Circa 800 abitanti per 10mila metri quadrati: si tratta di Santa Cruz del Islote, considerata la più piccola e al contempo affollata e felice isola del mondo. 

Ci sono luoghi dove sentirsi soli è praticamente impossibile. Luoghi talmente pieni di vita, di residenti e di turisti, da diventare mete ideali persino per chi intraprende un viaggio in solitaria, specialmente per la prima volta, e ha timore della solitudine.

Tra queste realtà c’è indubbiamente Santa Cruz del Islote, un’isola caraibica nella quale è impossibile sentirsi soli. Basti pensare che per visitarla da un capo all’altro è necessario addentrarsi nelle case altrui: insomma, qui la privacy è davvero un concetto sconosciuto.

Santa Cruz del Islote: la piccola affollata isola dei Caraibi

Ci troviamo nell’arcipelago di San Bernardo, al largo delle coste della Colombia, nel mare dei Caraibi. L’isola di Santa Cruz è un piccolo isolotto che si estende su una superficie di circa 10.000 metri quadrati, occupati da una popolazione che si aggira intorno alle 800 unità.

Quest’isola è grande poco più di un campo da calcio ed è talmente piccola che per percorrerla tutta bastano appena due minuti. Un tempo brevissimo in cui si incontra una vastità di gente, costretta a condividere spazi e risorse in un modo che sfida le normali concezioni di vita sociale. Per rendere meglio l’idea degli spazi ristretti in cui vivono queste persone, se in città ad alta densità abitativa, come Milano o Napoli, in 100 metri quadri vive meno di un abitante, nell’isola di Santa Cruz, negli stessi metri quadri convivono circa 8 persone.

L’isola non è sempre stata così popolosa. Secoli fa era solo una zona di passaggio, dove i pescatori si fermavano per la notte, quando era troppo tardi per tornare a casa. I primi insediamenti risalgono a circa 300 anni fa. Secondo la leggenda i pescatori decisero di stabilirsi definitivamente su quest’isola, attratti principalmente dall’assenza di zanzare.

Col tempo, l’isola è diventata sempre più affollata, costringendo i suoi abitanti a trovare soluzioni ingegnose per soddisfare le esigenze quotidiane. Sebbene vivere qui non sia semplice, la solida coesione della comunità, unita all’assenza di criminalità, favorisce un ambiente sicuro e accogliente.

La vita nell’isola più affollata al mondo

Nell’isola di Santa Cruz manca l’acqua potabile e non c’è elettricità. Per quest’ultimo problema, ci sono i pannelli solari, la cui disponibilità è tuttavia limitata.

Gli edifici si intrecciano gli uni con gli altri e lo sviluppo dell’isola si concentra in verticale perché in orizzontale non c’è più spazio. In tutta l’isola ci sono solo quattro negozi, un centro medico, una chiesa e una scuola che accoglie anche bambini e ragazzi delle isole vicine – isole più grandi, ma meno attrezzate.

Vivere in questo contesto è una sfida, che tuttavia gli abitanti accolgono con piacere.  La maggior parte degli isolani ha scelto di rimanere qui non solo per i paesaggi da cartolina che circondano quest’isola, ma soprattutto per il forte senso di appartenenza che lega queste persone e che compensa la mancanza di beni materiali.

Come raggiungere l’isola di Santa Cruz

L’isola di Santa Cruz si trova in Colombia e per raggiungerla ti basta sfruttare il servizio voli e prenotare un biglietto aereo per l’aeroporto di Cartagena. Il viaggio è lungo, parliamo di circa 14-16 ore da Milano e prevede almeno uno scalo, di solito in città come Madrid o Amsterdam.

A Cartagena, poi, tutto diventa più veloce. Il centro della città dista circa 10 minuti dall’aeroporto e all’isola di Santa Cruz che puoi raggiungere via mare – sfruttando imbarcazioni private – in circa due ore. Una volta lì, per accedere dovrai pagare una tassa di 500 pesos colombiani, pari a circa un euro: un modo per contribuire allo sviluppo dell’isola che include anche una visita guidata.

L’isola di Santa Cruz, sebbene molto affollata, punta molto sul turismo per continuare a crescere. Non sull’overtourism certo, che ha effetti deleteri per l’ecosistema fragile dell’isola, ma sul turismo sostenibile, che rispetta le tradizioni locali e l’ecosistema e permette di mantenere un buon equilibrio tra sviluppo economico e tutela ambientale.