Il Sentiero delle Streghe è un piccolo viaggio incantato nel cuore dell’Alpe di Siusi, dove natura e leggenda si intrecciano tra boschi, sorgenti e sculture di legno. Un trekking magico adatto a tutti, perfetto per chi cerca panorami unici e un’esperienza autentica tra i paesaggi alpini delle Dolomiti.

L’Italia è un vero paradiso per gli amanti del trekking in montagna. Dai percorsi affacciati sul mare come il Sentiero Azzurro delle Cinque Terre, ai grandi cammini storici come la Via Francigena, fino agli itinerari alpini che regalano scenari mozzafiato.

Le Dolomiti, Patrimonio UNESCO, rappresentano uno dei luoghi simbolo del trekking spettacolare delle Dolomiti. Qui si snodano itinerari iconici come il Giro della Tofana di Rozes, il panoramico Sentiero Bonacossa e l’elegante Sentiero Friedrich August, tutti esempi di trekking panoramico tra torri di roccia e prati d’alta quota.

In questo scenario si inserisce il Sentiero delle Streghe, un itinerario più breve e tematico, ma capace di raccontare l’anima più misteriosa dell’Alpe di Siusi attraverso un’esperienza di turismo sostenibile pensata anche per le famiglie.

Sentiero delle Streghe: percorso, durata e caratteristiche

Il Sentiero delle Streghe (conosciuto anche come percorso delle Sorgenti delle Streghe) si sviluppa nei pressi del Alpe di Siusi, la più grande alpe d’Europa, a un’altitudine compresa tra i 1.740 e i 1.784 metri.

Dati tecnici principali:

  • Lunghezza: circa 1,5 km;
  • Tempo di percorrenza: 30 minuti – 1 ora (senza soste);
  • Dislivello: circa 44 metri;
  • Difficoltà: facile, adatto anche per viaggio con i bambini;
  • Punto di partenza: zona Rifugio Tirler.

Il percorso è ad anello e si snoda tra boschi ombrosi, radure e piccoli ponti in legno. Lungo il tragitto si incontrano installazioni artistiche, casette delle streghe, sculture intagliate e stazioni sensoriali che invitano a camminare a piedi nudi, ascoltare i suoni del bosco e toccare cortecce e muschi.

Il tratto più curioso è quello che conduce alla sorgente sulfurea. L’acqua, dal caratteristico odore intenso, richiama le antiche leggende locali secondo cui le streghe dello Sciliar utilizzavano queste acque per preparare pozioni curative.

Tra leggende e natura: un trekking in montagna per tutta la famiglia

L’Alpe di Siusi è da sempre legata a racconti popolari. Si narra che le streghe si radunassero sulle Panche delle Streghe, ai piedi dello Sciliar, per scatenare tempeste e balli notturni. Realtà storica e mito si mescolano, dando vita a un immaginario che rende questo trekking in natura ancora più suggestivo.

Il Sentiero delle Streghe è l’ideale per una vacanza con i bambini. Il tracciato è sicuro, breve e ricco di stimoli interattivi. Ma è perfetto anche per gli adulti che desiderano una pausa lenta durante le proprie vacanze in montagna, magari inserendo questo itinerario in un percorso più ampio sull’altopiano.

Chi cerca un trekking panoramico più impegnativo può abbinarlo ad altri sentieri della zona, trasformando la giornata in un’esperienza completa tra pascoli, malghe e panorami unici sulle cime dolomitiche.

Il periodo migliore va dalla tarda primavera all’autunno. Fino a maggio inoltrato è possibile trovare ancora neve, data l’altitudine. In estate, invece, il bosco regala ombra e frescura, rendendo l’escursione piacevole anche nelle giornate più calde.

Come raggiungere il Sentiero delle Streghe

Per raggiungere il Sentiero delle Streghe si arriva prima in zona Alpe di Siusi/Castelrotto. Dal Nord Italia, ad esempio da Milano, Venezia o Trento, si percorre l’autostrada del Brennero A22 in direzione Brennero, con uscita Chiusa/Val Gardena oppure Bolzano Nord, proseguendo poi verso Castelrotto e l’Alpe di Siusi.

Dal Sud Italia, come da Bologna, Firenze o Roma, si risale l’autostrada A1 fino a Modena per poi immettersi sull’A22 del Brennero in direzione nord, uscendo a Bolzano Nord o Chiusa/Val Gardena e seguendo le indicazioni per l’altopiano. In autostrada, inoltre, è possibile usufruire dei servizi di telepedaggio che consentono di velocizzare il passaggio ai caselli, particolarmente utili nei periodi di maggiore affluenza turistica.

Una volta arrivati a Compaccio (Compatsch), si prosegue con i mezzi locali o con le navette autorizzate, nel rispetto delle regole di accesso dell’area