Se stai progettando un viaggio nella capitale della Bosnia ed Erzegovina, qui troverai consigli per lasciarti conquistare dalle sue tante sfaccettature.

Sarajevo è una destinazione affascinante che offre un mix irresistibile di storia, cultura e modernità, da includere in un road trip nei Balcani o ideale per un city break. Dalle antiche moschee alle vie votate allo shopping, dalle testimonianze della guerra ai segni della rinascita, la città racconta una storia di resistenza e di speranza. Per chi arriva per la prima volta (ma anche per chi torna), Sarajevo non è solo un luogo da visitare, ma si rivela una vera e propria esperienza da vivere.

Viaggio a Sarajevo: l’ospitalità è servita

Per raggiungere Sarajevo dovrai puntare al cuore degli splendidi Balcani, terra di bellezze e contraddizioni. Situata in una valle circondata da montagne, Sarajevo è un luogo dove l’Oriente incontra l’Occidente, un insieme unico di influenze austro-ungariche e ottomane. È una città ricca di storia, arte e cultura: mentre cammini per le sue strade ti renderai conto di essere immerso in un’atmosfera vibrante, dove convivono tradizione e modernità. La guerra degli anni ’90 ha lasciato cicatrici profonde, ma Sarajevo nel corso del tempo ha dimostrato di saper rinascere come una fenice dalle sue ceneri: i segni del conflitto che sconvolse tutta l’area balcanica sono ancora visibili, ma convivono con una forte energia vitale, fatta di caffè, negozi e una scena culturale vivace, in continuo fermento.
Ecco cosa fare e vedere in città, in un tour tra must see e consigli per respirare la sua anima più autentica, come un vero local.

Cartoline da Sarajevo: tra religione, storia e cultura

Cartoline da Sarajevo: tra religione, storia e cultura

La visita non può che iniziare dal centro nevralgico di Sarajevo, Baščaršija, l’antico bazar. In mezzo alla brulicante piazza noterai subito il Sebilj, una caratteristica fontana in legno del’700 in stile ottomano diventata uno dei simboli della città: il folklore vuole che chi beve la sua acqua tornerà a Sarajevo. Passeggia tra le stradine acciottolate, curiosa tra le botteghe artigiane e gusta con lentezza il tipico caffè bosniaco, denso e forte, che si prepara come quello turco nella džezva, il pentolino di rame dal manico allungato che in Turchia prende il nome di cezve o ibrik.
Tappe imperdibili sono la Moschea Gazi Husrev-beg, il principale luogo di culto della comunità islamica di tutta la Bosnia ed Erzegovina, costruita nel XVI secolo e la Moschea dell’Imperatore, la più antica. E visto che a Sarajevo convivono le tre grandi religioni monoteiste, fai una tappa anche alla Cattedrale del Sacro Cuore di Gesù, punto di riferimento per i cattolici, alla Cattedrale Ortodossa della Natività di Gesù e alla Sinagoga ashkenazita, ritrovo per la comunità ebraica.

City Hall, Sarajevo

La città è ricca di angoli che trasudano storia. Il Ponte Latino, per esempio, è un ponte ottomano del ‘500 che collega le due sponde del fiume Miljacka: qui nel 1914 avvenne il celebre attentato che costò la vita all’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo e alla moglie Sofia, evento che scatenò la Prima Guerra Mondiale. Per conoscere i tragici fatti dell’assedio di Sarajevo, che durò dal 1992 al 1996 e che ha segnato profondamente il volto della città, ci sono diverse opportunità, tutte da cogliere. Visita la Vijećnica, ovvero la Biblioteca Nazionale ed Universitaria di Bosnia ed Erzegovina: l’edificio fu pesantemente attaccato durante la guerra e vennero persi più di 2 milioni di libri, documenti e manoscritti, inclusi testi rari. Venne riaperta nel 2014, e oggi è uno spazio che ospita iniziative culturali molto amate dalla cittadinanza.
Tra i musei da segnalare a riguardo c’è quello del Tunnel della Speranza, ricavato da quella che rappresentò l’unica via di accesso per cibo, medicinali e rifornimenti durante il periodo bellico, il Museo dei Crimini Contro l’umanità e del Genocidio 1992-1995 e il War Childhood Museum.

Vivere Sarajevo come un local: “struscio”, vita notturna e festival

Vivere Sarajevo come un local: “struscio”, vita notturna e festival

Sarajevo è una città che vive di contrasti in qualche modo armoniosi. Le chiamate alla preghiera delle moschee si mescolano ai rintocchi delle campane delle chiese, mentre le persone gustano un burek, il buonissimo rustico a base di carne macinata, verdure o formaggio, o una kifle, un mix tra un panino e un cornetto a forma di mezzaluna, che può essere dolce o salato, in una pekara, la classica panetteria.
Ti sentirai un ospite molto gradito, tanto che vorrai mescolarti alla gente del posto: incontrala lungo la via Ferhadija, un’allegra ed elegante strada pedonale su cui si affacciano bei palazzi di età austro-ungarica e costellata di boutique e caffè, particolarmente frequentata nel fine settimana. Oppure guardala (e imitala) mentre si rilassa facendo jogging, andando in bicicletta o semplicemente passeggiando lungo Vilsonovo Šetalište, un piacevole viale alberato che costeggia la Miljacka: un’oasi verde dove immergersi nella natura.
Non dimenticare che l’area di Baščaršija non è solo amata dai turisti, ma anche dai cittadini, che gironzolano chiacchierando tra i vicoli storici anche dopo il tramonto: qui le serate sono sempre affollate e in estate si passano all’aperto, in piedi sorseggiando un drink o seduti ai tavolini outdoor dei tanti ristorantini. Per tutto il mese di luglio, il consiglio è quello di goderti gli eventi delle iconiche Baščaršija Nights, tra concerti, spettacoli teatrali e di danza che coinvolgono tutti gli abitanti.
Nel quartiere di Marijin Dvor, un locale da scoprire è Cafè Tito: un bar che s’ispira all’ex presidente jugoslavo Josip Broz Tito: la location è popolare tra i giovani e gli studenti per il suo ambiente easy, i cimeli rétro e una buona offerta di musica live. Alla periferia della città, si trova il distretto di Ilidža, conosciuto per le sue sorgenti termali che risalgono ai tempi dei Romani e per il parco Vrelo Bosne, una delle aree naturalistiche più belle di Sarajevo: perfetti per le gite in famiglia e per chi cerca un po’ di relax lontano dal trambusto cittadino.
Oltretutto, che tu sia un appassionato di cinema, teatro, musica o arte, durante l’anno c’è sempre un festival che fa vibrare tutta la città. Il più celebre è senza dubbio il Sarajevo Film Festival, che si svolge nel mese di agosto e che vede protagoniste celebrità internazionali (nel 2023 sotto i flash dei fotografi c’era Bono) e nazionali, mentre a novembre si tiene il Jazz Fest, famoso appuntamento per i cultori del genere. Sarajevo ha anche le sue Fashion Week e maggio a settembre. Più cool di così!

Come arrivare dall’Italia e muoversi a Sarajevo

Sarajevo può sembrare lontana dall’Italia (e infatti un po’ lo è). Una volta in città scegli tra trasporto pubblico, noleggio biciclette o semplicemente affidati ai tuoi piedi per esplorarla. Importante: in Bosnia ed Erzegovina non c’è l’euro, ma il marco bosniaco, che in questo momento vale 0,51 euro.
Aereo: è senza dubbio il mezzo che fa risparmiare più tempo. Diverse compagnie (anche low cost, tipo Ryanair) offrono voli diretti – anche se con una frequenza meno alta rispetto ad altre destinazioni più gettonate – che partono dai maggiori aeroporti italiani, per atterrare a quello Internazionale di Sarajevo che dista pochi chilometri dalla città. Da Milano, per esempio, ci vuole circa un’ora e mezza.
Auto: si tratta di un viaggio lungo, da intervallare in più tappe, superando il confine orientale, passando per la Slovenia e la Croazia. Da Trieste calcola non meno di 7 ore dirette.
Autobus: pullman internazionali come Flixbus collegano l’Italia a Sarajevo. Una scelta che solitamente si rivela economica, ma molto più lenta rispetto all’auto.
Sarajevo offre diverse opzioni per muoversi in città:
Trasporto pubblico: il sistema tramviario è ben sviluppato: uno dei modi più efficienti per spostarsi in città, così come quello di bus e filobus.
Biciclette a noleggio: i punti di noleggio sono sparsi per la città e anche alcuni hotel offrono biciclette agli ospiti. Tra gli operatori maggiori c’è NextBike.