Pur essendo girata quasi interamente in Canada, la serie Shogun ha rappresentato il Giappone feudale del 1600 in un modo impeccabile. Ecco le ambientazioni e gli sfondi più iconici.

Shogun, la serie tratta dall’omonimo bestseller del 1975 di James Clavell, non solo racconta l’epopea di un’Era, ma esplora con dettaglio e passione una civiltà affascinante, raffinata eppure segnata da una rigorosa aderenza a tradizioni rigide. Creata da Justin Marks e Rachel Kondo, segue le vicende di John Blackthorne, un navigatore inglese che nel XVII secolo approda in Giappone e si ritrova inaspettatamente immerso nelle dinamiche politiche, culturali e romantiche del paese.

Ambientata nel Giappone feudale del 1600, la serie offre una ricostruzione accurata di quest’epoca, fungendo da esemplare dramma storico. Nonostante alcune scene siano state girate in Giappone e nel Regno Unito, la maggior parte delle riprese si è svolta in Canada. Principalmente nei dintorni di Vancouver, in località come Port Moody e Ucluelet, che hanno offerto gli sfondi ideali per rappresentare il paesaggio asiatico dell’epoca, tra foreste e porti antichi. Ecco quali sono state le ambientazioni più magiche e iconiche riprodotte dalla troupe.

Shogun, i luoghi della serie

Per assicurare un’autentica rappresentazione dell’epoca, sono stati coinvolti consulenti giapponesi che hanno collaborato strettamente con il team di produzione canadese. Ciò ha permesso di creare un’efficace sinergia tra competenze orientali e occidentali. I set e le location sono stati accuratamente progettati per immergere completamente spettatori e attori nel Giappone di quel periodo.

Ad occuparsi di scenografie e ambientazioni è stata la production designer Helen Jarvis che – in un’intervista concessa a Variety – ha sottolineato che «siamo fortunati perché abbiamo una costa frastagliata simile. Erano necessari alcuni backlot di diverso tipo per contenere tutti i set, e immaginate che i set che dovevano essere smontati, rimontati e trasformati in interni diversi». Alla fine, Jarvis ha costruito il mondo di Shogun trasformando due blacklot esterni e altrettanti teatri di posa. Ne ha ottenuto un villaggio di pescatori, un porto, palazzi reali e case di samurai.

Jarvis si è dedicata anche alla costruzione di Osaka. A quel tempo, era una grande città caratterizzata da una costa molto frastagliata, appunto. Vista con gli occhi di oggi (è una delle mete imperdibili per il viaggiatore moderno), la città appare prevalentemente costruita in cemento, ricca di insenature. Un terreno libero a Port Moody, sobborgo di Vancouver situato sul lungomare, si è dimostrato il luogo ideale per un nuovo progetto.

La sfida più complessa è però stata quella di progettare la sala cerimoniale del Castello di Osaka, uno degli ambienti più grandi del set a Vancouver, estendendosi su circa 54 x 33 metri e distribuiti su tre piani. Jarvis, attraverso le sue ricerche, ha osservato che le sale cerimoniali moderne tendono ad avere soffitti piatti e relativamente bassi. Alla fine nel set è stato tolto il soffitto, ottenendo così degli ottimi effetti di luce.

Come visitare il Giappone di oggi

Facendo un salto in avanti di qualche secolo, per arrivare nel Sol Levante odierno è sufficiente prenotare un volo. Da qualche settimana è nuovamente attivo il volo diretto Milano-Tokyo, che in 12 ore consente di raggiungere la capitale giapponese senza scali intermedi. Una volta giunti in terra nipponica, grazie allo Shinkansen, l’efficiente rete ferroviaria ad alta velocità del Giappone, è possibile visitare il Paese nelle sue mete principali.

Per viaggiare comodamente tra le varie città, può risultare conveniente il JR Pass, un abbonamento che offre corse illimitate sui treni giapponesi. Tuttavia, è importante notare che le tariffe medie di questo abbonamento sono aumentate. La primavera è ideale per pianificare una vacanza in Giappone: c’è la fioritura dei ciliegi, che a Sapporo esplode in tutta la sua bellezza nel periodo che va dal 30 aprile al 5 maggio.