Il punto di partenza delle cosiddette “smart city” di oggi e di domani è dato da una corretta segnaletica stradale che deve ancora essere implementata.

Le città del futuro saranno sempre più smart, con l’installazione di telecamere aventi l’obiettivo di migliorare la circolazione e la sicurezza di pedoni ed autoveicoli: in poche parole, la vita dei cittadini. Tuttavia, la pietra miliare delle città intelligenti di oggi e di domani non può prescindere da una segnaletica stradale corretta. Senza questi elementi, la visione verso il futuro viene a mancare.

La segnaletica stradale in Italia

Su oltre 850.000 km di strade urbane ed extraurbane, in Italia risultano posizionati oltre 97 milioni di segnali verticali. Nonostante ciò, la metà dei cartelli non è in regola e non risulta conforme al Codice della Strada, creando così importanti ripercussioni sul traffico cittadino e non solo.

In più, un segnale stradale verticale ha una “vita utile” variabile dai 7 ai 12 anni, ma in Italia ne vengono sostituiti ogni anno “solo” 2 milioni. La conseguenza è che la segnaletica stradale risulta essere ogni anno sempre più vecchia da quanto prescritto dal Codice della Strada.

Perché i segnali stradali sono importanti per le smart city?

In qualsiasi città, strade sicure e mantenute ottimamente rientrano tra le condizioni essenziali per ridurre al minimo il traffico (sia in termini di ore trascorse in auto che di inquinamento), prevenire gli incidenti, oltre a migliorare il confort di viaggio. Tuttavia, una segnaletica stradale formata da cartelli e strisce invisibili e non manutenuti va il conflitto con questo obiettivo.

Le smart city, però, hanno ancora più bisogno di una segnaletica ottimale, in quanto quest’ultima è fondamentale per le auto connesse e quelle a guida autonoma. Si tratta, in entrambi i casi, di vetture capaci di  “dialogare” con i segnali e con la strada.

Al di là della sicurezza, c’è, infine, anche un fattore economico che spiega l’importanza di segnali stradali ben visibili: il turismo europeo “on the road” crescerà nel prossimo decennio proprio nei Paesi che si doteranno di infrastrutture stradali al passo con il progresso della tecnologia.

Cosa si può fare per migliorare la segnaletica stradale

Una prima soluzione in ottica di una città inclusiva e intelligente la suggerisce Assosegnaletica: introdurre cartelli più visibili rivolti all’utenza debole, ovvero gli utenti di motocicli, monopattini elettrici, e-bike e biciclette (compresi i mezzi in bike sharing) ed e-bike. Questi utenti necessitano di segnali rifrangenti soprattutto in prossimità di scuole, piste ciclabili e nelle cosiddette “zone 30“. I pedoni, poi, devono essere aiutati con passaggi pedonali perfetti e segnaletiche orizzontali più sicure e performanti.

A ciò si aggiunge quanto prescritto dal Codice della strada, secondo cui la metà dei ricavi delle contravvenzioni devono essere destinati alla sicurezza: di questa quota, almeno il 25% va alla segnaletica stradale. Il legislatore dovrebbe inoltre aprire un “catasto digitale della segnaletica” aggiornato, con lo scopo di attuare controlli sugli enti proprietari delle strade. Pertanto, sono indispensabili dei piani di segnalamento congrui con quanto prevede il Codice della strada.

Infine, i cartelli da buttare dovrebbero essere rottamati: in questo modo si potrebbe attivare un riciclo virtuoso di materiali ferrosi ed in alluminio, sull’esempio di quanto avviene già oggi per i consorzi di riciclo della plastica, creando così nuove fonti di finanziamento per la sicurezza stradale.