Lo sconto sul gasolio scade alla mezzanotte di oggi, ma il Governo valuta una nuova proroga sui carburanti. L’obiettivo è guadagnare tempo per mettere a punto gli aiuti selettivi contro il caro energia, che potrebbero entrare in campo negli ultimi mesi dell’anno.
Lo sconto sulle accise del gasolio potrebbe essere prorogato ancora. La misura attualmente in vigore, che prevede un taglio di 17,1 centesimi al litro, scade infatti alla mezzanotte di oggi, ma l’esecutivo starebbe lavorando a un’estensione di circa due settimane, in attesa di definire il nuovo pacchetto di interventi contro il caro energia.
L’ipotesi è quella di un nuovo decreto ponte che permetta di mantenere temporaneamente lo sconto, mentre prosegue il confronto sulle misure successive. Il Governo punta infatti a superare progressivamente gli aiuti generalizzati, che interessano indistintamente tutti gli automobilisti, per concentrare le risorse sulle categorie considerate maggiormente esposte all’aumento dei prezzi del carburante.
Accise sui carburanti, possibile proroga fino a fine settembre
La nuova estensione dovrebbe consentire di evitare l’immediato ritorno alla tassazione piena sul gasolio. Secondo le ipotesi emerse, lo sconto potrebbe essere mantenuto almeno fino al 24 settembre, con la possibilità di proseguire fino alla fine del mese.
La proroga servirebbe soprattutto a dare al Governo il tempo necessario per definire le coperture economiche del nuovo decreto e completare il confronto con Bruxelles, dal quale è atteso un via libera entro fine settembre.
La direzione indicata dall’esecutivo è comunque quella di abbandonare gradualmente gli interventi applicati a tutti, sostituendoli con misure destinate a platee più ristrette. I nuovi sostegni potrebbero riguardare i mesi di ottobre, novembre e dicembre, mentre eventuali interventi per il 2027 sarebbero affrontati nell’ambito della prossima legge di bilancio.
Decreto carburante, allo studio un aiuto per i lavoratori
Tra le possibilità in esame c’è un buono carburante riconosciuto dalle imprese ai dipendenti, accompagnato da agevolazioni fiscali per i datori di lavoro. L’obiettivo sarebbe aiutare soprattutto chi utilizza abitualmente l’auto per raggiungere il posto di lavoro e deve quindi sostenere con maggiore frequenza le spese per il rifornimento carburante.
Le ipotesi finora circolate indicano una possibile soglia di reddito o Isee nell’ordine dei 30-32 mila euro e un contributo una tantum che potrebbe attestarsi intorno ai 100 euro.
Si tratta tuttavia di elementi ancora in fase di valutazione. Importi, requisiti e modalità di accesso non sono stati approvati e potrebbero cambiare durante la preparazione del provvedimento. Al momento, quindi, non esiste un nuovo bonus già disponibile o che possa essere richiesto.
Partite Iva e autonomi tra i nodi ancora aperti
Uno dei punti più delicati riguarda l’estensione degli aiuti anche a lavoratori autonomi e partite Iva. Il sistema basato sui buoni concessi dalle aziende ai propri dipendenti non sarebbe infatti direttamente utilizzabile da queste categorie e richiederebbe quindi strumenti differenti.
La Lega ha chiesto che autonomi e partite Iva vengano inclusi nella futura platea dei beneficiari. Rimane inoltre aperto il capitolo dell’autotrasporto, con ulteriori richieste di sostegno provenienti dal settore.
Da chiarire anche il funzionamento delle agevolazioni per le imprese. Il costo del buono verrebbe inizialmente sostenuto dal datore di lavoro, mentre il beneficio fiscale potrebbe arrivare in un secondo momento. Il Governo starebbe quindi valutando soluzioni per ridurre questo intervallo.








