Nella Valle Po si nasconde Rifreddo, uno dei luoghi più misteriosi del Piemonte, luogo di streghe e storie inquietanti tramandate nei secoli.
Ottobre non è ancora iniziato, ma per gli amanti dell’horror è già partito il conto alla rovescia verso Halloween. Del resto, da nord a sud, sono tanti i luoghi magici e surreali disseminati nella nostra penisola, tra borghi legati alle streghe, antiche leggende e misteri ancora irrisolti.
Ai piedi del Monviso ce n’è uno particolarmente affascinante: Rifreddo, piccolo borgo della Valle Po, in provincia di Cuneo, conosciuto come il “borgo delle masche”, il termine con cui nella tradizione piemontese vengono indicate le streghe. Una sorta di piccola “Salem d’Italia” – soprannome spesso condiviso con Triora, in Liguria – diventata famosa soprattutto per alcuni processi per stregoneria avvenuti alla fine del Quattrocento e ancora oggi ricordati attraverso documenti storici e manifestazioni dedicate.
Rifreddo, il borgo delle “masche”
Rifreddo sorge sulle pendici del Mombracco e deve probabilmente il proprio nome al Rio Freddo, anticamente chiamato Rivus Frigidus. Nonostante il toponimo, il paese gode di una posizione particolarmente soleggiata, che nel tempo ha favorito frutteti, castagneti e attività agricole.
La storia che ha reso Rifreddo celebre come paese delle masche è però legata soprattutto all’antico monastero femminile di Santa Maria della Stella, fondato nel 1219 da Agnese, figlia del marchese di Saluzzo Manfredi II.
Nel 1495 il monastero fu teatro di un’indagine condotta dall’inquisitore Vito dei Beggiami nei confronti di diverse donne, tra cui Giovanna Motossa, Caterina Borella e Caterina Bonivarda, accusate di appartenere a una “setta delle masche”. I fascicoli giudiziari relativi al procedimento sono ancora conservati nell’Archivio storico del Comune di Rifreddo e rappresentano una preziosa testimonianza dell’immaginario legato alla stregoneria alla fine del Quindicesimo secolo.
Da queste vicende nasce anche la manifestazione “Le Notti delle Streghe”, che ogni anno a fine ottobre riporta per le vie del paese atmosfere, personaggi e racconti ispirati alle tradizioni locali. Quest’anno l’evento tornerà dal 23 al 25 ottobre con la sua diciassettesima edizione.
Cosa vedere a Rifreddo e nei dintorni
Il centro del paese conserva diversi edifici di interesse storico. In Piazza della Vittoria si trova il Palazzo Comunale, risalente al XV secolo, caratterizzato dalla facciata a vela, dal porticato con arco a sesto acuto e dalla grande finestra del primo piano.
Tra i luoghi da vedere c’è anche ciò che resta dell’antico monastero di Santa Maria della Stella, mentre sulla collina domina l’antica chiesa di San Nicolao, costruita nel XV secolo e successivamente restaurata. Poco più in alto si trova il Santuario della Madonna della Neve del Devesio, in posizione panoramica sulla pianura, sull’alta Valle Po e su Sanfront.
Proprio nei dintorni il viaggio può continuare verso luoghi altrettanto suggestivi. A Sanfront si trova Balma Boves, un minuscolo borgo rurale costruito letteralmente sotto un’enorme parete rocciosa del Mombracco, oggi abbandonato come insediamento stabile ma ancora capace di raccontare la vita contadina del passato.
Salendo invece lungo la Valle Po, il paesaggio diventa sempre più montano e il Monviso domina l’orizzonte. Qui si possono seguire alcuni dei migliori percorsi per il trekking in Piemonte che risalgono verso le quote più alte della valle. Una tappa interessante è anche Ostana, piccolo borgo affacciato sulle montagne e immerso nel paesaggio dell’alta Valle Po.
Come arrivare a Rifreddo
Rifreddo si trova in provincia di Cuneo, nel cuore della Valle Po e a pochi minuti da Saluzzo. Da Torino si può raggiungere seguendo la A55 in direzione Pinerolo, per poi proseguire verso Cavour e quindi lungo la viabilità provinciale fino al paese. Da Saluzzo partono anche autobus in direzione del borgo.
Per chi arriva da più lontano e percorre tratti autostradali, i servizi di telepedaggio possono rendere più comodo il passaggio ai caselli e semplificare gli spostamenti durante il viaggio.
Fonte foto: sito VisitCuneese.








