Arroccato su uno sperone di roccia tra il Mar Ionio e i monti Peloritani, Savoca è il borgo dalle sette facce che da secoli cambia volto a ogni passo e che con il suo fascino discreto ha conquistato anche le luci di Hollywood.
Situato in provincia di Messina, a pochi chilometri da Taormina, Savoca si arrampica su un crinale che domina la costa ionica della Sicilia con lo sguardo che spazia dal mare all’Etna, con la Calabria all’orizzonte. Lo chiamano il “paese dalle sette facce”: un antico proverbio siciliano recita “Supra na rocca Sauca sta, setti facci sempri fa”, ovvero “sopra una rocca Savoca sta, sette facce sempre fa”. Fu lo scrittore Leonardo Sciascia, in un articolo del 1962 su Il Giorno, a rendere celebre questa immagine: ovunque ti giri, il paesaggio regala uno scorcio diverso e ugualmente sorprendente.
Vicoli in pietra, palazzi nobiliari, chiese basiliane e i resti di un castello medievale compongono un borgo che è riuscito a stregare Francis Ford Coppola, che scelse di ambientare qui alcune delle scene de Il Padrino. Ed è proprio questa combinazione di storia, leggenda e cinema a rendere Savoca una meta perfetta anche da vedere in inverno, senza la folla estiva, l’atmosfera è più rilassata, la luce tersa valorizza i panorami e se fa freddo ci si scalda con un buon bicchiere di vino locale al Bar Vitelli.
Cosa vedere in un giorno a Savoca, il borgo che ha conquistato Hollywood
Le origini di Savoca risalgono probabilmente all’epoca bizantina, quando la sua posizione sul crinale la rese un importante avamposto difensivo. Nel 1134 il re normanno Ruggero II fondò la baronia di Savoca, affidandola all’Archimandrita del monastero del Santissimo Salvatore di Messina, che ne mantenne il controllo per secoli. Il borgo raggiunse il suo massimo splendore tra il XV e il XVIII secolo, periodo in cui contava anche una piccola comunità ebraica con una propria sinagoga. Il lento declino demografico del secolo scorso ha paradossalmente preservato l’anima medievale del paese, che oggi conta poco più di 1.700 abitanti ma un patrimonio artistico e culturale sproporzionato rispetto alle sue dimensioni.
Ecco le tappe da non perdere per visitare Savoca in una giornata.
Il Castello dei Pentefur e la vista sulle sette facce
Il punto più alto del borgo è occupato dai resti del castello medievale, chiamato anche “dei Pentefur”, secondo la leggenda popolare che attribuisce la sua fondazione a cinque fratelli fondatori. Salire fino a qui richiede una breve camminata tra vicoli e scalinate, ma la ricompensa è un panorama che giustifica pienamente il soprannome del paese. Da questo punto panoramico lo sguardo abbraccia il Mar Ionio, la costa frastagliata della Calabria, l’Etna innevato e i monti Peloritani che si susseguono a perdita d’occhio. Qui si comprende ancora meglio il senso dell’espressione “sette facce“: basta spostarsi di pochi metri, cambiare angolazione, per vedere il paesaggio trasformarsi completamente. Del castello rimangono torri diroccate e tratti di mura, ma proprio questo stato di rovina aggiunge uno charme romantico al luogo, reso ancora più suggestivo dal silenzio che regna quasi ovunque.
Le chiese e la cripta dei Cappuccini
Savoca custodisce un numero sorprendente di edifici religiosi per un paese così piccolo, testimonianza della sua importanza storica. La Chiesa Madre di Santa Maria in Cielo Assunta, del XIII secolo, conserva un fonte battesimale del 1500 e alcune opere pittoriche di pregio. Poco distante si trova la Chiesa di San Nicolò, o Santa Lucia, che deve la sua fama al grande schermo: qui Coppola ambientò la scena del matrimonio tra Michael Corleone e Apollonia.
La tappa più sorprendente è il Convento dei Cappuccini, fondato nel 1574, che nasconde nella sua cripta un elemento decisamente insolito: le mummie di 17 religiosi e notabili del paese, conservate grazie a un particolare processo di disidratazione naturale praticato tra il XVII e il XIX secolo. Le figure, vestite con gli abiti dell’epoca e disposte in nicchie lungo le pareti, offrono uno spaccato macabro ma suggestivo delle tradizioni funerarie siciliane.
Il Padrino a Savoca: il Bar Vitelli e i luoghi del film
Se Savoca è così famosa, il merito è soprattutto de Il Padrino. Nel 1971 Francis Ford Coppola scelse il borgo, insieme alla vicina Forza d’Agrò, come location per alcune scene ambientate nella Sicilia degli anni ’20. Oltre alla già citata Chiesa di San Nicolò, il punto di riferimento è il Bar Vitelli, ricavato al piano terra del settecentesco Palazzo Trimarchi in Piazza Fossia: qui Michael Corleone, interpretato da Al Pacino, chiede al padre di Apollonia il permesso di corteggiarla, in una delle scene più romantiche della trilogia. Il bar è rimasto praticamente invariato da allora, con gli stessi tavolini in ferro battuto e la stessa atmosfera, ed è oggi meta di pellegrinaggio per i cinefili, che qui possono sedersi a sorseggiare un bicchiere di vino o un caffè circondati dalle locandine e dalle fotografie del film.
L’amore di Hollywood per questo piccolo borgo della Sicilia orientale, però, non si è fermato negli anni Settanta. Nella vicina Fiumefreddo di Sicilia si trova il Castello degli Schiavi, altra location del Padrino riutilizzata anni dopo anche per alcune scene di The White Lotus, la celebre serie TV che nel 2022 ha acceso i riflettori internazionali su tutta la zona di Taormina, Cefalù e Noto. Savoca resta però un caso più unico che raro: un borgo che il cinema ha reso famoso restando fedele a sé stesso, senza inseguire il turismo ma continuando a vivere al suo ritmo di sempre.
I vicoli fioriti e il centro storico
Il vero piacere di Savoca sta anche nel perdersi tra i suoi vicoli, molti in salita, lastricati in pietra e costellati di scalinate che si arrampicano tra le case in tufo, dove i balconi e i muretti si riempiono di fiori colorati che contrastano con il grigio della pietra. Il centro storico regala un’atmosfera raccolta, perfetta per una passeggiata tra le botteghe artigiane e i piccoli scorci panoramici che si rivelano all’improvviso. Tra le vie si incontrano anche i resti di antichi palazzi nobiliari, testimonianza del periodo di massimo fulgore del borgo, e piccole piazzette che invitano a fermarsi.
Come raggiungere Savoca
Savoca si trova a circa 45 minuti di auto da Messina e a poco più di 30 minuti da Catania ed è facilmente raggiungibile percorrendo l’autostrada A18 Messina-Catania.
Chi arriva da Messina deve uscire al casello di Roccalumera e proseguire in direzione Furci Siculo e Santa Teresa di Riva, seguendo poi le indicazioni per il borgo collinare. Chi proviene invece da Catania e Taormina deve uscire a Taormina Nord, dirigendosi sempre verso Santa Teresa di Riva prima di imboccare la strada che sale verso Savoca. In entrambi i casi ti consigliamo di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare la coda al casello. In alternativa, è possibile raggiungere Savoca percorrendo la statale 114, che costeggia la costa ionica prima di deviare verso l’interno.
Se preferisci i viaggi in treno, la stazione più vicina è quella di Santa Teresa di Riva, sulla linea Messina-Catania, da cui proseguire verso il borgo con un breve tragitto in autobus.








