Il regolare funzionamento dei mezzi pubblici è nuovamente a rischio a causa dello sciopero del 22 marzo a Milano. Possibili disagi in vista, quindi, per lavoratori, pendolari, studenti e chiunque abbia necessità di spostarsi in tale data.

Questa agitazione fa seguito a quella di carattere nazionale dell’8 marzo. Questa volta, però, riguarderà soltanto il territorio comunale e la città metropolitana del capoluogo lombardo.

Nello specifico, lo sciopero interessa esclusivamente il personale di ATM, l’azienda partecipata del Comune di Milano che gestisce il trasporto pubblico locale in città e in altri 95 comuni dell’hinterland.

Sciopero 22 marzo a Milano: chi aderisce e per quanto tempo

Per lo sciopero del 22 marzo a Milano, quindi, potrebbero verificarsi variazioni e cancellazioni per una durata di 24 ore all’intera rete di metro, tram e bus. La mobilitazione è stata proclamata dalla sigla sindacale AL Cobas soltanto per i dipendenti ATM, che non avevano partecipato allo sciopero in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

Oltre al trasporto pubblico locale, anche la funicolare Como-Brunate, gestita da ATM, rientra nei mezzi a rischio stop.

A differenza di quanto avvenuto l’8 marzo, però, venerdì 22 la circolazione dei treni non subirà modifiche. I collegamenti ferroviari gestiti da Trenitalia e quelli delle linee suburbane e regionali Trenord non subiranno variazioni.

Fasce di garanzia: quando utilizzare i mezzi pubblici a Milano

Le fasce di garanzia, che sono stabilite per legge al fine di assicurare il funzionamento dei trasporti pubblici negli orari di maggiore frequentazione, non sono ancora state comunicate da ATM in forma ufficiale.

Si presume, in ogni caso, che non si discosteranno particolarmente da quelle dei recenti scioperi. Metropolitana, autobus e tram dovrebbero quindi garantire il servizio mattutino dall’inizio fino alle 8.30 (o fino alle 9.00) e quello pomeridiano dalle 15.00 alle 18.00. I disagi per gli utenti, quindi, dalle 8.30 (o dalle 9.00) alle 15.00 e dalle 18.00 a fine giornata.

Inoltre, è sempre da tener presente che effetti concreti dello sciopero dipenderanno dalla reale adesione dei dipendenti. Secondo i dati forniti dalla società milanese, non dovrebbero essere molto differenti da quanto registrato nelle precedenti occasioni.

Come muoversi a Milano quando c’è sciopero

A Milano come nelle altre città, nelle giornate di sciopero il rischio principale è un traffico automobilistico ancor più congestionato. A causa dell’incertezza nell’utilizzo dei mezzi pubblici, infatti, le persone sono propense a servirsi della propria auto privata per raggiungere i luoghi di lavoro o di studio e per soddisfare qualsiasi altra necessità quotidiana.

Le conseguenze non sono certo ideali, sia per gli effetti negativi sull’ambiente, sia sulle proprie economie, per via del maggior consumo di carburante. Oggi spostarsi in auto a Milano, inoltre, non è così semplice, in quanto bisogna prestare attenzione a una serie di limitazioni. Come ad esempio le nuove regole di accesso all’Area C.

Per favorire una mobilità sostenibile, si consiglia di controllare comunque la disponibilità dei mezzi pubblici nelle fasce garantite sopra descritte e di munirsi dei biglietti in anticipo. In alternativa è possibile fare affidamento sul bike sharing e sulla micromobilità elettrica, servizi ampiamente presenti in città. La propria auto può essere eventualmente lasciata nei parcheggi di scambio, in un’ottica di intermodalità.