In Italia c’è un polmone verde totalmente incontaminato dove l’uomo non può entrare neppure in punta di piedi: la riserva di Sasso Fratino  nel cuore del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Scopriamo tutti i segreti di questa meravigliosa foresta inserita, di diritto, nei patrimoni mondiali UNESCO.

Sapete che esistono ancora oggi dei piccoli angoli di paradiso dove è la natura a farla da padrona? Uno di questi è la riserva di Sasso Fratino- a Bagno di Romagna- una foresta di 764,25 ettari che sembra essersi fermata nel tempo.

Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere su questa riserva naturale.

Sasso Fratino: la riserva che non si può visitare

Avete letto bene: non è possibile visitare Sasso Fratino. Questo perché è una riserva naturale integrale. Ciò significa che è un’area protetta dove non è ammessa alcun tipo di attività antropica, a eccezione della ricerca scientifica.

Sasso Fratino è la prima di queste speciali riserve a essere stata istituita in Italia e si trova all’interno del ben più esteso Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Dal 7 luglio 2017 poi è stata anche riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità UNESCO e inserita nel sito seriale “Ancient and Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe”.

Ma perché Sasso Fratino è diventata un’area totalmente protetta?

Già a partire dalla metà del 1800, sotto il Granducato di Toscana, si è potuto constatare che gli alberi presenti in quest’area erano- e sono- estremamente antichi. Parliamo di faggi nati nell’epoca di Leonardo Da Vinci o Cristoforo Colombo. È stata quindi istituita la riserva non solo per protezione, ma anche a scopo di studio. Sasso Fratino è un laboratorio naturale dove poter apprendere il funzionamento degli ecosistemi e loro conservazione. Ecco perché è assolutamente vietato entrarci e anche i ricercatori possono farlo solamente sotto stretto controllo militare.

Riserva di Sasso Fratino: una biodiversità che incanta

Ma cos’è che rende davvero unica questa riserva? La risposta è sicuramente la sua ricca biodiversità.

Sasso Fratino è caratterizzata da un vasto numero di boschi misti con predominanza di faggi e abeti bianchi. Si possono trovare anche acero montano e riccio, olmo, tiglio e frassino.

Più a valle, quindi sotto gli 800 metri, ci sono cerri, roveri, aceri campestri e noccioli. Stando alle ultime ricerche scientifiche si è certi che la riserva contenga oltre 500 specie di funghi.

Proprio come la flora, anche la fauna è considerevole. Vi lasciamo una lista di alcune specie animali che abitano al suo interno.

  • Cervo europeo;
  • Capriolo;
  • Daino;
  • Suide;
  • Cinghiale;
  • Muflone;
  • Gatto selvatico;
  • Lince (ancora da confermare);
  • Donnola;
  • Faina;
  • Volpe;
  • Ghiro;
  • Riccio;
  • Scoiattolo rosso (specie autoctona quasi soppiantata dall’importato scoiattolo grigio);
  • Aquila reale;
  • Gufo reale;
  • Falco pellegrino;
  • Vipera comune;
  • Biacco.

Cosa visitare ai confini della riserva di Sasso Fratino

Sebbene la riserva non sia effettivamente visitabile, i suoi confini ed i territori nelle vicinanze presentano dei veri e propri paesaggi da cartolina che gli amanti del trekking non potranno fare a meno di apprezzare.

Ve ne vogliamo consigliare alcuni.

Lago di Ponte

Si tratta di un lago artificiale creato nel 1962 ma, talmente bello e ben integrato nel paesaggio da sembrare naturale. Si trova a monte di Tredozio, sul torrente Tramazzo. Tranquillo e suggestivo, è l’ideale per una passeggiata romantica.

Cascata dell’Acquacheta

Questa cascata di 70 metri deriva dall’affluente Acquacheta. Un fatto curioso ed interessante: la cascata viene descritta da Dante nel XVI canto dell’Inferno. A monte della cascata si possono ammirare i ruderi dell’antico borgo di Piana dei Romiti.

Castagno D’Andrea

Immerso in una vallata nel versante fiorentino del Parco, c’è il paese di Castagno D’Andrea, chiamato così perché luogo di nascita del pittore Andrea del Castagno. Attorno alle abitazioni c’è un esteso bosco di “marronete”, cioè castagni coltivati per la produzione dei marroni.

Ridracoli, la Diga e il Lago

Ridracoli è un centro abitato che comprende, nella valle, anche le rovine di un antico castello medievale. Nelle immediate vicinanze si può ammirare l’imponente diga artificiale costruita nel 1982 per fornire energia ai Comuni della pianura romagnola. Grazie alla diga possiamo trovare, incorniciato dai boschi, il lago Ridracoli “navigabile” con i moderni E-sup, battelli elettrici a zero emissioni di CO2.

Campigna

Campigna è davvero unico! Si tratta di un palazzo granducale risalente al 1700 oggi trasformato in un prestigioso, quanto mozzafiato, hotel. Soltanto fino al secolo scorso era residenza di caccia dei Lorena. Gran parte della vallata che lo circonda è coperta da faggi che ogni stagione cambiano colore.

Come raggiungere la riserva di Sasso Fratino

Il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, al cui interno si trova la riserva di Sasso Fratino, è compreso tra le regioni Toscana ed Emilia-Romagna; pertanto, ci sono diverse opzioni di viaggio.

Aereo: potete acquistare un volo in app selezionando così l’opzione più veloce se arrivate da lontano. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Firenze, Bologna, Forlì e Rimini. Da qui potete tranquillamente noleggiare un’auto.

Treno: se preferite viaggiare in treno le stazioni più vicine sono quelle di: Bibbiena, Poppi, Pratovecchio e Stia nel versante Casentinese e dalla Stazione di Pontassieve e Contea-Londa nel versante Mugellano. Se venite dalla Romagna sono: Faenza, Forlì e Cesena.

Auto: per raggiungere il parco dal lato toscano, bisogna prendere la A1 (Milano-Roma) e uscire ai caselli di Barberino del Mugello, Firenze e Arezzo:

  • Barberino: superato Borgo San Lorenzo per la SS. 67 si raggiungono i Comuni di San Godenzo e Londa;
  • Firenze: dopo Pontassieve si devia per la SR 70 e si raggiungono i Comuni di Pratovecchio Stia, Poppi e Bibbiena;
  • Arezzo: per la SR 71 si raggiungono i Comuni di Bibbiena, Poppi e Pratovecchio Stia; da Bibbiena, con la SP 208, si raggiunge il Comune di Chiusi della Verna.

Dalla Romagna, il parco è raggiungibile con la A1 (Bologna-Rimini) ai caselli di Faenza, Forlì e Cesena:

  • Faenza: risalendo la valle del Tramazzo si raggiunge il Comune di Tredozio;
  • Forlì: risalendo le valli del Montone (SS 67), del Rabbi (SP 3) e del Bidente (SP 4), si raggiungono rispettivamente i Comuni di Portico-San Benedetto, Premilcuore e Santa Sofia;
  • Cesena: risalendo la valle del Savio con la E45, si raggiunge il Comune di Bagno di Romagna.