Dopo il rinvio deciso per non creare troppi disagi allo svolgimento delle Olimpiadi, alla fine lo sciopero degli aerei ci sarà: la data è il 26 febbraio 2026. Ecco tutti i dettagli.
Il calendario degli scioperi di febbraio si conferma particolarmente delicato per chi viaggia in aereo. Dopo la precettazione e il rinvio dello sciopero del 16 febbraio, voluta dal Ministero dei Trasporti per non recare gravi disagi durante le Olimpiadi di Milano-Cortina, ora c’è la nuova data: il comparto si fermerà giovedì 26 febbraio.
La protesta potrebbe tradursi in modifiche ai programmi di volo, ritardi e possibili cancellazioni su varie tratte, con ripercussioni in più aeroporti del Paese. Le informazioni ufficiali, diffuse anche attraverso il sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, invitano i passeggeri a controllare con attenzione lo stato del proprio volo prima di recarsi in aeroporto.
Andiamo a scoprire nel dettaglio orari dell’agitazione, fasce garantite e quali sono i principali scali coinvolti.
Sciopero aerei 26 febbraio 2026: orari e fasce garantite
Ecco chi sciopera e in quali orari:
- Lavoratori comparto aereo, aeroportuale e indotto aeroporti per 24 ore;
- Personale Ita Airways per 24 ore;
- Piloti e assistenti di volo easyJET per 24 ore;
- Personale navigante easyJET dalle 13:00 alle 17:00;
- Personale di terra e di volo Ita Airways dalle 13:00 alle 17:00;
- Personale navigante Vueling Airlines dalle 13:00 alle 17:00.
Come previsto dalla normativa sui servizi essenziali, alcune tratte considerate indispensabili continueranno comunque a essere operative, ma durante la giornata non si escludono variazioni agli orari e alla regolarità dei collegamenti.
Come previsto dalle norme sui servizi essenziali, alcune tratte resteranno comunque garantite. Continueranno a operare i collegamenti considerati indispensabili, come i voli che assicurano l’unico collegamento quotidiano con le isole, i voli sanitari o di emergenza, quelli militari e di Stato e i servizi soggetti a obblighi di continuità territoriale.
Restano inoltre attive le consuete fasce sempre garantite durante lo sciopero degli aerei. Come comunicato sul sito di Enac, i voli programmati tra le 7:00 e le 10:00 del mattino e tra le 18:00 e le 21:00 della sera si svolgono regolarmente. Fasce orarie, queste indicate, che comunque non saranno toccate dall’agitazione di oggi.
Per limitare eventuali attese ai controlli di sicurezza, negli aeroporti dove è disponibile si può valutare anche l’utilizzo del servizio di Fast Track, utile per velocizzare l’accesso ai varchi.
Quali sono i principali scali coinvolti dalla protesta?
Gli effetti della protesta potrebbero estendersi ai principali aeroporti italiani, soprattutto quelli con maggiore traffico passeggeri. In particolare, potrebbero registrarsi variazioni o cancellazioni di voli negli scali di Milano Linate, Malpensa, Roma-Fiumicino, Torino-Caselle e Bergamo-Orio al Serio.
Anche se non tutti coinvolti direttamente, eventuali variazioni potrebbero generare ritardi a catena o cambiamenti nelle prenotazioni. Per questo motivo ai passeggeri viene consigliato di verificare con anticipo lo stato del proprio volo e di seguire gli aggiornamenti pubblicati dai siti ufficiali degli aeroporti e delle compagnie prima di recarsi in aeroporto.
Rimborso e diritti dei passeggeri: come fronteggiare i disagi dello sciopero
In caso di volo cancellato o in ritardo, i viaggiatori possono fare riferimento al Regolamento europeo 261/2004, che tutela i diritti dei passeggeri aerei. Se il volo viene cancellato con meno di 14 giorni di preavviso o se l’arrivo a destinazione supera le tre ore di ritardo, è possibile richiedere il rimborso del biglietto oppure la riprotezione su un volo alternativo.
In determinate situazioni, quando la responsabilità è attribuibile alla compagnia, può essere riconosciuta anche una compensazione economica, il cui importo varia in base alla lunghezza della tratta.
La richiesta deve essere presentata direttamente alla compagnia aerea, conservando biglietto, carta d’imbarco e ricevute di eventuali spese extra. Se entro sei settimane non arriva risposta, o se la domanda viene respinta senza motivazioni valide, il passeggero può rivolgersi all’ENAC tramite l’apposito modulo online oppure chiedere assistenza alle associazioni di tutela dei consumatori.








