Oggi è Sa Die de sa Sardigna, il giorno in cui tutta la Sardegna si ferma a ricordare uno degli episodi più fieri della propria storia, quello in cui il popolo sardo disse basta e si riprese la propria voce. Te lo raccontiamo in questo articolo.

Se ti trovi in Sardegna in questo periodo, sei nel posto giusto al momento giusto. Tra rievocazioni storiche, spettacoli teatrali itineranti e concerti all’aperto, l’isola è pronta ad accoglierti con tutto il calore e l’orgoglio della propria identità. In questo articolo ti raccontiamo le radici di questa ricorrenza e ti segnaliamo gli appuntamenti da non perdere per viverla davvero like a local.

Sa Die de sa Sardigna: storia della Giornata del Popolo Sardo

Per capire perché il 28 aprile abbia un significato così profondo per i Sardi, bisogna tornare indietro di oltre due secoli.

L’amministrazione piemontese sulla Sardegna iniziò tra il 1718 e il 1720, quando Vittorio Amedeo II di Savoia ricevette il Regno di Sardegna in cambio del Regno di Sicilia. Da quel momento i Sardi vennero sistematicamente esclusi dalla vita politica e da qualsiasi carica amministrativa, trattati di fatto come sudditi di una colonia lontana.

Il malcontento covò per decenni, finché due eventi ravvicinati non accesero definitivamente la miccia. Nel 1793 la Sardegna respinse con successo l’attacco di Napoleone Bonaparte – sia nel cagliaritano sia nell’arcipelago de La Maddalena – e i Sardi presentarono al re richieste precise: accesso alle cariche pubbliche, istituzione di un Consiglio di Stato a Cagliari e di un Ministero per gli affari sardi a Torino. La risposta del governo sabaudo, trasmessa tramite il viceré Vincenzo Balbiano, fu un netto rifiuto.

Fu la goccia che fece traboccare il vaso. L’arresto di Vincenzo Cabras e Efisio Siotto Pintor, i principali esponenti delle proteste, scatenò quella che nella memoria popolare è rimasta come “sa die de s’acciappa”, il giorno della cattura. Il 28 aprile 1794, i cagliaritani stanarono 514 funzionari piemontesi dalle case, dagli uffici e dalle strade e li condussero al porto per imbarcarli, insieme al viceré Balbiano. Per riconoscere gli stranieri, usarono uno stratagemma tanto semplice quanto arguto: soltanto chi sapeva pronunciare correttamente la parola sarda “cixiri” (ceci) era davvero sardo. “Nara cixiri”, dì ceci, era la frase che smascherava i piemontesi.

I Vespri Sardi

Sull’onda dell’esempio cagliaritano, le insurrezioni si diffusero anche a Sassari, Alghero e Bono. Fu in questo contesto che emerse la figura di Giovanni Maria Angioy, magistrato partito come rappresentante del governo per sedare le proteste, che si trasformò strada facendo in un leader rivoluzionario, sempre più convinto della legittimità delle rivendicazioni del popolo. La sua marcia si arrestò ad Oristano e Angioy, braccato dalle autorità sabaude, fu costretto all‘esilio in Francia, dove morì. La rivoluzione fallì, ma il 28 aprile rimase per sempre un simbolo di unità e orgoglio.

La festività è stata istituita ufficialmente nel 1993 con la Legge Regionale n. 44 ed è conosciuta anche come “Giornata del Popolo Sardo”.

Gli eventi per celebrare Sa Die de sa Sardigna

Ogni anno dunque, il 28 aprile, la Sardegna si anima di iniziative culturali per celebrare il proprio orgoglio. Per il 2026 la Regione Sardegna ha stanziato 50.000 euro per le celebrazioni, con un programma che tocca sia il capoluogo sia il nord dell’isola.

Ecco gli appuntamenti principali da non perdere.

Cagliari – “Isole Future”: concerto in Piazza del Carmine

Le celebrazioni istituzionali si svolgono a Cagliari, con il progetto musicale “Isole Future”. Il 28 aprile, a partire dalle ore 19:00 in Piazza del Carmine, si alterneranno sul palco artisti provenienti da diverse isole del mondo. Tra i protagonisti, il dialogo tra Arrogalla (Francesco Medda) e il Cuncordu e Tenore de Orosei – patrimonio immateriale Unesco – che fonde elettronica contemporanea con la polifonia vocale sarda. A seguire, il Gavino Murgia Ensemble, che intreccia jazz, tradizione mediterranea e suggestioni africane, le Pitxorines delle Isole BaleariMaya Kamaty, artista dell’Isola della Réunion.

Sassari – Spettacolo itinerante “Primavere Sarde”

A Sassari il progetto “Primavere Sarde – Sa Die de sa Sardigna” promosso dall’associazione culturale S’Arza e Sa Domo de Totus porta in scena uno spettacolo teatrale itinerante dedicato al 230° anniversario dell’ingresso in città di Giovanni Maria Angioy. La rappresentazione parte da Piazza d’Italia e attraversa il centro storico, con le strade che si trasformano in un palcoscenico condiviso tra attori, cori e gruppi folkloristici. Nel pomeriggio, nella Sala Angioy, è in programma un convegno sul tema “Sassari città rivoluzionaria”, con storici e studiosi, mentre la giornata si chiude con un concerto presso la sede di Sa Domo de Totus.

Cagliari – Tavola rotonda “Dalla Sarda rivoluzione all’Europa delle Isole”

Per approfondire il contesto storico, il 30 aprile si terrà una giornata di studi ospitata nell’aula “Roberto Coroneo” della Cittadella dei Musei di Cagliari, dalle ore 9:30 alle 19:00. I lavori esploreranno il Settecento sardo attraverso temi che spaziano dalla lingua alla politica, dalla storia mediterranea al ruolo contemporaneo delle isole europee, alla presenza di storici e ricercatori internazionali.

Come raggiungere la Sardegna per partecipare alle celebrazioni

Puoi raggiungere la Sardegna principalmente in due modi: in aereo o sfruttando i servizi navi e traghetti. La scelta dipende da dove parti, da quanto tempo hai a disposizione e da come vuoi vivere il viaggio:

  • L’aereo è chiaramente il mezzo più rapido, con atterraggio a Cagliari o Sassari. Ti consigliamo di sfruttare i servizi di fast track per avere accesso prioritario ai controlli di sicurezza in aeroporto, in particolare nei weekend e durante il periodo delle vacanze estive, quando i voli sono più affollati.
  • Il traghetto è l’opzione ideale se vuoi portare con te l’auto per muoverti liberamente. I porti più vicini per raggiungere gli eventi sono:
    • Per Cagliari: partenze da Civitavecchia, Napoli e Palermo. La traversata da Civitavecchia dura circa 14-16 ore, comoda se viaggi di notte;
    • Per Porto Torres(a 20 km da Sassari): partenze da Genova, Livorno e Barcellona. Da Genova il viaggio dura circa 11-13 ore.