Rottamare la vecchia auto è un gesto utile per l’ambiente e può far risparmiare grazie agli incentivi. Ecco come funziona la rottamazione auto nel 2025: quanto costa, dove farla e tutte le novità da conoscere.
Quando un veicolo è ormai arrivato alla fine del suo ciclo di vita, la rottamazione diventa la soluzione più pratica. Che si tratti di un’auto inutilizzabile o semplicemente troppo inquinante, questo processo permette di sostituirla con modelli più moderni ed efficienti, spesso incentivati anche dallo Stato. Negli ultimi anni, infatti, la rottamazione è sempre più legata a ecobonus per l’acquisto di auto elettriche o a basse emissioni, pensati per favorire la transizione verso una mobilità più sostenibile.
Ma come funziona esattamente la rottamazione? Quanto costa, quali documenti servono e quali sono i casi in cui può essere gratuita? In questa guida vengono spiegati tutti i passaggi, con un focus su costi, tempi e agevolazioni previste nel 2025.
Cos’è la rottamazione auto e perché farla
La rottamazione di un’auto consiste nella demolizione definitiva del veicolo presso un centro di raccolta autorizzato, con la conseguente cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA). È un’operazione che da un lato garantisce lo smaltimento corretto dei materiali inquinanti, come oli esausti, batteria o liquidi refrigeranti, dall’altro consente di recuperare e riciclare le parti ancora riutilizzabili, come metalli o plastiche.
Per il proprietario rappresenta anche un vantaggio pratico, perché con la cancellazione dal PRA cessano gli obblighi fiscali – come bollo e assicurazione auto – legati al veicolo. È importante distinguere la demolizione dalla radiazione: nel primo caso il mezzo viene fisicamente distrutto, mentre nel secondo viene solo cancellato dai registri.
Ma rottamare la propria auto rappresenta anche un’opportunità economica. Gli incentivi per chi acquista veicoli meno inquinanti rendono infatti la sostituzione del vecchio veicolo più conveniente.
Passaggi e documenti necessari per la rottamazione auto
La procedura di rottamazione di un’auto segue regole precise. È possibile rivolgersi direttamente a un centro di raccolta autorizzato oppure affidare l’operazione al concessionario nel momento in cui si acquista un’auto nuova. In entrambi i casi, la demolizione e la cancellazione dal PRA devono avvenire secondo quanto stabilito dalla normativa.
Il primo passo è verificare che il veicolo non sia sottoposto a fermo amministrativo. Se l’auto risulta vincolata, non può essere demolita fino alla rimozione del fermo. Il controllo può essere effettuato tramite una visura ACI, utilizzando il numero di targa.
Una volta accertata la regolarità, il veicolo deve essere consegnato a un centro autorizzato, insieme a tutta la documentazione richiesta:
- le due targhe;
- il certificato di proprietà (cartaceo o digitale);
- la carta di circolazione, o il documento unico di circolazione se già rilasciato;
- un documento d’identità in corso di validità e il codice fiscale;
- per i veicoli immatricolati prima del 1993, anche il foglio complementare;
- in caso di smarrimento dei documenti o furto della targa, la denuncia o la dichiarazione sostitutiva che ne attesti l’avvenuta segnalazione.
Il demolitore rilascia immediatamente il certificato di rottamazione, documento che conferma l’avvenuta presa in carico del veicolo e solleva il proprietario da ogni responsabilità civile, penale e amministrativa. Entro 30 giorni dalla consegna, il centro deve provvedere alla radiazione del mezzo dal Pubblico Registro Automobilistico, completando la cancellazione ufficiale.
Da quel momento il proprietario non ha più obblighi legati al veicolo: può interrompere il pagamento del bollo e dell’assicurazione, conservando il certificato di rottamazione come prova in caso di controlli o contestazioni future. La verifica dell’avvenuta rottamazione può essere effettuata online sul sito dell’ACI o presso gli uffici competenti.
Dove rottamare un’auto
Un’auto può essere rottamata solo presso centri di raccolta autorizzati o tramite concessionarie che si occupano della pratica in occasione dell’acquisto di un nuovo veicolo. In entrambi i casi, è importante verificare che la struttura sia iscritta all’Albo nazionale dei gestori ambientali o, dal 2024, al Registro Unico Telematico dei Veicoli Fuori Uso (RVFU), che garantisce la tracciabilità di ogni demolizione.
Rivolgersi a un centro autorizzato significa affidare il veicolo a personale qualificato, che provvederà allo smontaggio, alla separazione dei materiali e alla cancellazione dal PRA. Alcuni centri offrono anche il servizio di ritiro a domicilio, utile quando il mezzo non è più marciante o non può essere trasportato su strada.
Se invece ci si rivolge a un concessionario, è lui stesso a occuparsi dell’intera procedura, dal trasferimento del veicolo al centro demolizione fino all’emissione del certificato di rottamazione. In questo caso, i costi sono generalmente inclusi nel prezzo del nuovo acquisto, e il cliente non deve sostenere ulteriori spese.
Quanto costa la rottamazione auto nel 2025
Il costo della rottamazione può variare in base al tipo di procedura scelta e alle condizioni del veicolo. In generale, se la demolizione avviene contestualmente all’acquisto di un nuovo mezzo, l’operazione è gratuita. I costi vengono normalmente sostenuti dal concessionario che si occupa di tutto l’iter burocratico.
Se invece si decide di rottamare l’auto senza acquistare un’altra auto, occorre considerare alcune spese fisse e, in certi casi, costi aggiuntivi. Nel 2025 gli importi indicativi da sostenere sono:
- Emolumento ACI: 13,50 euro;
- Imposta di bollo: 32 euro, oppure 48 euro in caso di utilizzo del modulo NP3B (documento utilizzato per varie pratiche amministrative presso gli uffici del PRA);
- Visura ACI: circa 7 euro (facoltativa).
A queste cifre possono aggiungersi costi per trasporto o ritiro del veicolo (generalmente tra 80 e 100 euro se l’auto non è marciante, ma può variare) e per lo smaltimento di eventuali bombole GPL o metano, che possono comportare una spesa ulteriore tra 30 e 60 euro.
In alcuni casi la rottamazione può avvenire senza spese, anche in assenza di un nuovo acquisto. Succede quando il veicolo è completo di tutte le sue parti e il centro demolizione decide di effettuare gratuitamente la presa in carico, recuperando il valore dei materiali o dei componenti ancora utilizzabili. In questo caso, il proprietario paga solo i costi di radiazione dal PRA.
Incentivi e novità per la rottamazione nel 2025
Nel 2025 la rottamazione di un’auto può essere ancora più vantaggiosa grazie ai nuovi incentivi statali collegati all’acquisto di auto elettriche. Il piano, finanziato attraverso la revisione del PNRR, ha destinato 597 milioni di euro alla sostituzione dei veicoli più inquinanti con modelli a zero emissioni.
L’iniziativa, che rientra nel nuovo Ecobonus 2025, ha l’obiettivo di rinnovare il parco auto italiano incentivando la rottamazione di circa 39.000 vetture. Gli importi dei contributi variano in base al reddito ISEE e alla categoria di acquirente:
- fino a 11.000 euro per chi ha un ISEE fino a 30.000 euro;
- fino a 9.000 euro per chi ha un ISEE tra 30.000 e 40.000 euro;
- per le microimprese, bonus fino al 30% del valore del veicolo commerciale elettrico, con un tetto massimo di 20.000 euro.
Le prenotazioni dei fondi si sono però esaurite rapidamente: durante il “click day” del 22 ottobre 2025 il sistema ha registrato oltre 55.000 voucher, mandando in tilt temporaneamente la piattaforma Sogei incaricata della gestione. La riapertura è avvenuta il 30 ottobre, ma in poche ore tutte le risorse risultavano già prenotate. Al momento, non è previsto un nuovo click day, anche se parte dei fondi potrebbe essere redistribuita nel caso in cui alcuni voucher non vengano convalidati o utilizzati entro i termini previsti.
Un’ulteriore novità riguarda il Registro Unico Telematico dei Veicoli Fuori Uso (RVFU), attivo dal 2024. Il sistema consente ai demolitori di gestire online tutte le pratiche di rottamazione, generando il certificato digitale di demolizione e comunicando in tempo reale con il PRA. Questo meccanismo ha reso la procedura più semplice, tracciabile e veloce per i cittadini.
In quali casi non si può rottamare un’auto
Non tutti i veicoli possono essere demoliti liberamente. Il caso più comune è quello del fermo amministrativo. Quando un’auto è soggetta a questo vincolo, imposto in genere per il mancato pagamento di tasse o multe, non può essere demolita finché il fermo non viene revocato dall’ente creditore o autorizzato con un’apposita deroga. In presenza di fermo, il proprietario resta tenuto al pagamento di bollo e assicurazione, anche se il veicolo non è utilizzato.
Un altro impedimento può derivare da incongruenze nei dati del veicolo, come numeri di telaio illeggibili, targhe mancanti o errori nella documentazione. In questi casi, la demolizione può essere sospesa fino alla regolarizzazione delle informazioni o alla presentazione delle dichiarazioni sostitutive necessarie. La rottamazione non è inoltre possibile se il veicolo risulta rubato o sotto sequestro giudiziario, situazioni in cui la disponibilità del mezzo è limitata dall’autorità competente.
Infine, non possono essere accettati per la demolizione auto non identificabili o incomplete di parti essenziali, a meno che non si tratti di mezzi gravemente danneggiati a seguito di incidenti stradali. In questi casi è richiesto un verbale di accertamento o una dichiarazione che ne attesti l’inservibilità.
Come rottamare un’auto non di proprietà o cointestata
Può capitare di dover rottamare un’auto che non è intestata direttamente a chi la utilizza, oppure di un veicolo cointestato. In entrambi i casi, la procedura è possibile, ma richiede qualche passaggio burocratico in più.
Se si tratta di un’auto ereditata, la prima cosa da fare è completare l’accettazione dell’eredità, che consente di acquisire formalmente la proprietà del veicolo. Solo dopo questo passaggio è possibile procedere con la rottamazione, presentando la documentazione aggiornata che attesti il subentro.
Nel caso in cui il veicolo appartenga ancora a un’altra persona, ma l’intestatario ne autorizzi la demolizione, serve una dichiarazione sostitutiva di atto notorio firmata dal proprietario. Questo documento, accompagnato da una copia del documento d’identità dell’intestatario, consente al delegato di consegnare il mezzo al centro di raccolta e di completare la pratica.
Per le auto cointestate, la demolizione può essere effettuata solo con il consenso di tutti gli intestatari. Oltre ai documenti standard (targhe, carta di circolazione, certificato di proprietà, documento unico), è necessario presentare anche la copia dei documenti di identità di ciascun cointestatario in corso di validità.
Tempistiche rottamazione auto: quanto tempo ci vuole
Le tempistiche di rottamazione sono generalmente piuttosto rapide. Dopo la consegna del veicolo al centro di raccolta autorizzato, il demolitore deve rilasciare immediatamente il certificato di rottamazione, documento che attesta la presa in carico del mezzo e solleva il proprietario da ogni responsabilità.
Entro 30 giorni dalla consegna, il centro deve procedere con la radiazione del veicolo dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA), completando così la cancellazione ufficiale. Dopodiché, cessano tutti gli obblighi fiscali e assicurativi legati al veicolo.
È buona norma conservare il certificato di rottamazione anche dopo la cancellazione. Quest’ultimo rappresenta la prova legale della demolizione ed è utile in caso di eventuali contestazioni o multe riferite a periodi successivi alla consegna.
Grazie alla digitalizzazione introdotta con il Registro Unico Telematico dei Veicoli Fuori Uso (RVFU), i tempi sono oggi ancora più brevi. Le comunicazioni tra i demolitori e il PRA avvengono online, e il certificato digitale viene generato in tempo reale, riducendo i margini di errore e la burocrazia per il cittadino.
Come rottamare un’auto all’estero
La rottamazione di un’auto all’estero segue un iter simile a quello previsto in Italia, ma con alcune differenze burocratiche. Se il veicolo è ancora registrato al PRA italiano, è necessario richiedere la cessazione della circolazione per demolizione presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista (STA).
Per completare la procedura occorre presentare:
- targhe, certificato di proprietà (CdP) o foglio complementare;
- carta di circolazione o Documento Unico di Circolazione e di Proprietà;
- in caso di smarrimento o furto di targhe o documenti, la relativa denuncia o una dichiarazione sostitutiva;
- documento d’identità e codice fiscale del richiedente;
- documentazione attestante la qualità di avente titolo (ad esempio atto di vendita o dichiarazione sostitutiva) se chi presenta la richiesta non è l’intestatario al PRA;
- certificazione del demolitore estero che attesti l’avvenuta demolizione, con traduzione ufficiale allegata.
Una volta completata la pratica, il veicolo viene cancellato dal PRA e non è più soggetto a imposte o obblighi assicurativi in Italia. Il certificato rilasciato dal centro estero, purché provvisto di traduzione ufficiale, ha pieno valore legale e costituisce la prova della corretta demolizione.
Come per le rottamazioni effettuate in Italia, è consigliabile conservare tutta la documentazione: servirà per attestare la conclusione della procedura e per evitare future contestazioni amministrative o tributarie.







