Un itinerario magnifico e impegnativo, un percorso di cresta da fare se si ama il trekking: tutto quello che c’è da sapere sul Sentiero Bove, alla scoperta di un’immensa e magica area wilderness.
Nella splendida cornice del Parco Nazionale Val Grande, nella meravigliosa natura della provincia di Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte, c’è un tracciato di trekking da fare almeno una volta nella vita: il Sentiero Bove.
Si tratta di uno dei percorsi di trekking in Italia di difficoltà medio-alta ma dalla bellezza indescrivibile. Quali sono le tappe dell’itinerario? Scopriamo insieme tutti i dettagli.
Sentiero Bove: info, percorso e tappe
Il Sentiero Bove è un’escursione ad anello che si snoda lungo le creste della Val Grande, considerata da molti una delle esperienze più affascinanti delle Alpi italiane. Un itinerario di straordinaria bellezza paesaggistica, tanto spettacolare quanto impegnativo, riservato esclusivamente a escursionisti molto esperti e in eccellente preparazione fisica.
Il percorso si sviluppa per circa 38 chilometri complessivi, con un dislivello positivo che raggiunge i 3.500 metri. A rendere l’escursione ancora più complessa contribuiscono la scarsità di punti d’acqua lungo il tracciato e la quasi totale assenza di copertura telefonica, fattori che richiedono un’attenta gestione delle risorse e una piena autonomia. In totale, il percorso può essere completato in 3-4 giorni.
In questo contesto, pianificazione e preparazione sono condizioni imprescindibili per affrontare il Sentiero Bove in sicurezza. Inoltre, è fortemente consigliato, quando possibile, confrontarsi con chi ha già percorso l’itinerario, preferibilmente in tempi recenti, per raccogliere informazioni aggiornate sulle condizioni del tracciato.
Il Sentiero Bove si divide in tre tappe. Ecco quali sono.
1° tappa: Cicogna – Rifugio Pian Cavallone
La prima tappa parte da Cicogna, da dove si imbocca la mulattiera diretta a Pogallo. Al primo bivio, ben segnalato, si svolta a destra scendendo verso il torrente Rio Pogallo, che viene attraversato su un ponte in località La Buia.
Da qui il percorso cambia subito ritmo: un sentiero segnalato, a tratti molto ripido, risale verso Varola fino a raggiungere l’Alpe Curgei (1.350 m), dove è presente un bivacco sempre aperto. Proseguendo ancora per meno di un’ora si arriva infine al Rifugio CAI Pian Cavallone (1.530 m), punto d’appoggio ideale per la notte.
2° tappa: Rifugio Pian Cavallone – Alpe Scaredi
È la tappa più lunga e complessa dell’intero itinerario. Dal Pian Cavallone si sale verso la cima della Marona (2.051 m) attraversando la celebre “Scala Santa” e il Passo del Diavolo. Restando in cresta si prosegue quindi verso la Zeda (2.156 m), per poi scendere di alcune decine di metri lungo la cresta nord, da affrontare con adeguate tecniche alpinistiche. Superata una cengia, si incontra una caratteristica scalinata di lastre di pietra appoggiate alla roccia. A un successivo intaglio si lascia sulla destra la deviazione per l’Alpe Fornà e si continua lungo una cresta affilata. La traccia si sposta quindi sul versante cannobino e risale la dorsale della Piota (1.925 m).
Sul versante di Pogallo il percorso scende fino al Passo delle Crocette (1.781 m). Si perde ulteriormente quota alla testata della Val Pogallo, attraversando un tratto che corre sotto imponenti dirupi rocciosi. Giunti sotto il Monte Torrione, dove si incontra la deviazione per il bivacco Lidesh, il sentiero entra in un canale. Qui un primo tratto attrezzato consente di risalire placche di roccia, seguito da un traverso su ripido pendio erboso invaso da ontani verdi.
Più in alto, un lungo traverso è messo in sicurezza in più punti da catene, così come l’ultimo canale roccioso che conduce alla vetta (1.984 m). La discesa avviene rapidamente sul versante di Pogallo. Il percorso scende ulteriormente sul versante della Val Pogallo, aggira i contrafforti meridionali delle Torri di Terza e risale a una bocchetta. Da qui si risale a un intaglio ai piedi del crestone orientale della Cima Marsicce (2.135 m). La discesa avviene lungo il più agevole costolone occidentale, quindi attraverso la Bocchetta di Cortechiuso (2.066 m), da dove un sentiero panoramico sulla Val Loana conduce all’Alpe Scaredi (1.841 m).
3° tappa: Alpe Scaredi – Cicogna
Per la terza tappa del Sentiero Bove, dall’Alpe Scaredi si risale verso i contrafforti della Laurasca. Seguendo il versante occidentale della montagna si raggiunge la Bocchetta di Scaredi (2.095 m) e la dorsale che conduce al bivacco di Bocchetta di Campo (1.994 m).
Da qui si prosegue in cresta verso sud fino alle Strette del Casè, uno dei passaggi più delicati dell’intero itinerario. La discesa non è attrezzata e diventa estremamente pericolosa in caso di pioggia. Le strette sono tre, di cui quella centrale è la più angusta e impegnativa. L’intero tratto richiede grande esperienza, attenzione costante e capacità di orientamento: da Bocchetta di Campo fino a Pogallo, infatti, il percorso non è segnalato, se non da rari e ormai sbiaditi segni rossi.
Usciti dalle Strette, è fondamentale prestare particolare attenzione all’orientamento, soprattutto in presenza di nebbia. Si scendono i ripidi pratoni di Ghina fino a raggiungere l’Alpe Cavrua (1.410 m), per poi proseguire nella faggeta che conduce a Pogallo (777 m) e, infine, chiudere l’anello tornando a Cicogna.
Come raggiungere il Sentiero Bove in auto?
Raggiungere Cicogna in auto, il punto di partenza del Sentiero Bove, non è molto complicato. Indipendentemente dalla provenienza (Milano, Torino o confine svizzero), il punto di accesso principale è l’Autostrada A26 (Genova Voltri – Gravellona Toce). L’uscita consigliata è quella di Verbania: dopo essere usciti dall’Autostrada si consiglia di continuare lungo la Statale 34 del Lago Maggiore in direzione Verbania/Intra. In questo tratto, per evitare caos al casello, il suggerimento è quello superare le code usando il servizio di telepedaggio.
Una volta giunti in prossimità di Verbania, è necessario seguire le indicazioni per il Parco Nazionale Val Grande e per i comuni di San Bernardino Verbano o Cossogno. Successivamente, seguire i cartelli per la frazione di Santino e poi per Rovegro.
Superato l’abitato di Rovegro, si imbocca l’unica strada che conduce direttamente a Cicogna. La carreggiata è asfaltata ma si presenta particolarmente stretta e tortuosa per circa 8 chilometri. È scavata nella roccia e si affaccia su gole profonde; pur essendo un percorso di rara bellezza paesaggistica, richiede massima prudenza, velocità moderata e attenzione agli incroci con altri veicoli.
Al termine della salita si giunge all’ingresso del borgo di Cicogna (732 m s.l.m.). È presente un parcheggio pubblico all’ingresso del paese. Nei periodi di alta stagione o durante i fine settimana, gli spazi possono esaurirsi rapidamente, pertanto si consiglia l’arrivo nelle prime ore del mattino. Da qui, i segnavia indicano chiaramente le direzioni del Sentiero Bove.








