Il rimborso del pedaggio autostradale potrebbe arrivare già nel 2026. La finalità di questa nuova misura è risarcire gli automobilisti per i disagi in caso di cantieri e traffico bloccato. Ecco come funzionerà.
La proposta è stata presentata dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti, il cui presidente Nicola Zaccheo ne aveva annunciato i contenuti già lo scorso settembre. In caso di approvazione, le prime regole potrebbero entrare in vigore intorno alla metà del prossimo anno. Allo stesso modo, dovrebbero esserci i pedaggi autostradali meno cari dal 2026.
In sintesi, in caso di traffico sulle autostrade, se un’automobilista durante un viaggio in autostrada dovesse rimanere in coda a causa di cantieri che limitano la circolazione, avrà diritto al rimborso parziale o totale del pedaggio, in base a una serie di criteri e parametri. Scopriamo quali sono.
Pedaggio autostradale: che cos’è
Nella quasi totalità della rete autostradale italiana si applica un pedaggio, cioè una tassa in denaro che gli utenti devono pagare al gestore dell’infrastruttura. Per entrare in autostrada è quindi necessario transitare attraverso uno degli oltre 500 caselli, ritirando il biglietto che poi si dovrà pagare al casello di uscita, o velocizzare l’operazione tramite il servizio di telepedaggio.
Il calcolo dei pedaggi è stabilito dalle normative di settore (leggi e delibere CIPE), recepite dalle convenzioni in essere tra lo Stato e le società concessionarie. Concorrono al prezzo finale il numero dei chilometri percorsi e la tariffa unitaria.
Quest’ultima si applica in base alla classificazione dei veicoli a motore, alle caratteristiche dei tratti percorsi e alle norme della società concessionaria della tratta.Per calcolare l’importo del pedaggio autostradale, si moltiplica la tariffa unitaria per i chilometri percorsi. Al totale ottenuto si aggiungono l’IVA al 22% e l’arrotondamento per eccesso o per difetto.
Rimborso del pedaggio: i criteri
Secondo la proposta dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, se tali norme dovessero entrare in vigore, l’utente di un’autostrada che ha pagato il pedaggio, ma ha subito un peggioramento della qualità del servizio a causa di cantieri, avrà diritto a un risarcimento. Esempio: un’automobilista impiega più tempo del previsto per andare da Roma a Firenze a causa di eventuali cantieri sull’Autostrada del Sole.
Allorché, tale rimborso sarà basato su sette criteri:
- Lunghezza della tratta autostradale;
- Tipo di restringimento della carreggiata;
- Numero di corsie occupate dai lavori;
- Eventuale obbligo di deviazione nella carreggiata opposta;
- Possibile chiusura della corsia di emergenza;
- Riduzione della velocità e aumento dei tempi di percorrenza;
- Lunghezza del cantiere nella fase di transito.
Tuttavia, sarà determinante che i cantieri abbiano determinate caratteristiche. In caso di circostanze eccezionali, come eventi naturali quali frane e alluvioni oppure in caso di incidente, non sarà previsto nessun ristoro. Allo stesso modo, non ci sarà rimborso in caso di interventi programmati sulla rete e segnalati in anticipo.
Rimborso pedaggio: come si calcola
Il rimborso viene calcolato sulla base della riduzione del pedaggio nel tratto interessato da lavori. Il calcolo spetta alle società concessionarie secondo tabelle predisposte dall’autorità garante. Questi i criteri per determinare lo scatto del diritto al rimborso:
- Tratto fino a 30 chilometri: non c’è soglia temporale minima di ritardo;
- Tratto da 30 a 50 chilometri: ritardo di almeno 10 minuti;
- Tratto di oltre 50 chilometri: ritardo di almeno 15 minuti.
In caso di traffico bloccato, per determinare la quantità del rimborso si calcola così:
- Blocco tra 120 e 179 minuti: 50% del pedaggio;
- Blocco tra 180 e 239 minuti: 75% del pedaggio;
- Blocco oltre 240 minuti: 100% del pedaggio.
I titolari di abbonamento, se scoprono che i cantieri sulla tratta per cui sono abbonati sono aperti tutti i giorni, possono optare per percorsi alternativi restituendo l’abbonamento prima della scadenza e senza costi. L’accredito del rimborso avverrà in modalità interamente digitale. Gli utenti registrati sull’App Telepass possono ricevere i soldi direttamente dall’operatore del telepedaggio.








