Tra fede e folklore, la Spagna festeggia la Semana Santa con riti molto suggestivi, che varcano come interesse i confini nazionali, attirando moltissimi visitatori da ogni parte del mondo. Ecco quali sono le città in cui vivere appieno queste celebrazioni della tradizione.

Non solo a Siviglia: la Semana Santa è una grande festa collettiva che riunisce tantissime città a ridosso della Pasqua e che vale un viaggio. Quest’anno le date cadono dal 24 al 31 marzo e vedono protagoniste meravigliose statue barocche, preziose icone ricoperte di fiori, ceri e tamburi che sfilano per le vie dei centri abitati, regalando una dimensione autentica e inaspettata, pronta a stupire. Un momento di devozione a cui vale la pena partecipare almeno una volta nella vita.

Che cos’è la Semana Santa e dove si celebra

La Semana Santa è una delle settimane più importanti del calendario religioso spagnolo. Si tratta degli otto giorni che partono dalla Domenica delle Palme e che terminano con la Domenica di Pasqua durante i quali diverse città della Spagna mostrano il loro lato più tradizionale, in un mix di folklore e misticismo. Si ripercorrono, infatti, la passione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo attraverso emozionanti riti e processioni molto sentiti dalla popolazione locale, che richiamano ogni anno migliaia di turisti.
Le celebrazioni vanno in scena in tutto il paese, da Nord a Sud, e sono caratterizzate da simboli e cerimonie (solitamente grandi statue lignee del Cristo e della Madonna portate a spalla lungo le vie del centro) che si contraddistinguono l’una dall’altra, organizzate dalle diverse confraternite che risalgono più o meno al XV e XVI secolo d.C.
Le rievocazioni più famose sono quelle che si svolgono in Andalusia, una su tutte quella di Siviglia, diventata la Semana Santa per eccellenza, ma se ne trovano di spettacolari in tutta la penisola iberica, da Castiglia e Léon all’Estremadura, passando per la Murcia. Scopriamole in questo tour.

La Semana Santa di Siviglia, la più conosciuta al mondo

La Semana Santa di Siviglia, la più conosciuta al mondo

La Semana Santa sivigliana è una delle più conosciute al mondo. Istituita intorno al Seicento, vede sfilare più di 60 confraternite (dette hermandad) lungo un percorso ufficiale, quello della carrera oficial, che parte dalle rispettive chiese per arrivare alla Cattedrale.
Le figure tradizionali che compongono le lunghissime processioni sono i costaleros, coloro che trasportano le imponenti e pesanti statue sacre di fattura barocca, i nazarenos, le persone con il volto coperto dal tipico copricapo che cambia colore a seconda della confraternita di appartenenza e i penitentes che camminano portando la croce, per un totale di circa 50.000 partecipanti.
Il rito più atteso è quello delle processioni notturne tra il Giovedì Santo e il Venerdì Santo, chiamato Madrugà, dove per la città passano le statue più venerate appartenenti alle diverse confraternite, come quella della Macarena, del Jésus del Gran Poder e della Esperanza de Triana. Si alternano momenti di profondo silenzio ad altri dove si intonano le saetas, canti tipici di devozione che attingono dal flamenco e che rendono l’atmosfera molto suggestiva.

La Semana Santa di Granada, tra le più famose di Spagna

La Semana Santa di Granada, tra le più famose di Spagna

Granada porta nelle sue meravigliose location dell’Albayzín, dell’Alhambra e le colline del Sacromonte la sua Settimana Santa, una delle più famose di Spagna.
Gli appuntamenti da non perdere qui sono quattro, che si snodano dal Mercoledì Santo alla Domenica di Pasqua e sono organizzati da 32 confraternite. Il primo è il Cristo de Los Gitanos, sulle colline di Sacromonte, dove nelle grotte dei gitani vengono accesi dei falò. Giovedì è la volta delle strette stradine dell’Albayzín, prima con la processione delle tre Vergini e poi quella del Cristo del Silencio, con gli incappucciati della confraternita che camminano illuminati dai ceri e sono accompagnati dal solo suono di tamburi. Al tramonto del Venerdì Santo si assiste all’iconico spettacolo della Las Chias della confraternita più antica, quella del Monastero di San Girolamo, con l’apparizione delle due statue del Cristo e della Madonna all’interno di un corteo colorato e appariscente. La Domenica di Pasqua, invece, è il momento dei facundillos, con i bambini che fanno tintinnare queste piccole lanterne di terracotta in segno di festa.

La Semana Santa di Malaga e la scuola malagueña

La Semana Santa di Malaga e la scuola malagueña

Siamo sempre in Andalusia, questa volta a Malaga, dove la storia della Semana Santa inizia nel 1487, quando arrivano i Re Cattolici e si costituiscono le prime confraternite. Anche in questo caso, quindi, si tratta di svariate processioni che simboleggiano la Via Crucis, dove vengono fatte sfilare statue che rappresentano Cristo e la Madonna.
La particolarità rispetto alle precedenti è che la città ha un suo preciso stile scultoreo, quello della scuola malagueña, di cui uno dei maggiori esponenti è Pedro de Mena, vissuto tra il 1628 e il 1688. Viene attribuita a lui, infatti, una delle statue più celebri che caratterizzano i festeggiamenti di Malaga, quella del Cristo della Buona Morte, portata dai soldati della Legione Spagnola. In più, durante il Mercoledì Santo, si assiste ancora a una tradizione iniziata con Carlo III, ovvero la liberazione di un prigioniero per indulto, in memoria di una grazia concessa ai carcerati nel 1795 e legata a una specie di miracolo avvenuto durante la Settimana Santa: a causa della peste i galeotti si ribellarono e uscirono dalle celle portando nelle zone più colpite l’immagine di Jésus El Rico. La malattia presto scomparve e così Carlo III decise che ogni anno si sarebbe liberato un carcerato.
Nota di gossip: l’attore Antonio Banderas, originario di Malaga, spesso non rinuncia a passare in città questa ricorrenza.

La Semana Santa di Cartagena e la Processione del Silenzio

La Semana Santa di Cartagena e la Processione del Silenzio

Il percorso on the road per la Spagna prosegue verso la Semana Santa di Cartagena, che da tranquilla cittadina della Murcia si veste a festa e si riempie di fiori e dei colori delle due confraternite principali, quella dei californios (viola) e quella dei marrajos (rossi). Le processioni si caratterizzano per un’atmosfera allegra e conviviale, anche se non mancano momenti particolarmente emozionanti come quelli della Processione del Silenzio, che ha luogo la notte del Giovedì Santo, dove si cammina al ritmo dei tamburi e illuminati dalle fiamme dei ceri visto che tutte le case spengono le luci. Le sfilate delle statue si svolgono di notte, l’unica alla luce del sole è quella della Domenica di Pasqua, con l’entrata della Vergine nella Chiesa di Santa Maria.

La Semana Santa di Cáceres e il Cristo Nero

La Semana Santa di Cáceres e il Cristo Nero

Ci spostiamo leggermente verso Nord, in Estremadura, dove merita una visita la città di Cáceres, il cui centro storico è una delle massime espressioni dello stile rinascimentale spagnolo. La città vecchia, conosciuta come la Ciudad Monumental, circondata dalle sue antiche mura è stata dichiarata dall’Unesco sito Patrimonio dell’Umanità nel 1986.
Qui la Semana Santa si fa più sobria, meno “festaiola” rispetto a quella andalusa, con processioni sotto il segno del raccoglimento, con canti popolari di devozione che invadono le vie. Il place to be è la celebrazione nella notte del Mercoledì Santo con la sfilata del Cristo Nero in croce, una scultura dalle fattezze gotico-medievali, che esce dalla Cattedrale di Santa Maria per passare in rassegna il centro in quello che si dice un “religioso silenzio”.

La Semana Santa di Léon e la Ronda di mezzanotte

La Semana Santa di Léon e la Ronda di mezzanotte

La Semana Santa di Léon è un’altra delle più caratteristiche del Paese e vede impegnate 16 confraternite che si dividono circa una trentina di processioni, tra notturne e diurne, per le vie della città. Tra le diverse celebrazioni, ne spiccano due: la prima è quella della Ronda, che si svolge alla mezzanotte del Giovedì Santo dove tre membri della confraternita del Dulce Nombre de Jesús Nazareno, vestiti con delle tuniche a lutto e “armati” di tromba e tamburi chiamano a raccolta la popolazione per partecipare alla processione della mattina seguente, quella del Venerdì Santo, che commemora la morte di Gesù Cristo, chiamata de Los Pasos, altrettanto significativa. Si tratta, infatti, di una commovente rappresentazione delle tappe della Via Crucis, che inizia alle 7.30 dalla Chiesa di Santa Nonia e finisce alle 16.00, dopo aver attraversato tutta Léon: a partecipare sono circa 4000 figuranti.

La Semana Santa di Zamora e l’Encuentro in una location suggestiva

La Semana Santa di Zamora e l'Encuentro in una location suggestiva

Sempre nella comunità di Castiglia e Léon, ma al confine occidentale con la Galizia c’è Zamora, una delle location più suggestive per assistere alla Semana Santa nel nord della nazione.
I primi riferimenti alle celebrazioni risalgono al XIII secolo d.C. che ancora adesso sono caratterizzate da un grandissimo rispetto per le tradizioni, con cortei austeri dove vengono portate in processione le immagini di Gesù Cristo e della Madonna. I momenti da vivere in contemplazione sono quelli del Cristo delle Ingiurie del Mercoledì Santo e quello del Cristo Giacente del Giovedì Santo dove sfila la statua di un Gesù deposto del XVII e si conclude con il canto gregoriano del Miserere. Un momento molto sentito è quello durante la processione del Venerdì Santo, quando si arriva al viale delle Tre Croci e tutte le portantine si inchinano alla grande statua della Madonna de la Soledad. La Settimana Santa si conclude a Pasqua con un rito di festa e gioia, ovvero quello dell’Encuentro, dove la scultura del Jesús Resucitado “riabbraccia” quella della madre, la Virgen del Encuentro, in Plaza Mayor, la piazza principale di Zamora.