Imparare a sciare fuoripista richiede una buona conoscenza della montagna e dei suoi rischi. Ecco 10 consigli per avvicinarci a questa affascinante attività in tutta sicurezza, la nostra e quella degli altri.

Adrenalinico, liberatorio e sfidante: lo sci fuoripista è una disciplina che sta sempre più catturando il cuore degli amanti della montagna e della natura incontaminata. Non a caso, il fuoripista – in inglese freeride – negli anni è diventato una vera e propria disciplina a sé stante, con un’ampia base di irriducibili appassionati, svariati siti web, app e forum dedicati, e persino un circuito mondiale di snowboard e sci freeride, il Freeride World Tour Pro (FWT Pro).

È bene, però, sempre tenere a mente i rischi e le buone pratiche da rispettare, quando si decide di affrontare la montagna al di fuori delle piste battute: al fine di garantire la nostra incolumità e, cosa altrettanto importante, quella degli altri; un aspetto spesso sottovalutato da chi approccia per la prima volta al mondo del freeriding, magari preso dall’entusiasmo iniziale di poter sfrecciare sulla neve in totale libertà.

Ecco perché abbiamo deciso di raccogliere 10 consigli tecnici che ci consentiranno di godere dell’adrenalina dello sci fuoripista in tutta sicurezza, partendo da un’adeguata informazione sulle diverse tipologie di terreno e condizioni del manto nevoso, per passare ai migliori sci da fuoripista e arrivare all’importanza di conoscere – e rispettare – i propri limiti. Ma prima, siamo sicuri di sapere che cosa si intende con il termine freeride?

Sci fuoripista (freeride): di che cosa si tratta?

Come facilmente intuibile dal nome, il fuoripista altro non è che una pratica sciistica che si svolge al di fuori delle piste ufficiali e delle aree designate all’interno delle stazioni sciistiche.
Invece di seguire i tracciati ben battuti delle piste preparate (generalmente più facili e sicure perché prive degli ostacoli tipici della montagna, ma anche più artificiali e affollate), gli sciatori fuoripista scelgono la libertà e l’adrenalina della neve fresca e dei tracciati più selvaggi, spesso tecnicamente più variabili e complessi da affrontare, ma che regalano il privilegio non da poco di immergersi completamente nella natura incontaminata delle montagne innevate, attraversando paesaggi invernali suggestivi, spesso non accessibili tramite le piste tradizionali e, al tempo stesso, tenendosi lontani dalle folle che le popolano.
Insomma, una disciplina che può regalare immense soddisfazioni, ma che richiede un’adeguata preparazione, sia da un punto di vista tecnico che più strettamente fisico, in quanto affrontare la neve soffice e profonda è generalmente più impegnativa rispetto a quella battuta delle piste. Senza dimenticare il sempre presente rischio di valanghe o di improvvise tempeste di neve, così come le sfide poste da terreni accidentati o instabili.

Non è mai consigliabile improvvisarsi freerider: per praticare lo sci fuoripista in sicurezza è importante avere una buona comprensione della montagna e dei suoi rischi, utilizzare l’attrezzatura adeguata (tra poco vedremo quali sono i migliori sci da fuoripista) e rispettare eventuali segnaletiche che indicano il rischio di valanghe o il divieto di accesso a determinate zone.

Dunque, non è un caso che gli sciatori fuoripista più esperti spesso partecipino a corsi di formazione sulla sicurezza ad alta quota e portino sempre con sé attrezzature specifiche come sonde, pale e dispositivi di ricerca in caso di valanghe.
Ad ogni modo, chiunque – con il giusto allenamento e seguendo le raccomandazioni degli esperti – può approcciarsi a questa adrenalinica attività invernale.

Fuoripista con fiducia: 10 consigli per sciare in sicurezza

Sciare fuoripista può rivelarsi un’attività estremamente appagante, soprattutto per chi ama la natura incontaminata e mal sopporta le piste affollate. Ecco i nostri consigli tecnici per chi desidera approcciarsi per la prima volta al mondo del freeriding ed affrontare in totale serenità le piste non battute, nel pieno rispetto della sicurezza di tutti.

Scegliere piste adatte al nostro livello di preparazione

Il primo passo per sciare fuoripista è quello di cominciare da percorsi adatti al nostro livello di abilità e conoscenza della montagna. Quando si parla di freeride, spesso si usa differenziare tra diverse tipologie di pista in base alla loro accessibilità e vicinanza alle stazioni sciistiche. Ad esempio, il frontcountry è un fuoripista all’interno di un’area sciistica, adatto anche a chi ha poca esperienza in quanto vicino ad eventuali servizi di soccorso e agli impianti di risalita.
Anche lo slackcountry ed il sidecountry sono tipologie di terreno generalmente adatte a chi ha poca esperienza, in quanto facilmente accessibili con gli impianti di risalita o le auto. Sconsigliato ai principianti è, invece, il backcountry, la forma più “estrema” di fuoripista, adatto solo ad atleti esperti in quanto lontano sia dalle stazioni sciistiche che ai parcheggi. Da evitare sono inoltre tutti quei percorsi che prevedono pendii troppo ripidi o terreni complessi.

Imparare a “conoscere” la neve

È necessario imparare a conoscere la consistenza della neve su cui andremo a sciare. La neve crostosa o quella soffice sono molto differenti sia da un punto di vista di sforzo fisico che di attrezzatura richiesti.
In linea di massima, la neve soffice (specie se poco profonda) è sicuramente più semplice da approcciare rispetto a quella eccessivamente ghiacciata in superficie, in cui sono alte le probabilità di impantanarsi una volta spezzato lo strato di ghiaccio superficiale e non riuscire poi a proseguire. Per minimizzare il rischio di infortuni è dunque bene rivolgersi a guide alpine esperte in grado di interpretare i segnali della neve e di indicare i migliori percorsi in base al nostro livello di preparazione.

Consultare con regolarità il bollettino valanghe

Prima di avventurarci fuoripista è anche necessario valutare attentamente il rischio di valanghe, facendo riferimento al bollettino valanghe della zona in cui desideriamo sciare. Generalmente la classificazione del rischio valanghe va da 1 a 5, con 1 che indica un rischio debole, 2 moderato, 3 marcato, 4 forte e 5 molto forte. La raccomandazione è quella di non avventurarsi al di fuori delle piste battute se il rischio è uguale o superiore a 3.

Consultare il bollettino meteorologico

Controllare il bollettino meteorologico è un altro passo fondamentale quando si pratica lo sci fuoripista. In particolare, le previsioni meteorologiche possono fornire preziose informazioni sulle condizioni atmosferiche e sulla stabilità del manto nevoso, cruciali soprattutto se abbiamo poca familiarità con il territorio e con questo sport invernale. La stabilità del manto nevoso ed il rischio di valanghe sono infatti influenzati da diversi fattori atmosferici, come marcate variazioni di temperatura, precipitazioni abbondanti, e la presenza di forti correnti ventose che possono portare alla formazione di accumuli di neve.
Al tempo stesso, non affidiamoci ciecamente alle previsioni meteorologiche senza considerare i segnali provenienti dall’esterno: saper “ascoltare” l’ambiente ed agire di conseguenza è il modo migliore per evitare di ritrovarsi in situazioni potenzialmente pericolose!

Avere la giusta attrezzatura

La giusta attrezzatura può – letteralmente – salvarci la vita! Tra quelle essenziali troviamo un kit di sicurezza anti-valanga composto da pala, sonda e dispositivo di ricerca (il cosiddetto artva), assieme ad una lampada frontale e a dei ramponi da mettere sotto gli sci in caso di neve eccessivamente dura o crostosa.

Scegliere gli sci giusti

Prima di acquistare l’attrezzatura anti-valanga, è necessario scegliere gli sci da fuoripista più adatti alle nostre esigenze e capacità.
Tra gli aspetti da considerare troviamo la lunghezza degli sci (generalmente per gli sci adatti ai principianti si calcola aggiungendo 5-10 cm all’altezza), la larghezza del pattino, che ne determina la galleggiabilità sulla neve fresca (in generale, sci più larghi sono adatti a neve profonda e fresca, mentre sci più stretti sono consigliati per terreni più compatti), il raggio di curvatura (sci con un raggio corto sono più agili e adatti a passaggi stretti, mentre quelli con un raggio lungo sono più stabili anche a velocità elevate) e la flessibilità (sci più rigidi forniscono maggiore stabilità e precisione, ma possono essere meno adatti a condizioni di neve fresca, mentre sci più flessibili possono offrire una guida fluida e precisa anche in caso di neve non battuta).
Infine, sci più leggeri garantiscono una maggiore agilità, mentre sci più pesanti una maggiore stabilità. Ad ogni modo, anche in questo caso è sempre bene affidarsi a dei professionisti del settore, che sapranno indirizzarci verso gli sci da fuoripista più adatti a noi.

Fare attenzione alla segnaletica

Ora che siamo finalmente pronti a scendere in pista, dobbiamo imparare a prestare attenzione all’ambiente esterno ed ad eventuali cartelli di pericolo o divieto. Alcuni percorsi potrebbero essere vietati perché recentemente colpiti da valanghe o interessati dalla caduta di alberi o massi, mentre altri perché facenti parte di aree protette o riserve naturali. Ecco perché è sempre bene leggere attentamente le norme di comportamento previste dal comprensorio sciistico in cui desideriamo fare fuoripista.

Partecipare ad un corso di sicurezza

Se siamo alle prime armi può essere utile partecipare a dei corsi di formazione sulla sicurezza contro il rischio di valanghe e sulle best practices da seguire quando si vuole fare fuoripista, come quelli organizzati dalla Safety Academy di Ortovox. Questo ci permetterà di sentirci più sicuri e preparati ad affrontare eventuali imprevisti, e ci aiuterà anche a tutelare la nostra sicurezza e quella degli altri sciatori.

Sciare sempre in compagnia

Sciare da soli è spesso il modo migliore per perdersi o mettersi nei guai! Fare fuoripista in gruppo, meglio ancora se accompagnati da delle guide alpine, consente non solo di avere un supporto concreto in caso di incidenti, ma anche di valutare le condizioni meteorologiche e del terreno in modo più obiettivo, ed evitare di prendere decisioni troppo avventate. A tal proposito, assicuriamoci di controllare con frequenza dove si trovino gli altri componenti del gruppo e, nel caso di zone impervie o pendii molto ripidi, facciamo attenzione a procedere uno alla volta per evitare incidenti. Manteniamo, inoltre, sempre una buona linea di comunicazione e assicuriamoci che tutti siano in condizioni di proseguire con la discesa.

Conoscere i propri limiti

L’ultimo consiglio – e forse quello più importante – è di essere consapevoli dei nostri limiti, sia fisici che mentali. Subire infortuni o, ancora peggio, mettere in pericolo la nostra sicurezza e quella degli altri è davvero molto semplice se non siamo al massimo delle forze o se ci imbattiamo in tratti tecnicamente complessi. Similmente, la stanchezza mentale può impedirci di proseguire con la lucidità e la freschezza necessarie per tutelare noi stessi e i nostri compagni. In entrambi i casi, cerchiamo di abbandonare l’orgoglio e fermiamoci non appena raggiunti gli impianti di risalita più vicini.
In conclusione, sciare fuoripista in tutta sicurezza non è soltanto possibile, ma può anche essere alquanto divertente e stimolante, a patto di informarsi adeguatamente sulla zona che intendiamo esplorare, rimanere costantemente aggiornati sulle condizioni meteorologiche e dotarsi di adeguati sci da fuoripista e attrezzatura anti-valanga.