La riqualificazione della città passa attraverso la bellezza e la sostenibilità, creando spazi per socializzare dove non ce n’erano, riscoprendo zone abbandonate e valorizzando gli arredi urbani. Questa è l’urbanistica tattica che trasforma la città e la restituisce ai cittadini.

Un approccio ecologico e trasformativo realizzando e valorizzando quello che c’è, con elementi temporanei ed economici. Modifiche colorate per umanizzare gli spazi spesso fagocitati dal cemento e dalle automobili.

La rivoluzione parte dal basso con un dialogo costante tra amministrazione e cittadini, per una vita urbana più inclusiva e accessibile grazie all’urbanistica tattica.

Che cos’è l’urbanistica tattica

I modelli di riferimento per lo sviluppo urbano, nati negli ultimi anni per riappropriarsi delle città sempre meno a misura d’uomo, sono diversi e coinvolgono varie generazioni, le stesse che si incrociano nelle vie e nelle piazze e che vivono la città quotidianamente.

Le “Città 30” per favorire dei ritmi di vita più rilassati, lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie al servizio dell’innovazione urbana, i programmi internazionali di confronto per sostenere la crescente urbanizzazione, gli ecoquartieri basati su princìpi di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica, sono solo alcuni esempi.

In questo contesto, l’urbanistica tattica (o urbanismo tattico, tactical urbanism) nasce per fornire trasformazioni veloci e semplici in risposta ai bisogni dei cittadini. Ma non si limita solo alla trasformazione: l’obiettivo è comprendere come questi cambiamenti impattano sulla vita delle persone, modificando così il progetto iniziale fino alla versione definitiva e alla realizzazione stabile.

Il termine è stato inventato nel 2012 da due architetti statunitensi, Mike Lydon e Anthony Garcia, che intendevano raggruppare diversi tipi di interventi applicati nelle città nordamericane negli ultimi anni e orientati a migliorare la qualità della vita urbana: progetti di pedonalizzazione, sviluppo di zone verdi, riorganizzazione del traffico, recupero di aree ed edifici, miglioramento dell’arredo urbano.

La trasformazione degli spazi urbani in luoghi di socialità, accessibili a tutti, si basa sull’utilizzo di materiali economici o di riciclo con costi ridotti e sulla messa in atto in tempi rapidi. Le azioni sono semplici e reversibili, in modo tale da rimodulare gli spazi velocemente.

Il risultato è una città più vivibile, allegra e umana che può essere apprezzata a pieno da tutte le persone che la abitano, momentaneamente o come residenti: lavoratori, studenti, turisti, ragazzi, anziani, mamme e bambini.

Come si realizza l’urbanistica tattica

Vediamo insieme gli elementi che caratterizzano questo tipo di progetti e gli interventi che possono venire realizzati nella città.

Elementi caratteristici

  • Si realizzano progetti sviluppati su idee locali, osservando la città e i suoi cittadini;
  • Gli interventi sono graduali e trasformativi, non solo a livello estetico e funzionale ma anche relazionale;
  • La realizzazione è veloce, a basso impatto ed economica;
  • Si realizza una rigenerazione urbana delle sue strutture, in particolare di quelle abbandonate o inutilizzate;
  • Si sviluppa una collaborazione attiva e creativa tra amministrazione e cittadini.

Tipi di intervento

  • Pedonalizzazioni/ciclovie: spazi per camminare ed andare in bicicletta in sicurezza.
  • Parchi giochi per bambini in zone prima adibite ad altri scopi, come ad esempio un parcheggio.
  • Piazze aperte dove prima c’erano snodi per il traffico, complete di tavoli e sedie colorati;
  • Parcheggi temporanei per biciclette;
  • Arredo urbano trasformato con materiali di recupero e colorato.

Esempi di urbanistica tattica

Dove possiamo ammirare queste trasformazioni urbane di grande impatto, anche visivo? Gli esempi in giro per il mondo non mancano. Ad esempio, Miami ha avviato il progetto “Quick-Build Program” per promuovere le relazioni di vicinato, la cittadinanza attiva e i rapporti di collaborazione tra le amministrazioni locali e i cittadini. Barcellona con i Superillas, quartieri composti da superblocchi che racchiudono 9 isolati, interdetti al traffico delle automobili ad eccezione dei residenti, ha trovato un modo per ridurre la circolazione dei mezzi, l’emissione di gas nocivi e promuovere uno stile di vita più lento. Santiago del Cile, invece, ha realizzato un progetto di arte pubblica trasformando il Paseo Bandera, una delle vie più trafficate della città, in un museo a cielo aperto, coprendo l’asfalto con ben 3.300 metri quadri di vernice e coinvolgendo 120 persone per 30 giorni, sotto la direzione dell’artista cileno Dasic Fernández.

E in Italia? Anche da noi troviamo bellissimi progetti.
In particolare, Milano con il progetto “Piazze Aperte” ha deciso di rendere lo spazio pubblico un luogo di incontro e socializzazione trasformando alcune zone della città, come Porta Genova, Piazza Angilberto II, il quartiere No.Lo, Dergano e Piazza Tito Minniti. Il progetto ha donato non solo colore e nuovi arredi ma ha anche promosso la sicurezza, la socializzazione e la maggiore fruizione di piazze e strade.

Al di là delle iniziative ufficiali, anche i singoli possono compiere piccole azioni che rendono le città più vivibili. Come? Prova, ad esempio a lasciare la macchina a casa e noleggiare un mezzo di trasporto più lento e sostenibile, come la bicicletta e il monopattino, grazie ai comodi servizi disponibili tramite app.