“Fari e torri del fuoco segreto”- inserita nell’ambito del progetto CoHen- è un’iniziativa, promossa dalla Fondazione Museo Pino Pascali, che coniuga l’arte immersiva alla riscoperta dei siti costieri più identitari della Puglia. 

Vieste, Margherita di Savoia, Molfetta, Bari, Otranto e Ugento. Da nord a sud della Puglia, sei siti storici costieri rinascono grazie al progetto di restauro e recupero turistico CoHen (Costal Heritage Network).

La Fondazione Museo Pino Pascali, con l’iniziativa “Fari e torri del fuoco segreto”– a cura di Christian Caliandro e Nicola Zito– mira a stimolare il turismo lento ed esperienziale attraverso performance artistiche e installazioni site specific. Che immergono i visitatori in un’atmosfera magica e, al tempo stesso, autentica.

“Fari e torri del fuoco segreto”: il progetto della Fondazione Pascali

Sempre più spesso si parla di overtourism e di come il turismo di massa abbia trasformato persino i luoghi in cui viaggiamo, appiattendoli e semplificandoli in esperienze, spesso preconfezionate, che si somigliano tra loro. Pur restando, nella realtà, diversissime.

L’iniziativa della Fondazione Pascali– realizzata con il Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del territorio della Regione Puglia– nasce innanzitutto per restituire l’identità perduta ad alcuni dei borghi più belli della Puglia.

Attraverso l’arte, “Fari e torri del fuoco segreto” punta a restaurare e rifunzionalizzare i territori costieri individuati. La dimensione installativa e performativa degli artisti selezionati dalla Fondazione Pascali, infatti, creano una connessione con i contesti geografici, storici e culturali in cui le opere sono immerse. Restituendo, allo stesso tempo, identità a luoghi che privilegiano un modo di viaggiare sostenibile.

Il progetto CoHen e altre iniziative a favore del territorio

Attraverso il progetto CoHen, la Regione Puglia ha destinato un finanziamento di 3.875.000,00 euro al restauro e alla riqualificazione di sei torri e fari distribuiti in diverse località:

  • la Torre di San Felice a Vieste,
  • la Torre Calderina a Molfetta,
  • la Torre Pietra a Margherita di Savoia,
  • San Cataldo a Bari,
  • il Faro di Punta Palascia a Otranto
  • il Faro Torre Carlo V a Ugento.

Questi luoghi, ora trasformati in sei nuovi centri informativi ed espositivi, costituiscono non solo tappe di una rete di siti, ma anche punti di partenza per esplorare il ricco patrimonio di ciascuna area. Il percorso inizia dal Gargano e si estende fino al Salento, creando un collegamento ideale con alcuni edifici storici in Grecia.

Un altro progetto significativo è The Rout_Net, promosso dal Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia. Questo progetto mira a valorizzare la Via Francigena in Puglia attraverso interventi di riqualificazione di edifici destinati a diventare ostelli, dando origine alla rete dei Pubblici Ostelli di Puglia e ad altri spazi culturali.

Sei borghi costieri pugliesi ospitano performance e installazioni artistiche 

Recuperare come destinazione turistica-museale e presidio didattico sei siti storici di rilievo, tra cui spiccano tre torri aragonesi di avvistamento, una delle peculiarità storico-architettoniche delle coste pugliesi più affascinanti in assoluto. È dunque questo l’obiettivo della Fondazione Pascali che, nel selezionare gli artisti, ha concesso loro libertà espressiva e creativa. Pur nel rispetto dei contesti scelti.

Da Vieste fino a Ugento, sono sei le località costiere selezionate, alcune delle quali insignite della Bandiera Blu 2023. Per favorire l’armonizzazione delle opere nei contesti paesaggistici scelti, la Regione Puglia ha predisposto rilievi storici e architettonici. Realizzati dal Politecnico di Bari che ha recuperato anche informazioni storiche, geografiche e morfologiche.

La fase preparatoria del progetto si è sviluppata tra maggio e luglio 2023. Gli artisti selezionati dalla Fondazione Pascali hanno potuto così usufruire dei materiali raccolti dal Politecnico di Bari. Ma anche di una serie di sopralluoghi, realizzati allo scopo di stimolare l’interazione diretta con le comunità locali. Che hanno così svelato tradizioni, leggende e simboli di ciascuna delle aree coinvolte nel progetto.

Ecco gli artisti selezionati dalla Fondazione Pascali

A ciascun artista, individuato dalla Fondazione Pascali, è stato assegnato un sito che potesse rispondere alle proprie esigenze espressive. Con l’idea di proporre e promuovere linguaggi diversi, sono state ideate performance e installazioni che hanno privilegiato l’utilizzo di materiali autentici.

Vi sveliamo gli artisti che hanno preso parte al progetto “Fari e torri del fuoco segreto”:

  • Serena Fineschi per Vieste;
  • Virginia Zanetti per Margherita di Savoia;
  • Francesco Lauretta per Bari;
  • Gea Casolaro per Molfetta;
  • Isabella Mongelli per Otranto;
  • Claudia Giannuli per Ugento.

“La danza del sale” va in scena a Margherita di Savoia 

Il progetto ideato dalla Fondazione Pascali ha preso il via lo scorso 21 ottobre.  A Torre Pietra, nei pressi di Margherita di Savoiabandiera verde 2023– l’artista Virginia Zanetti ha inaugurato il ciclo “Fari e torri del fuoco segreto”. Un’iniziativa ispirata al “fuoco segreto” di Tolkien, lo spirito che possiede la capacità di far esplodere pensieri e sensazioni.

Attraverso “La danza del sale” l’artista, originaria di Fiesole, ha concepito un’installazione e una performance che, innanzitutto, rendessero viva la memoria del processo di estrazione del sale. Indagando la trasformazione dello spazio naturale e, al contempo, delle dinamiche del lavoro dell’uomo.

Sette sculture di sale, disposte intorno a Torre Pietra, simboleggiano la memoria produttiva del luogo. La danza, realizzata invece con la collaborazione della coreografa M^ Teta Lonigro, riprende l’antico movimento dei salinieri, un rituale contemporaneo che coinvolge il pubblico, al quale hanno partecipato anche i performer Giuseppe Castiglione, Maddalena Gorgoglione, Maria Marrano, Michele Quarto, Laura Graziano e Raffaele Valerio, insieme all’artista Zanetti.

“Diurna”: lo spettacolo di Isabella Mongelli a Otranto 

Il 4 novembre scorso a Otranto–  che annovera, tra i suoi luoghi più suggestivi, la “piccola perla del Salento”– è stata la volta dell’artista Isabella Mongelli. Chiamata a dare il proprio contributo nell’ambito del progetto “Fari e torri del fuoco segreto”- promosso dalla Fondazione Pascali- la performer ha utilizzato due luoghi simbolo della città: il Faro di Punta Palascia e il mosaico della Cattedrale di Otranto.

La Mongelli ha utilizzato questi avamposti storici per innescare una riflessione sulla salvezza. Attraverso un’opera video e una performance- parte dello spettacolo “Diurna”–  l’artista immagina una giornata di un fittizio solstizio d’estate. In cui i raggi della luce diurna illuminano i pensieri sulla salvezza e sul destino dell’uomo.