Andiamo alla scoperta del quartiere Testaccio: cosa vedere nel rione che racconta il cuore della vecchia Roma e dei romani? Location di tanti film che sono entrati nell’immaginario comune, Testaccio ha mantenuto la sua personalità popolare e festaiola.
Come Trastevere, Testaccio è uno di quei rioni romani dove si respira ancora l’atmosfera dei tempi andati, un quartiere che non ha perso il suo spirito popolare e che ha saputo accogliere una nuova anima creativa e alternativa. Basta una passeggiata tra le sue vie per coglierne il fascino: gli anziani radunati a chiacchierare, i bambini che giocano spensierati nelle piazze e quell’intima sensazione di familiarità che ti dà l’impressione di riconoscere questi luoghi.
Testaccio, pur essendo un quartiere centralissimo, non è invaso dal turismo come la Fontana di Trevi, ma è abbastanza conosciuto da essere una tappa immancabile per i visitatori più curiosi. L’anima del rione emerge dalle vecchie insegne in marmo dei negozi e dai club della Roma giallorossa che punteggiano le vie. E poi c’è la cucina: qui sopravvivono i pizzicaroli e le trattorie che preparano i carciofi alla giudia fritti come antipasto e proseguono con una carbonara cremosa o una cacio e pepe irresistibile per chiudere in bellezza con una memorabile coda alla vaccinara.
Testaccio: cosa vedere nel core de Roma
Visitare la Città Eterna richiederebbe ben più di una settimana, anche solo per esplorare a fondo il centro storico. Tra i tanti itinerari pensati per chi ha pochi giorni o vuole concedersi una visita più lunga, c’è un quartiere che passa spesso in secondo piano, pur essendo vicinissimo al centrale Rione Monti: Testaccio. È sufficiente passarci una giornata per scoprirne le tante meraviglie.
La passeggiata può iniziare dalla piazza principale del quartiere, piazza di Santa Maria Liberatrice, piena di quotidiana romanità, rappresentata anche dallo spazio dedicato all’VIII Re di Roma, Francesco Totti. La piazza è dominata dalla chiesa di Santa Maria Liberatrice, l’unica del rione con le architetture romaniche e neobizantine. L’ideale è gironzolare per le vie e i vicoli qui intorno, lasciandosi incuriosire dalle botteghe e dalle numerose opere di street art sui muri.
Porticus Aemilia Emporium
Strettamente legata al porto fluviale costruito alla fine del III secolo a.C. a sud dell’Aventino, la Porticus Aemilia era un vasto complesso di magazzini situato dietro all’Emporium, il grande mercato delle merci. Nel 174 a.C. il complesso venne perfezionato e ampliato, rendendo il Porticus uno degli edifici commerciali più imponenti dell’antica Roma.
Parallelo al Tevere, il portico, lungo 487 metri e largo 60, somigliava a un enorme capannone. Al suo interno, 294 pilastri dividevano la struttura in sette navate longitudinali, che digradavano a coppie verso il fiume, e in cinquanta navate trasversali, coperte da volte ortogonali alla facciata. Le imponenti strutture residue, visibili ancora oggi tra le vie Rubattino e Franklin, testimoniano la grandiosità dell’edificio.
Monte Testaccio, o Monte de’ Cocci
Camminare sul Monte Testaccio, una collina artificiale alta 36 metri, significa calpestare un sito archeologico sui generis: in epoca romana, infatti, qui c’era la discarica delle “testae”, ossia le anfore, oggi simbolo del rione, che, una volta svuotate del contenuto presso il vicino porto fluviale (in zona Ostiense), venivano buttate via, non essendo riutilizzabili. Un calcolo approssimativo ha stimato che siano più di 53 milioni le anfore accumulate per formare una collina di queste dimensioni. Il Monte de’ Cocci è visitabile su prenotazione, solo in compagnia di una guida.
Porta San Paolo
L’inizio di Via Ostiense è segnalato da un’imponente struttura romana, Porta San Paolo. Originariamente chiamata Porta Ostiensis, era una delle principali porte sud delle Mura Aureliane, costruite nel III secolo d.C. e rafforzate da Massenzio nel IV secolo e poi ancora da Onorio agli inizi del V secolo. Fu a seguito di questi interventi che la porta acquisì l’aspetto attuale: due torri semicircolari merlate e un singolo arco sul lato esterno, mentre all’interno si trovava una controporta con un piccolo castello. Nonostante le fortificazioni, nel 549 d.C. gli Ostrogoti, guidati da Totila, riuscirono a entrare in città. Con il declino del porto di Ostia e l’ascesa del Cristianesimo, la porta prese il nome attuale, ispirato alla vicina basilica di San Paolo Fuori le Mura.
Attorno al 1920 Porta San Paolo venne parzialmente isolata dalle mura per esigenze urbanistiche e definitivamente dopo i bombardamenti del 1943. Una lapide ricorda il tentativo delle forze italiane e della Resistenza di fermare qui l’avanzata nazista nel settembre dello stesso anno. All’interno della porta, nel vecchio “casino del Dazio” che ospitava i gabellieri, si trova oggi il Museo della Via Ostiense, dedicato alla storia e all’importanza della strada romana, con plastici e reperti archeologici dell’area di Ostia Antica e dei porti di Claudio e Traiano.
La Piramide Cestia, simbolo di Testaccio
La Piramide Cestia è uno dei monumenti più singolari dell’antica Roma: alta oltre 36 metri e larga 30 alla base, ricorda le piramidi lungo il Nilo, ma si trova all’inizio di via Ostiense, poco oltre le Mura Aureliane e Porta San Paolo. Questa “piramide romana” è stata la tomba di Caio Cestio Epulone, politico romano, che morì nel 12 a.C.
All’epoca l’Egitto, appena diventato provincia romana, suscitava una grande attrattiva per l’aristocrazia romana e rappresentava la moda del momento. Sebbene sembri interamente in pietra, la piramide è rivestita di lastre di marmo, con una struttura in cementizio, che ne permise la costruzione in tempi rapidi: solo 330 giorni, come indica un’iscrizione su piazzale Ostiense. All’interno la cella funeraria, visitabile con tour guidati su prenotazione, è ornata di affreschi su fondo chiaro con figure offerenti e vittorie alate.
Attorno alla piramide si trova la più antica colonia felina di Roma.
Il Cimitero Acattolico
Alle spalle della Piramide c’è un’oasi di silenzio e tranquillità in grado di rimetterti in pace con il mondo e di farti sentire nel pieno di un Grand Tour di epoca Romantica. È il Cimitero Acattolico, o Cimitero degli Inglesi, o ancora Cimitero dei Protestanti. Questo luogo di pace e di memoria nacque nel XVIII secolo per ospitare le spoglie di chi, non essendo cattolico, non poteva essere sepolto in terreni consacrati, grazie a un decreto di Papa Clemente XI che consentiva ai membri della corte Stuart di riposare vicino alla Piramide. Nel tempo il cimitero si ampliò fino a raggiungere l’aspetto attuale.
Qui riposano persone provenienti da molte nazionalità: inglesi, americani, cinesi, francesi, insieme a intellettuali, artisti, e filosofi. Troviamo poeti come Shelley e Keats, il beatnik Gregory Corso, politici come Antonio Gramsci, scrittori come Carlo Emilio Gadda e Andrea Camilleri, e figure peculiari come l’ostetrica afroamericana Sarah Parker Remond. Tra le sculture e iscrizioni commemorative, la più famosa è quella dell’Angelo del Dolore di William Wetmore Story, scolpito per la tomba della moglie, forse l’opera più fotografata e simbolica di questo luogo.
Il Mattatoio
Vale la pena dedicare una mezza giornata al Mattatoio, uno dei principali spazi romani dedicati all’arte contemporanea e alla cultura. Questo centro, che fino al 1975 è stato davvero un mattatoio, è oggi un fulgido esempio di architettura industriale del XIX secolo, con gli edifici storici che ospitano esposizioni, spettacoli e laboratori. Tra i padiglioni, il principale è la Pelanda, una vasta navata di 5.000 mq formata da intelaiature metalliche e ampie vetrate che, insieme alla ciminiera e alle strutture originarie, rendono suggestiva l’ambientazione.
Nel 2002 parte del Mattatoio è stata assegnata al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma e dal 2010 tutta l’area è impegnata in eventi culturali di vario genere, senza aver perso le caratteristiche strutturali originarie.
Il MACRO
Come accennato, il MACRO è il principale museo dedicato all’arte contemporanea di Roma, nato dalla riorganizzazione degli spazi dedicati alla cultura moderna. Situato in un ex stabilimento della birra Peroni, che era stato progettato da Gustavo Giovannoni agli inizi del Novecento e che è rimasto attivo fino al 1971, il museo oggi colpisce per la struttura avveniristica, dove il rosso e il nero dominano gli interni. L’architetto francese Odile Decq ha mantenuto l’architettura originale, arricchendola con raffinati elementi in vetro e acciaio.
La collezione permanente del MACRO ospita opere di artisti romani dal 1960 in poi, come Accardi, Dorazio, Festa, Leoncillo, Perilli e Schifano, organizzate in percorsi tematici che si rinnovano periodicamente. Oltre alle sale espositive, il museo offre spazi per il pubblico, tra cui un foyer, un auditorium, una grande terrazza con un ristorante, una caffetteria e una libreria.
Il Mercato Testaccio
Un tempo il cuore di Testaccio era il vecchio mercato di quartiere, con i banchi di frutta e verdura, le macellerie (legate all’attività del Mattatoio), i generi alimentari e l’abbigliamento. Dal 2012 il mercato ha trovato nuova collocazione in un moderno spazio tra via Galvani e via Franklin: un centro polifunzionale di 5000 mq progettato dall’architetto Marco Rietti. Questa piazza dalla struttura geometrica e luminosa è aperta su tutti i lati ed è coperta, in un ambiente che appare subito accogliente e protetto.
Tra i banchi si trova davvero di tutto: frutta, verdura, abbigliamento, accessori e libri. Una visita all’ora di pranzo è obbligatoria, poiché molti banchi si sono trasformati in chioschi di street food romano, dove gustare piatti della tradizione riproposti in chiave contemporanea: sono da assaggiare le frittate di pasta, i panini con le polpette al sugo, le frattaglie, la salsiccia con la cicoria o i filetti di baccalà fritti.
Come raggiungere Roma e Testaccio
Roma è raggiungibile con ogni mezzo, ma il nostro consiglio è di arrivare in auto, soprattutto se sei in viaggio con i bambini. Sfruttando i servizi di telepedaggio in app puoi saltare la coda in autostrada e raggiungere comodamente la Città Eterna. Una volta a Roma puoi parcheggiare comodamente sfruttando i posteggi convenzionati disponibili anche al centro della città. Ma, in questo caso, ti consigliamo di fare attenzione alla Ztl Fascia Verde.
Se viaggi in treno invece, ti consigliamo di raggiungere la Stazione Termini. Da qui puoi raggiungere Testaccio con i mezzi pubblici: la linea B della metro (fermata Piramide), la linea 3 del tram o le linee 719, 170 e 781 dell’autobus.
Un’alternativa sostenibile, maggiormente valida in caso di scioperi, è quella di approfittare dei numerosi servizi di mobilità in sharing della Capitale: biciclette, monopattini o scooter.







