Transizione elettrica, oltre 200 aziende chiedono al cancelliere tedesco Merz di non bloccare lo stop ai motori termici dal 2035. Ecco i dettagli.

Dal colosso svedese Volvo alle italiane A2A ed Erg, passando per Iberdrola, Edp e Uber, più di 200 imprese europee e internazionali del settore della mobilità elettrica – tra produttori di veicoli, batterie e infrastrutture di ricarica – hanno inviato una lettera aperta al cancelliere tedesco Friedrich Merz. L’obiettivo è quello di esortarlo a non rimettere in discussione lo stop ai motori termici dal 2035.

Andiamo a scoprire nel dettaglio il contenuto della lettera aperta e le ragioni delle big tech del settore auto elettrico.

Rinvio stop motori termici 2035: le big dell’elettrico chiedono di mantenere gli obiettivi fissati

L’iniziativa arriva dopo le recenti dichiarazioni del leader tedesco. In un’intervista rilasciata a NTV ha chiesto una revisione del regolamento europeo, sostenendo che lo stop alle auto inquinanti, così come formulato oggi, debba essere modificato o rinviato.

Le aziende firmatarie dell’appello – provenienti da tutta Europa e rappresentative dell’intera filiera della mobilità sostenibile – chiedono invece di mantenere gli obiettivi fissati per la decarbonizzazione dei trasporti. Sottolineano che un passo indietro minerebbe la fiducia degli investitori e rallenterebbe la transizione verso un’industria automobilistica a zero emissioni.

Nel testo, le società ricordano come la chiarezza e la stabilità delle politiche europee siano condizioni fondamentali per sostenere gli investimenti già avviati nel settore elettrico e raggiungere gli obiettivi climatici fissati per il 2050.

Merz incontra i rappresentanti dell’automotive tedesco

Il cancelliere Merz incontrerà giovedì a Berlino i rappresentanti dell’industria automobilistica tedesca. Le imprese del settore, nella lettera indirizzata al cancelliere, hanno spiegato che il regolamento europeo sulle emissioni di CO₂ non rappresenta soltanto una misura per la tutela del clima, ma costituisce anche un segnale della volontà dell’Europa di assumere un ruolo guida nella corsa globale verso la mobilità sostenibile. Secondo le aziende, tale normativa ha ormai definito un percorso stabile e credibile per l’industria e per gli investitori.

Le società firmatarie hanno inoltre evidenziato che quel traguardo politico ha agito da stimolo concreto, generando centinaia di miliardi di euro in nuovi investimenti e dando impulso a numerosi progetti industriali. Per questo, chiedono che venga elaborata una strategia industriale europea di ampio respiro, in grado di rafforzare la produzione di batterie, assicurare l’approvvigionamento delle materie prime e accompagnare la trasformazione di fornitori e produttori di macchinari.

Infine, le aziende hanno sollecitato l’introduzione di incentivi per le auto elettriche coordinati tra gli Stati membri e di investimenti rapidi nelle reti infrastrutturali. Elementi considerati indispensabili per sostenere una diffusione capillare dell’elettrificazione nei trasporti.