica? Proviamo a rispondere in modo pratico ed efficace.
Se fare il pieno ai veicoli a motore diesel o a benzina richiede pochi minuti, il discorso cambia quando si tratta di ricaricare un’auto elettrica. Il tempo necessario varia in base a diversi fattori, tra cui la capacità della batteria, la potenza erogata dalle colonnine di ricarica, la tecnologia utilizzata e la potenza massima che la batteria dell’auto elettrica è in grado di assorbire.
Al pari dell’autonomia delle auto elettriche, una delle maggiori preoccupazioni per chi le utilizza è conoscere quanto tempo serve per riportare la carica a un livello adeguato ai propri spostamenti. Ciò aiuta a pianificare i viaggi e a sfruttare al meglio le infrastrutture disponibili nella rete di ricarica elettrica (in Italia a febbraio 2025 ci sono 60.339 punti, secondo Motus-E).
I vari tipi di auto elettriche stanno conoscendo una diffusione sempre maggiore, all’insegna di una mobilità sostenibile. Conoscere le tempistiche di ricarica è essenziale per chi sceglie questa soluzione. Nei paragrafi seguenti, ecco una guida ai diversi sistemi di rifornimento.
Possedere un’auto elettrica: i vantaggi
Al di là del fatto di tenere in considerazione esigenze fondamentali come i tempi di ricarica e andando oltre i luoghi comuni sulle BEV, i vantaggi di possedere auto elettriche sono molteplici. Su tutti, l’assenza di emissioni di CO2 allo scarico contribuisce a ridurre l’inquinamento atmosferico e i costi di esercizio sono inferiori rispetto a quelli di un veicolo a benzina o diesel, grazie a una minore manutenzione e al prezzo più conveniente dell’energia rispetto ai carburanti fossili.
Un altro aspetto chiave è la crescita della rete di ricarica, sempre più capillare e accessibile. Un importante punto a favore dell’auto elettrica come futuro della mobilità. Inoltre, le app mobili consentono di individuare le stazioni disponibili lungo il percorso, fornendo dettagli su potenza erogata, disponibilità in tempo reale e modalità di pagamento. Infine, nel 2025 è previsto che le auto elettriche costeranno meno.
Approfondiamo ora le diverse tipologie dei punti di ricarica, dai sistemi domestici alle colonnine ultraveloci.
Ricaricare un’auto elettrica: le categorie dei punti
Esistono quattro categorie principali di punti di ricarica per BEV, ognuna con caratteristiche specifiche in termini di potenza erogata e tempi di rifornimento:
- Slow (lenta): potenza fino a 7 kW (tempo di ricarica 12 ore o superiore);
- Quick (accelerata): potenza tra 7 kW e 22 kW (2-3 ore);
- Fast (veloce): potenza tra 22 kW e 100 kW (30-60 minuti);
- Ultra-fast (ultraveloce): potenza superiore a 100 kW, fino a 350 kW (10-25 minuti).
I tempi sono stimati considerando una batteria di medie dimensioni dalla capacità di 50 kWh. Quelli effettivi dipendono dalla capacità della medesima e dalla potenza massima supportata dal veicolo.
Ricarica domestica: wallbox e prese comuni
Un’auto elettrica può essere ricaricata in casa, attaccando l’apposito cavo a una normale presa nel proprio garage. I punti di ricarica domestici, che siano prese comuni o wall box, sono generalmente a corrente alternata (AC – Modo 3 secondo CEI EN 61851). Tuttavia quelli più potenti arrivano a erogare fino a 22 kW in corrente continua (DC – Modo 4 secondo CEI EN 61851).
I tipi di infrastrutture domestiche sono:
- Presa domestica standard (slow): utilizza una normale presa da 2,3 kW con ma con tempi molto lunghi;
- Wall box monofase (slow o quick): sistema dedicato con potenza tra 3,7 kW e 7,4 kW; più sicuro ed efficiente rispetto a una presa standard, ideale per la ricarica notturna;
- Wall box trifase (quick): versione più potente con potenze da 11 kW a 22 kW; riduce i tempi di ricarica ed è consigliata per chi ha un’auto con batteria di grandi dimensioni. Utilizzate in parcheggi condominiali e aziendali;
- Colonnina domestica (quick): struttura simile a quelle pubbliche, può arrivare fino a 22 kW, ma richiede un impianto adeguato e autorizzazioni specifiche.
Ricarica elettrica in strada: le tipologie
Ecco le principali tipologie di ricarica elettrica su strada:
- Colonnine a corrente alternata (quick): offrono potenze da 7 kW a 22 kW, ideali per soste medio-lunghe. Sono spesso presenti in parcheggi pubblici e centri commerciali, assicurando un buon compromesso tra velocità ed efficienza.
- Colonnine a corrente continua (fast): forniscono fino 100 kW di potenza, permettendo di ricaricare l’80% della batteria in meno di un’ora. Sono presenti lungo strade a scorrimento veloce, in aree di servizio e in punti strategici.
- Stazioni di ricarica ultraveloci (ultra-fast): sono soprattutto colonnine in autostrada che erogano potenze superiori a 100 kW, garantendo ricariche in pochi minuti. Sono particolarmente indicate per le lunghe percorrenze.








