La scatola nera diventa portabile e si potrà trasferire da una polizza assicurativa all’altra. Questo grazie all’approvazione del DDL Concorrenza da parte del Consiglio dei Ministri, avvenuta il 26 luglio 2024.

Come anticipato nei giorni scorsi, la misura ha come obiettivo incrementare, appunto, la concorrenza tra le compagnie e far calare i prezzi delle RC Auto. Un problema che ha caratterizzato gli ultimi anni e verso cui, nonostante il trend appaia in ribasso, i cittadini restano molto sensibili.

Con una black box portabile si mitiga quindi il cosiddetto effetto lock-in, cioè la maggiore difficoltà da parte dell’automobilista a cambiare polizza. Una conseguenza legata alla mancanza di interoperabilità della scatola nera tra una compagnia e l’altra. Tale “fidelizzazione forzata”, secondo l’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), riduce del 60% la probabilità di cambiare contratto.

Come funziona la scatola nera in auto

Negli ultimi anni, le compagnie assicurative hanno iniziato a includere la scatola nera nelle polizze RC Auto obbligatorie, offrendo ai clienti uno sconto significativo. Ciò avviene perché il conducente, responsabilizzato a rispettare il Codice della Strada grazie dalla presenza del dispositivo che registra i dati di guida, riduce il rischio di incidenti stradali. La scatola nera è grande quanto uno smartphone e viene collocata sulla batteria o dietro il cruscotto.

Ma a cosa serve la black box? Essa raccoglie informazioni su posizione, accelerazione e velocità del veicolo, permettendo di analizzare lo stile di guida del conducente. Questi dati sono fondamentali per ricostruire la dinamica di un sinistro e prevenire frodi assicurative. Le compagnie ne incentivano l’uso con sconti sul premio che possono arrivare fino al 25%.

Inoltre, è utile anche in caso di furto o danneggiamento. Infatti fornisce la geolocalizzazione del veicolo ed è spesso offerta nella garanzia accessoria furto e incendio. Tuttavia, in base alle normative del Garante della privacy, l’uso dei dati raccolti è limitato esclusivamente agli incidenti.

Scatola nera portabile: cosa dice il ddl Concorrenza

Le disposizioni contenute nel DDL Concorrenza vietano le clausole che impediscono la disinstallazione della scatola nera. Alla persona assicurata, quindi, deve essere garantito il diritto di disinstallarla alla scadenza annuale della RC Auto.

Tale operazione, dunque, rende più flessibile la gestione dei dispositivi elettronici per il monitoraggio dei dati dell’attività di circolazione dei veicoli a motore (questa è la definizione tecnica della scatola nera). Inoltre, non ci devono essere penali né costi aggiuntivi, in caso di restituzione del dispositivo a fine contratto (diritto comunque garantito alle compagnie).

Inoltre si stabilisce un meccanismo di portabilità dei dati registrati. Il proprietario dell’auto li potrà richiedere, tramite la compagnia, all’impresa che gestisce i dispositivi. Prevista anche l’istituzione di un sistema informativo, sotto vigilanza IVASS, sui rapporti assicurativi non obbligatori. La finalità è prevenire e contrastare i comportamenti fraudolenti.

I possibili effetti delle nuove norme

Incrementando la concorrenza nel settore delle assicurazioni, i costi delle polizze dovrebbero andare verso una riduzione. Le compagnie, infatti, avranno meno strumenti per trattenere il più possibile i propri clienti e quindi saranno spinte a proporre soluzioni più vantaggiose e sostenibili.

Per l’automobilista, dal canto suo, sarà più facile cambiare compagnia con cui stipulare la RC Auto, dimostrando a quella nuova di essere un conducente a basso rischio di incidenti e quindi accedere più agevolmente a sconti e promozioni.

Infatti, secondo il ddl, i dati dovranno essere “resi accessibili all’assicurato, a titolo gratuito, in un formato strutturato, con modalità di uso comune e leggibile da dispositivo automatico“. Una norma che, di fatto, elimina ogni freno per gli automobilisti che intendono passare a un contratto migliore rispetto a quello corrente.