Undici paradisi da esplorare per lasciarsi alle spalle la città e perdersi (o ritrovarsi) in paesaggi mozzafiato.
Montagne, mari, fiumi, boschi, lagune, spiagge, rocce: sono tantissimi gli ecosistemi che rendono unico il territorio italiano. Si va alla loro scoperta zaino in spalla o con maschera e pinne, camminando lungo sentieri nel verde delle foreste o immersi nel blu del mare. Da nord a sud, ecco alcune delle riserve naturali più belle, con flora e fauna selvatica, da includere nel tuo prossimo viaggio.
A tutta natura: 10+1 paradisi da scoprire
I dati ce li dà il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: in Italia abbiamo 871 aree protette, per un totale di oltre 3 milioni di ettari tutelati a terra, circa 2.850mila ettari a mare e 658 chilometri di costa. Tornare in contatto con la natura è una delle tendenze che hanno segnato il turismo post-Covid, ormai destinata a durare, soprattutto in un’ottica di slow living e di digital detox. Si apre la cartina, quindi, e si va alla ricerca di riserve naturali dove la presenza dell’uomo è modesta, rispettosa o, addirittura, appartiene al passato. Qui abbiamo selezionato 11 destinazioni tra luoghi celebri come i parchi nazionali e chicche più nascoste, come piccole oasi legate per esempio al WWF, tra stambecchi, rane, volpi e aironi.
Parco Nazionale Gran Paradiso

Iniziamo dal più antico parco nazionale italiano, nato nel 1922 per difendere quello che diventerà il suo animale simbolo, lo stambecco alpino, dall’estinzione.
Siamo tra la Valle d’Aosta e il Piemonte, in un tipico territorio montano che si estende per 72.000 ettari, con protagoniste cinque vallate e una cima, quella del Gran Paradiso, che svetta oltre i 4000 metri. In passato l’area, più ampia, rappresentava la Riserva Reale di Caccia dei Savoia, istituita da Vittorio Emanuele II nel 1856. Qui troverai boschi di abeti, larici, pini, pascoli, rocce e ghiacciai, con una fauna che comprende inoltre caprioli, camosci, marmotte, ma anche paesi da visitare come Introd o Aymavilles, tra castelli medievali, acquedotti romani e tradizioni popolari contadine.
Escursioni, sci, trekking, enogastronomia, attività didattiche: c’è solo l’imbarazzo della scelta per andare alla sua scoperta.
Oasi Zegna

Ci trasferiamo completamente in Piemonte, in provincia di Biella: siamo sulle Alpi Biellesi, in un’area protetta di 100 km quadrati che va da Trivero Valdilana alla Valle Cervo.
Proprio qui, Ermenegildo Zegna fonda il suo lanificio nel 1910, per poi nel 1930 pensare di valorizzare la bellezza del territorio circostante dando vita a un progetto di riforestazione: nel 1993 viene inaugurata l’Oasi Zegna che comprende 1420 ettari di boschi e 170 ettari di pascoli, con tanto di patrocinio del FAI (Fondo Ambiente Italiano) dal 2014.
Al suo interno si passeggia tra santuari, boschi, terrazze naturali da dove ammirare il panorama, installazioni di land art e giardini fioriti, con percorsi dedicati anche ai più piccoli. Stagione clou? L’autunno, per assistere a un foliage indimenticabile.
Bosco di Vanzago

Anche a pochi chilometri da Milano gli amanti della natura possono trovare delle belle sorprese.
Il Bosco di Vanzago è una riserva di pianura che si estende per circa 200 ettari, di cui 140 di proprietà del WWF: tutto nasce nel 1977, dal lascito testamentario del Commendator Ulisse Cantoni, cacciatore pentito che ha donato quella che era la sua riserva al fine di trasformarla in un luogo di vita e non più di morte.
Una meta ideale per un pomeriggio o una giornata con tutta la famiglia (le visite sono organizzate ogni weekend, il sabato e la domenica), dove godere di alberi, piante e zone umide, tra laghetti e canneti, che ospitano rane, uccelli, coleotteri e cerbiatti, vere e proprie star.
Santuario dei Mammiferi Marini

Un patto tra Italia, Francia e Principato di Monaco detto Accordo Pelagos, stipulato nel 1999, ha dato il via alla costituzione del Santuario dei Mammiferi Marini, che si è concretizzato nel 2002 con un’area protetta di 87.500 kmq (di cui 2.022 km di costa) nelle acque del Mediterraneo che comprendono l’intero Mar Ligure e parte del Golfo del Leone, del Tirreno settentrionale e del Mar di Sardegna, inglobando tutta la Corsica.
Chi ci vive? Otto specie di cetacei – compresi delfini, balenottere e capodogli – e la foca monaca, tutti minacciati non solo dal cambiamento climatico, ma soprattutto dalle attività umane come la pesca e la navigazione, che portano a rumori, collisioni, catture accidentali e inquinamento.
Parco dell’Asinara

Tra i territori che fanno parte del Santuario sopra citato c’è anche l’Asinara, sotto il comune di Porto Torres in provincia di Sassari.
Dal 2002 tutta l’isola, che ha una superficie di circa 52 km quadrati fa parte dell’omonimo parco nazionale: prima di tornare a essere libera e visitabile, è stata per lungo tempo (più di 100 anni) sinonimo di colonia penale e carcere (tra cui quello di massima sicurezza per esponenti di Cosa Nostra).
Come e quando andare alla sua scoperta? Il consiglio è quello di preferire la primavera e l’inizio dell’estate, quando la macchia mediterranea fiorisce e il caldo non è eccessivo, camminando o andando in bicicletta attraverso i sentieri tematici del parco. Altrimenti, via libera a escursioni in mare con pescatori, barca a vela e immersioni, sempre affidandosi agli operatori locali.
Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Tra i patrimoni Unesco più amati d’Italia ci sono le Dolomiti, destinazione affascinante per gli appassionati di montagna in ogni stagione, dal trekking estivo allo sci invernale.
Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi si trova in provincia di Belluno, in Veneto, tra le valli del Cismon ad ovest e del Piave ad est, arrivando a nord verso la Val Prampèr e il basso Agordino e comprende 15 comuni, tra cui Belluno e Feltre, che sono i suoi ingressi principali. Il parco si esplora a piedi, in bicicletta e a cavallo, con 6 rifugi del CAI aperti nel periodo estivo per chi vuole pernottare: ad accoglierti ci sono boschi, torrenti, prati, ma anche prodotti tipici come il fagiolo di Lamon, i marroni, il miele biologico, il burro e i formaggi di malga.
Parco del Delta del Po

Più di 400 specie animali e 1.000 vegetali compongono il meraviglioso ecosistema patrimonio Unesco di questa area protetta di 64.000 ettari distribuiti in due regioni, Veneto ed Emilia Romagna e che vede come attore principali il fiume Po, alla sua foce.
Tra le province di Ferrara e Ravenna e quella di Rovigo, infatti, sorge una terra di mezzo fatta di acque dolci e salate che si uniscono tra loro, tra paludi, boschi, stagni dove vivono cervi, testuggini, falchi, aironi, fenicotteri. Ma non solo: troverai le testimonianze di bonifiche e antichi mestieri negli ecomusei, e di comunità agricole e dedite alla pesca nei paesi che costellano il paesaggio, tra risaie e anguille, come Comacchio, definito la “piccola Venezia”, per i suoi ponti e canali e l’isola di Albarella, dove praticare sport e rilassarsi.
Parco Regionale del Conero

Un viaggio on the road nelle Marche non può non includere una sosta nel Parco Regionale del Conero, un luogo davvero magico tra mare e collina che negli ultimi anni ha conquistato sempre maggiore popolarità. L’area protetta comprende parte di Ancona, ma soprattutto quei deliziosi borghi baciati dal sole e con spiagge (Bandiera Blu) come Sirolo e Numana. Questa porzione di costa adriatica è caratterizzata da falesie a picco, calette e ampie radure panoramiche sferzate dal vento, tanto che a volte l’impressione è quella di essere in Irlanda: appaiono tassi, volpi, donnole, ma anche cinghiali e caprioli. I profumi sono quelli della lavanda e i sapori annoverano vino rosso del Conero, miele e olio d’oliva.
Area marina protetta e Riserva Naturale Isole di Ventotene e Santo Stefano

A largo di Latina, oltre alla rinomata Ponza, l’arcipelago pontino di origine vulcanica regala un’isola particolarmente nota per la sua importanza storica e culturale: stiamo parlando di Ventotene, luogo di confino per molti antifascisti, tra cui Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, padri dell’omonimo manifesto, uno dei testi fondanti dell’Unione Europea. Insieme alla disabitata isola di Santo Stefano, Ventotene fa parte di una riserva naturale e di un’area marina protetta dove spiccano praterie di Posidonia, pianta molto importante per il mantenimento dell’ecosistema, perché previene l’erosione della costa e fa da habitat a tantissime specie che vivono nei fondali, tra pesci e molluschi. Il place to be per gli amanti dello snorkeling.
Parco Nazionale Cilento, Vallo di Diano ed Alburni

Dal litorale tirrenico ai piedi dell’appennino campano e lucano, tra grotte carsiche, spiagge, aree marine protette (Santa Maria di Castellabate e Costa degli Infreschi e della Masseta) siti archeologici magici come Paestum e Velia, complessi monastici come la Certosa di Padula, borghi pittoreschi e mete insolite, ecco che compare il Parco Nazionale del Cilento, il secondo più grande d’Italia che vanta una preziosa ricchezza naturalistica, riconosciuta Riserva della Biosfera MAB (1997) e Geoparco Unesco (2010), con flora e fauna endemiche. Senza dimenticare che questa è anche la patria della dieta mediterranea: il nome del celebre stile alimentare è stato coniato negli anni ‘70 da due scienziati americani dopo aver studiato le abitudini alimentari della popolazione del Cilento.
Riserva Naturale Isola dello Stagnone Marsala

Concludiamo con i riflessi aranciati del tramonto sullo Stagnone, con le suggestive saline ancora in funzione e i loro romantici mulini. Si tratta di uno specchio d’acqua delimitato dal mare aperto tramite l’isola Grande, con tre isolette nel suo interno, Mozia (antica città fenicia dove sorge non solo un museo, ma anche un pregiato vigneto), Santa Maria e Schola, come indicato sul sito del turismo di Marsala. Un paesaggio lagunare di forte interesse naturalistico e di rara bellezza scenografica, dove si distinguono tra le vasche uccelli migratori come i maestosi aironi. Tappa da segnare in agenda durante un tour della Sicilia Occidentale.








