Nel cuore del Monte Amiata, tra castagneti, sorgenti e palazzi medievali, sorge Santa Fiora, uno dei borghi toscani da mettere in agenda con l’arrivo dell’autunno.
L’autunno è uno dei periodi migliori per andare alla scoperta delle piccole gemme disseminate nel nostro Paese. Le temperature diventano più piacevoli per passeggiare, i boschi si tingono dei colori del foliage e in molte zone tornano protagonisti prodotti come castagne, funghi, olio e vino. Tra i borghi più belli da vedere in autunno c’è sicuramente Santa Fiora, nel cuore della Maremma toscana e alle pendici del Monte Amiata.
Circondato da castagneti e abbarbicato su un colle, il paese deve buona parte del suo fascino anche all’acqua: proprio qui si trovano infatti le sorgenti del fiume Fiora. Inserita tra i Borghi più belli d’Italia e premiata con la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, Santa Fiora è una destinazione adatta a chi vuole unire storia, natura ed enogastronomia.
La storia di Santa Fiora, dagli Aldobrandeschi agli Sforza
Le origini documentate di Santa Fiora risalgono almeno all’Alto Medioevo. Il paese viene citato già nell’890 e nel corso dei secoli acquistò un ruolo sempre più importante sul Monte Amiata. A differenza di altri centri della zona, non rimase sotto il controllo dell’Abbazia del Santissimo Salvatore e divenne uno dei principali possedimenti degli Aldobrandeschi.
Nel 1274 Santa Fiora divenne il centro dell’omonima contea e nel XIII secolo fu uno dei punti di riferimento della resistenza ghibellina contro Siena. Anche Dante la ricorda nel VI canto del Purgatorio.
Dopo una fase di progressivo indebolimento della contea, nel XV secolo il territorio passò agli Sforza, che lasciarono un’impronta importante sull’architettura e sull’arte locale. Nel 1633 Santa Fiora entrò nel Granducato di Toscana. Un nuovo capitolo economico si aprì invece tra Ottocento e Novecento con lo sviluppo delle miniere di cinabro e l’estrazione del mercurio.
Cosa vedere a Santa Fiora e nei dintorni
Il centro storico è suddiviso nei tre terzieri di Castello, Borgo e Montecatino. La visita può partire dal Castello e da Palazzo Sforza Cesarini, oggi sede del Comune, per poi raggiungere la Pieve delle Sante Flora e Lucilla, uno dei monumenti principali del paese, che conserva una preziosa raccolta di terrecotte robbiane.
Scendendo verso Montecatino si incontra uno dei luoghi simbolo di Santa Fiora: la Peschiera, grande vasca alimentata dalle acque del Fiora, trasformata dagli Sforza in giardino nobiliare. Poco distante si trova la Chiesa della Madonna della Neve, conosciuta anche come Madonna della Pescina: attraverso una parte del pavimento in vetro è possibile osservare l’acqua delle sorgenti che scorre al di sotto.
Vale la pena spingersi anche nella frazione di Selva, dove il Convento della Santissima Trinità custodisce il curioso reperto legato alla leggenda del drago di Santa Fiora, oppure raggiungere Bagnolo, conosciuto come il paese delle sette fonti.
In autunno è soprattutto la natura a meritare una visita. I boschi dell’Amiata si colorano e diventano meta di passeggiate ed escursioni a piedi o in bicicletta. È inoltre la stagione di castagne, funghi, olio e vino, prodotti strettamente legati alla tradizione locale.
Come arrivare a Santa Fiora
Santa Fiora si trova in provincia di Grosseto, sul versante meridionale del Monte Amiata. In auto, arrivando da nord si può percorrere l’Autostrada del Sole verso Firenze, proseguire sulla direttrice Firenze-Siena e poi verso Grosseto, uscendo a Paganico e seguendo le indicazioni per Monte Amiata, Arcidosso e Santa Fiora. Chi arriva da sud può invece raggiungere l’area grossetana attraverso l’Aurelia e proseguire da Paganico verso l’Amiata.
Per chi viaggia spesso in autostrada, i servizi di telepedaggio possono rendere più semplice il passaggio ai caselli lungo il tragitto.
Santa Fiora non dispone di una stazione ferroviaria. Tra gli scali di riferimento ci sono Grosseto e Orvieto; da qui è necessario proseguire utilizzando i collegamenti su strada disponibili verso il Monte Amiata.








