La Settimana santa di Taranto, in Puglia, torna anche quest’anno in occasione della Pasqua. Tra processioni e riti secolari, la città salentina si prepara ad accogliere questo importante evento liturgico che coinvolge le due confraternite del luogo.

La Settimana santa, cioè la settimana che precede la domenica di Pasqua, è un periodo di significativa importanza nel calendario cattolico, sia in Italia sia all’estero. Fuori dal nostro Paese, a esempio, una delle celebrazioni più rinomate è la Semana santa, che si celebra in Spagna.

Ovviamente, anche in Italia, da Nord a Sud, le processioni attraversano le strade dei piccoli e grandi centri urbani per commemorare la morte e la Passione di Gesù.

In questo articolo vogliamo addentrarci in una delle più caratteristiche: la Settimana santa di Taranto, che avrà inizio giovedì santo, quindi il 28 marzo prossimo.

La settimana santa di Taranto: le origini

I primi riti della Settimana santa di Taranto risalgono al 1703, quando la città pugliese era sotto il dominio spagnolo. A introdurli fu il patrizio don Diego Calò, il quale commissionò a Napoli le statue del Gesù Morto e dell’Addolorata.

Agli inizi, gli eventi avevano luogo solo la mattina del Venerdì santo tra le strade della città vecchia, e a parteciparvi erano tutte le confraternite di Taranto.

Oggi, invece, le processioni più importanti sono distribuite in due giorni e a sfilare non sono solo le statue di don Diego Calò, ma anche altri simulacri che si sono aggiunti nel tempo.

Inoltre, il compito di organizzare i riti è affidato a solo due confraternite: la confraternita di Maria SS.ma Addolorata e San Domenico e l’Arciconfraternita del Carmine. A quest’ultima, Francesco Antonio Calò, figlio di Don Diego, donò le statue commissionate dal padre al fine di preservare e perpetuare la tradizione.

Gli eventi della Settimana santa tarantina

Le due confraternite cominciano a preparare la Settimana santa di Taranto già a partire dal Mercoledì delle ceneri, organizzando la Via crucis che si tiene ogni domenica. Il Giovedì santo si apre con la Messa in Coena Domini, durante la quale si consuma uno dei primi riti della Settimana santa: il lavaggio dei piedi a dodici confratelli. Mentre dalla chiesa del Carmine parte l’evento più suggestivo e particolare della Settimana santa tarantina: l’uscita delle Poste.

Scopriamo tutti i principali eventi della Settimana santa tarantina.

L’uscita delle Poste in pellegrinaggio

Nel pomeriggio del Giovedì santo- il 28 marzo– alle ore 15:00, si apriranno le porte dell’Oratorio dell’Arciconfraternita del Carmine (via Ciro Giovanazzi). Ed è proprio da queste porte che tradizionalmente esce la Prima posta. Cioè una coppia di confratelli penitenti che, scalzi e incappucciati, cominciano a passo lento il proprio pellegrinaggio attraverso le vie cittadine. Lungo il percorso, fanno sosta ai sepolcri, cioè degli altari della reposizione che vengono allestiti in ogni chiesa della città.

Questo è l’evento che apre i tre giorni di riti della Settimana santa di Taranto ed è forse il più caratteristico, per via di questi confratelli che nel tempo sono diventati un simbolo per la città. Vengono chiamati Perdoni (in dialetto tarantino, perdune) e rappresentano i pellegrini che viaggiavano verso Roma per chiedere perdono a Dio.

La processione dell’Addolorata

Si tratta di un lungo corteo penitenziale che vede la partecipazione dei confratelli della SS.ma Addolorata e San Domenico. Questo solenne evento ha inizio nella notte tra il Giovedì e il Venerdì santo- 29 marzo dal ballatoio della chiesa di San Domenico e si snoda attraverso le vie della città, portando con sé la statua della Beata Vergine Addolorata. La processione, carica di devozione e spiritualità, rappresenta un momento di profonda riflessione e preghiera per i fedeli che vi partecipano.

La processione dei Misteri

Alle 17:00 del Venerdì santo dalla chiesa del Carmine emerge la figura del troccolante, il penitente incaricato di portare la traccola (uno strumento musicale a percussione). Questo ruolo, fondamentale per la Settimana santa di Taranto, è svolto da un confratello che partecipa anche alla processione dell’Addolorata, dove ha l’importante incarico di guidarla.

Nella processione dei Misteri, però, per la prima volta si presenta al pubblico dei fedeli a volto scoperto.

Questo è il rito conclusivo della Settimana santa di Taranto, nonché il più lungo: si ritornerà al punto di partenza, infatti, solamente la mattina dopo- sabato 30 marzo– alle 7:00.

Come arrivare a Taranto e come muoversi in città

Per raggiungere Taranto esistono diverse opzioni di trasporto:

  • In aereo: prenotando il volo in app è possibile raggiungere facilmente gli scali più vicini, che sono l’aeroporto di Brindisi e quello di Bari. Distano rispettivamente 70 e 92 km da Taranto. Da qui, la soluzione più semplice per raggiungere la città è noleggiare un’auto;
  • In treno: viaggiare in treno è l’alternativa più comoda e sostenibile, che consente di arrivare direttamente nel cuore della città. La stazione di Taranto, infatti, si trova in via Duca d’Aosta;
  • In auto: chi viene da Nord deve seguire l’autostrada A1 fino a Bologna e, da qui, proseguire lungo l’A14 in direzione Taranto; chi viene da Sud, invece, può utilizzare l’A16 e, all’altezza di Canosa, prendere l’A14 Bologna-Taranto. In alternativa è possibile optare per la SS106 Reggio Calabria o, ancora, l’A3 Salerno-Reggio Calabria fino a Sibari, per poi proseguire lungo la SS106.

Una volta a Taranto, muoverti in città è piuttosto semplice grazie ai servizi di mobilità sostenibile. Potrai usufruire dei servizi di micromobilità elettrica che offre la città, tra cui il monopattino in sharing.