Inizialmente presente solo sulle auto di lusso, da circa 20 anni il servosterzo è una parte integrante di tutte le vetture. Capace di renderle più maneggevoli, è ormai uno strumento indispensabile per via del progressivo aumento di peso e dimensioni dei veicoli di ultima generazione.

Dall’impiego dell’AI alla guida all’introduzione di servizi di mobilità fino alla tecnologia steel by wire, il mondo dell’automotive negli ultimi anni si sta impegnando per offrire modelli di auto sempre più sicuri, comodi e sostenibili.

In realtà, fin dai suoi primi sviluppi, il settore ha già dimostrato una particolare attenzione per la guida confortevole: ciò è dimostrato dall’ideazione del servosterzo.

Nato negli USA nei primi decenni del ‘900, può essere considerato uno dei più importanti elementi pensati per ridurre la fatica dell’automobilista  che muove il volante per sterzare.

Cos’è il servosterzo?

Studiato negli esami per ottenere la patente, con il tempo tante persone dimenticano le funzioni e i vantaggi garantiti da questo elemento della vettura.

Tale dispositivo ha la funzione di rendere meno faticosa la guida a livello dello sterzo, permettendo al conducente di applicare minore forza durante particolari manovre, come ad esempio il parcheggio. Senza il servosterzo, infatti, con l’auto ferma per fare manovra, gli pneumatici che generano un maggiore attrito renderebbero molto difficoltosa l’operazione.

Commercializzato su larga scala a partire dal 1952 da Chrysler, questo sistema implementato nelle vetture si è diffuso prima nella sua tipologia idraulica, poi in quella elettrica.

Quali sono le funzioni del servosterzo?

Ogni tipologia di servosterzo svolge 3 funzioni principali:

  • Limita lo sforzo del conducente durante le operazioni di sterzata a bassa velocità;
  • Consente di ridurre il numero di giri del volante;
  • Può essere utilizzato in funzione della velocità del veicolo.

Quali sono le tipologie di servosterzo?

Il servosterzo idraulico in passato veniva utilizzato per i veicoli pesanti e solo a partire dagli anni ’80 è stato integrato anche alle utilitarie. Recentemente, a esso si è aggiunto il più moderno servosterzo elettrico.

Scopriamo insieme le loro caratteristiche:

  • Sistema idraulico: è caratterizzato da una pompa azionata dal motore attraverso una cinghia che mantiene in pressione all’interno di un circuito un olio specifico, che può essere ATF o LHM, a seconda delle scelte del costruttore. Esso si compone anche di una valvola regolatrice, di un distributore e di un cilindro con 2 camere posizionato nella scatola dello sterzo. Durante le manovre l’olio produce una pressione capace di rendere meno faticoso il movimento del volante;
  • Sistema elettrico: composto da un motorino elettrico che assorbe energia durante la sterzata posizionato sul piantone o sulla cremagliera, è gestito da una centralina che permette un controllo dell’auto migliore e sicuro.

La precisione del servosterzo elettrico e il vantaggio di non avere una pompa che assorbe la potenza del motore ha reso questo strumento il più scelto per i veicoli moderni da parte delle case costruttrici.

Problemi e manutenzione del servosterzo

Può capitare, per svariate cause, che questo strumento presenti un malfunzionamento. Ciò non impedisce la guida ma la rende più faticosa e più pericolosa. Lo sterzo, infatti, sarà più duro specialmente durante le manovre a bassa velocità.

Chi possiede un’automobile con servosterzo idraulico può pensare a un guasto se lo sterzo è duro o il movimento del volante genera un sibilo o un rumore.

Chi invece guida un veicolo con servosterzo elettrico può accorgersi di un possibile malfunzionamento osservando l’accensione apposita spia, unita o uno sterzo improvvisamente duro.

In ogni caso, è fondamentale rivolgersi alla propria officina di fiducia per risolvere il problema e anche per fare un’adeguata manutenzione auto.