Trasporti pubblici ancora una volta a rischio. L’ondata di agitazioni sindacali in Italia, infatti, non accenna a fermarsi. Con lo sciopero dei mezzi il 6 maggio a Milano, il regolare funzionamento di metro, tram e bus potrebbe subire variazioni e cancellazioni.

Disagi in vista, quindi, per lavoratori, pendolari, studenti e per chiunque abbia necessità di spostarsi nella giornata interessata. “Salvi” invece i viaggiatori di Trenord e Trenitalia, i cui dipendenti aderiranno a uno sciopero nelle date di sabato 4 e domenica 5 maggio.

Quello di lunedì 6 maggio 2024, invece, riguarda soltanto i mezzi pubblici locali. Tra le motivazioni addotte dalle varie sigle promotrici, spiccano la protesta contro ogni forma di limitazione del diritto di sciopero e la richiesta di aumenti salariali e di un salario minimo. Ma anche l’adeguamento delle tutele in tema di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro e la contrarietà alla privatizzazione del servizio TPL. Scendiamo nel dettaglio per scoprire la situazione.

Sciopero mezzi il 6 maggio a Milano: cosa succede

Lo sciopero del 6 maggio è di carattere nazionale. La mobilitazione è indetta dai sindacati CUB Trasporti, Cobas Lavoro Privato, ADL Cobas, SGB, AL COBAS, USB Lavoro Privato. A Milano è coinvolto il personale di ATM, l’azienda partecipata del Comune di Milano che gestisce il trasporto pubblico locale in città e in altri 95 comuni dell’hinterland.

Le linee metropolitane e di superficie potrebbero non funzionare normalmente dalle ore 8.45 alle 15.00 e dalle 18.00 al termine del servizio. Di conseguenza, sono previste le fasce di garanzia, stabilite dalla legge per venire incontro alle esigenze degli utenti nelle ore di punta, dall’inizio del servizio diurno alle ore 8.45 e dalle 15.00 alle 18.00.

Anche la funicolare Como-Brunate, gestita da ATM, potrebbe non osservare il regolare orario, con disagi dalle ore 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 fino al termine del servizio.

Da tener presente che, come in precedenza, gli effetti concreti dello sciopero dipenderanno dalla reale adesione dei dipendenti. L’azienda milanese fornisce i dati su cosa è accaduto nelle precedenti occasioni. Gli esperti rilevano che in passato tali sigle hanno riscontrato percentuali di adesioni anche piuttosto alte, con punte fino al 30 per cento. Quindi i disagi sono molto probabili.

Come spostarsi a Milano nei giorni di sciopero

Durante gli scioperi a Milano, così come nelle altre città, si riscontra spesso un aumento del traffico automobilistico. L’incertezza riguardo all’operatività dei mezzi pubblici spinge infatti le persone a preferire l’uso delle proprie vetture per raggiungere i luoghi di lavoro e studio o per ottemperare alle altre necessità quotidiane.

Questa scelta, a causa dell’incremento del consumo di carburante, comporta conseguenze negative sia sull’ambiente sia sulle finanze personali. La circolazione in auto a Milano è resa ancor più complessa dalle varie restrizioni, come le nuove regole per l’accesso all’Area C e inoltre non è facile trovare parcheggio in centro.

Per favorire una mobilità più sostenibile, è opportuno verificare comunque la disponibilità dei mezzi pubblici durante le fasce orarie garantite e acquistare i biglietti in anticipo. Una soluzione efficace è combinare diversi mezzi di trasporto, lasciando l’auto nei parcheggi di interscambio ATM. Qui, inoltre, è possibile affidarsi al bike sharing e alla micromobilità elettrica, servizi ampiamente diffusi in città.