Oggi sarà una giornata complicata per gli spostamenti: c’è sciopero dei taxi in tutta Italia. Ecco i dettagli su orari e motivazioni della protesta.
Tornano i disagi per chi deve muoversi in città. Tra gli scioperi del calendario di gennaio elencati dal sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti c’è anche lo stop dei taxi di oggi, martedì 13 gennaio 2026. L’adesione è ampia e, secondo le organizzazioni di categoria, si tratta di una delle mobilitazioni più rilevanti degli ultimi mesi.
Per tutta la giornata, soprattutto nei grandi centri urbani e nelle aree turistiche, trovare un taxi potrebbe risultare particolarmente difficile, con ripercussioni evidenti su residenti e visitatori. Di seguito ecco tutte le info da sapere e le alternative per spostarsi in città.
Sciopero dei taxi oggi: gli orari della protesta
Oggi, martedì 13 gennaio, è in corso uno sciopero nazionale di 24 ore del servizio taxi, che coinvolge l’intero territorio italiano. Alla protesta partecipano numerose associazioni sindacali e di categoria, tra cui Associazione Tutela Legale Taxi, Atitaxi, Claai, Consultaxi, Fast Confsal Taxi, Federtaxi Cisal, Or.s.a. Taxi, SATaM, Sitan, Sul Taxi, Tam, Ugl Taxi, UIL Trasporti Taxi, Filt Cgil, Unimpresa, Unione Artigiani, Usb Taxi, Uritaxi e Uti.
Roma sarà il principale centro delle iniziative di protesta. In mattinata è previsto un corteo di circa 50 taxi in partenza dall’aeroporto di Fiumicino e diretto verso piazza Bocca della Verità. Le autorità segnalano possibili chiusure temporanee e rallentamenti al traffico tra le 10:00 e le 17:30 lungo il percorso interessato. Successivamente, i tassisti raggiungeranno Montecitorio, dove è in programma un presidio fisso a partire dalle ore 11.
Ma l’agitazione, come detto, sarà diffusa in tutte le principali città italiane, da Nord a Sud del Paese.
Le motivazioni alla base della mobilitazione
Al centro della protesta c’è la richiesta di riaprire il confronto sui decreti attuativi della normativa che regola i servizi pubblici non di linea, un passaggio che – secondo i sindacati – sarebbe fermo dal 2019.
Il nodo principale riguarda il cosiddetto foglio elettronico di servizio, lo strumento digitale introdotto per disciplinare l’attività dei noleggi con conducente (Ncc). Il decreto ministeriale prevedeva limiti precisi, come un intervallo minimo tra prenotazione e avvio della corsa e restrizioni sui rapporti continuativi con intermediari quali tour operator e agenzie, con l’obiettivo di evitare sovrapposizioni con il servizio taxi.
Queste misure sono però state prima annullate dal Tar del Lazio e successivamente dal Consiglio di Stato, riaprendo una controversia che la categoria considera ancora irrisolta e che ha portato alla decisione di incrociare le braccia per l’intera giornata di oggi.
Come spostarsi in città durante lo sciopero dei taxi
Quando non circolano i taxi la principale alternativa è rappresentata dai mezzi pubblici: tram, bus e metro. Si consiglia di acquistare i biglietti del trasporto pubblico online, attraverso servizi per i mezzi pubblici. Questo aiuta ad evitare code ai tornelli e presso le rivendite.
In molte città italiane sono poi attivi i servizi di mobilità condivisa: quindi bike sharing, scooter sharing, monopattini elettrici possono rappresentare un valido supporto. Anche car sharing e car pooling possono tornare utili.








