Un’area protetta tra la pianura di Modena e la montagna con oltre 100 km di sentieri, da facili passeggiate adatte a tutti a itinerari escursionistici più impegnativi

Il Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina si trova nel medio Appennino modenese, tra i comuni di Guiglia, Marano sul Panaro e Zocca, a meno di un’ora da Modena e facilmente raggiungibile anche da Bologna. È un’area protetta di poco più di 2.000 ettari che segna il passaggio tra pianura e montagna, con un paesaggio mutevole composto da boschi, castagneti, campi coltivati e piccoli borghi sparsi. A rendere immediatamente riconoscibile il parco sono però i Sassi, tre spettacolari torrioni di arenaria alti oltre 70 metri che emergono all’improvviso dal profilo morbido delle colline. Visti da lontano sembrano monoliti verticali che ricordano un set cinematografico più che un paesaggio dell’Appennino. Non a caso, nei secoli, queste formazioni naturali sono state utilizzate anche come punti di difesa e insediamento.

Fonte: parchiemiliacentrale.it

Le guglie di arenaria e il paesaggio

Intorno a queste guglie si sviluppa un territorio molto ricco dal punto di vista naturale: in pochi chilometri si alternano ambienti diversi, dai boschi lungo i corsi d’acqua ai versanti più aridi, fino a zone di interesse geologico con grotte e fenomeni carsici. Questa varietà si riflette anche nella biodiversità, con flora e fauna tipiche dell’Appennino: con un po’ di fortuna si possono avvistare rapaci come il falco pellegrino, che nidificano proprio sulle pareti rocciose dei Sassi, così come poiane, gheppi e sparvieri. Nei boschi vivono scoiattoli, ghiri e caprioli, mentre nelle zone più tranquille non è raro imbattersi in volpi e tassi. Il parco è accessibile e adatto a tutti; si può alternare una passeggiata tra i boschi alla scoperta di borghi medievali, pievi antiche e panorami aperti sulla valle del Panaro, mentre gli escursionisti più allenati hanno l’opportunità di cimentarsi in percorsi mediamente impegnativi.

Fonte: parchiemiliacentrale.it

I sentieri del parco

Il parco è visitabile in ogni momento dell’anno, ma sono soprattutto la primavera e l’autunno le stagioni che regalano gli scenari più suggestivi, tra fioriture e colori caldi del sottobosco. Sul territorio si sviluppa una rete di oltre 100 chilometri di sentieri, percorribili a piedi o in bicicletta, che attraversano ambienti diversi tra loro: dai boschi di quercia e castagno alle zone calanchive, dai corsi d’acqua alle aree agricole, fino ai versanti più rocciosi attorno ai Sassi. Si va da semplici passeggiate adatte a tutti a itinerari escursionistici più faticosi, a cui si aggiungono anche brevi vie ferrate e tratti accessibili solo con guida esperta.

Fonte: parchiemiliacentrale.it

La traversata del Parco

Per chi cerca un itinerario completo, la traversata del parco è il percorso più significativo. Parte da Casona di Marano sul Panaro a Zocca e prosegue per circa 18,6 km, con un dislivello decisamente importante (+1643 m / -1092 m) e un tempo di percorrenza di circa 10 ore. È una camminata impegnativa ma molto varia, che attraversa praticamente tutti gli ambienti del parco: si parte dal fondovalle, si incontrano boschi, argille colorate e si raggiungono i punti panoramici affacciati sulla valle del Panaro e sul crinale appenninico. Lungo il percorso si toccano anche luoghi interessanti come la Pieve di Trebbio, il Centro Parco “Il Fontanazzo” e il paesino di Montalbano.

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Itinerario fra storia e natura

Molto più breve e adatto a tutti è questo anello di circa 4,3 km con 320 metri di dislivello, percorribile in poco più di 2 ore. Si tratta di un itinerario che parte dalla località La Casellina e si sviluppa in gran parte all’interno del bosco, costeggiando da vicino le guglie dei Sassi. Il percorso alterna tratti ombreggiati a scorci più aperti e attraversa luoghi legati alla storia del territorio, come un’antica carbonaia e alcune case-torri medievali. Lungo il tragitto si raggiungono punti panoramici sul borgo di Castellino delle Formiche e si passa nei pressi del Borgo dei Sassi, con la torre del Castellaro, ancora oggi abitata da colonie di rondoni.

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L’anello dei Sassi

Un buon compromesso tra durata e varietà è l’anello dei Sassi, lungo circa 8,5 km con 344 metri di dislivello, percorribile in circa 2 ore e mezza. Il tracciato si sviluppa attorno alla valle del rio Vallecchie e ha come costante punto di riferimento visivo le guglie dei Sassi, che accompagnano il cammino da diverse angolazioni. Si alternano tratti di bosco, piccoli coltivi e radure, con continui cambi di prospettiva. Partendo dalla zona della Pieve di Trebbio, il percorso si snoda tra saliscendi mai eccessivi: è uno degli itinerari più completi per chi vuole vedere i Sassi da vicino senza affrontare un’escursione troppo lunga.

Fonte: parchiemiliacentrale.it

La via ferrata dei Sassi

Tra le esperienze più particolari del parco c’è anche una breve via ferrata che permette di avvicinarsi alle guglie di arenaria. Si tratta di un percorso attrezzato, con scale, cavi e passaggi esposti, che sale lungo le pareti dei Sassi e arriva a punti panoramici altrimenti inaccessibili. Non è particolarmente lungo, ma richiede comunque esperienza, attrezzatura adeguata e condizioni meteo favorevoli; per questo motivo è consigliato affrontarlo accompagnati da una guida, se è la prima volta che si sperimenta un tracciato di questo tipo.

Fonte: parchiemiliacentrale.it

A questi si aggiungono molti altri percorsi, distribuiti su tutto il territorio del parco. Per orientarsi tra le diverse opzioni, mappe e descrizioni aggiornate sono disponibili sul sito ufficiale del parco, dove è possibile scegliere l’itinerario più adatto in base al tempo a disposizione e al livello di difficoltà.

Fonte: parchiemiliacentrale.it