Stai pensando ad una vacanza o ad un weekend in Trinacria? In questo articolo scoprirai le cinque mete in Sicilia più belle, selezionate tra le centinaia di destinazioni incantevoli nell’isola delle meraviglie.

L’estate è alle porte ed è tempo di pensare a come godersi il sole ed il tempo libero: la Sicilia è perfetta per un viaggio on the road, magari in moto o prenotando un volo, cercando di prevenire i rincari o approfittando delle previsioni per la settimana più economica per volare.

Cinque mete in Sicilia da non perdere

Su Moveo scriviamo molto spesso di Sicilia, delle sue infinte bellezze e delle sue destinazioni imperdibili: dai capoluoghi, come Palermo, Catania, Trapani, alla barocca Val di Noto, da Naro, il borgo fondato dai giganti, a Erice l’antica, dal Parco dell’Etna al Parco delle Madonie, dove si trova l’altalena più alta d’Europa. E ancora: Marsala, Favignana, Taormina, le isole Eolie, Cefalù e le località della costa occidentale: tutte mete che solo a nominarle viene voglia di partire! Eppure non abbiamo ancora finito e abbiamo scelto altre 5 destinazioni da vedere almeno una volta nella vita!

Isola delle Femmine, un’oasi di tranquillità a due passi da Palermo

Isola delle Femmine, un’oasi di tranquillità a due passi da Palermo

Isola delle Femmine, comune palermitano che si estende su una baia cristallina, offre un’alternativa tranquilla alla vicina e vivace Mondello. Perfetta per chi cerca relax e natura, qui ci sono spiagge attrezzate e calette incontaminate, ideali per snorkeling e immersioni. Gli amanti degli sport acquatici possono fare surf, windsurf e kitesurf. La sera le spiagge si animano con aperitivi, musica e feste sotto le stelle. Per chi cerca locali notturni, le discoteche sono disseminate lungo il litorale, molte delle quali parte della comunità LGBTQ+.
Gli amanti del gusto, assaporano in riva al mare squisite cene a base di pesce fresco appena pescato. Isola delle Femmine è, infatti, un antico borgo di pescatori, con un caratteristico porticciolo dove acquistare il pesce freschissimo. Da non perdere la Chiesa Madre, il Santuario della Madonna delle Grazie e le botteghe artigiane di ceramiche.
Di fronte al borgo sorge un isolotto disabitato di forma ovale, che si chiama proprio Isola delle Femmine, raggiungibile in barca. Dal 1998 è una riserva protetta della Lipu, dove ammirare flora e fauna locale, tra cui poiane, falchi pellegrini, cormorani e aironi cenerini. L’isola è caratterizzata da una torre cinquecentesca di avvistamento, detta “torre di fuori”, che faceva parte della rete di torri costiere di avviso insieme a quella sulla terraferma, detta “torre di dentro”.
Ci sono molte leggende sull’origine del nome “Isola delle Femmine”. Si narra erroneamente che ospitasse un carcere femminile, o che fosse il rifugio di tredici donne turche abbandonate su una nave alla deriva e poi approdate sull’isola. La verità è più prosaica: il nome è un’italianizzazione di Insula Fimi, ossia isola di Eufemio, il governatore bizantino della Sicilia.

Il tour dei parchi archeologici di Segesta, Selinunte e Lilibeo, in provincia di Trapani

Il tour dei parchi archeologici di Segesta, Selinunte e Lilibeo, in provincia di Trapani

La Sicilia, terra ricchissima di storia e delle sue testimonianze, custodisce 14 parchi archeologici che raccontano diverse epoche e diversi popoli. Questo tour si concentra su tre gioielli trapanesi: Segesta, Selinunte e Lilibeo.
A Segesta, immersa in una natura selvaggia, sorge un tempio dorico-siceliota mai completato ed un teatro romano. L’area rivela anche un villaggio con una moschea, retaggio arabo e un insediamento normanno-svevo con un castello. Imperdibile è anche il sito archeologico di Mokarta, un villaggio preistorico in cui si riconoscono delle capanne circolari e una necropoli.
Il Parco Archeologico di Selinunte (nella foto), uno dei più grandi del Mediterraneo e della Magna Grecia, è caratterizzato dall’acropoli, dall’agorà e da sette templi. Le pietre per realizzare gli edifici venivano estratte dalle Cave di Cusa, immense e perfettamente conservate. Il Museo del Satiro a Mazara del Vallo espone, tra i molti reperti, il Satiro Danzante, preziosa statua bronzea del IV sec. a.C. Il Castello Grifeo a Partanna, una fortezza medievale, ospita il Museo Regionale di Preistoria del Belice.
Infine, il Parco Archeologico di Lilibeo conserva resti dell’antica città di Lilybaeum, fondata dai Cartaginesi. Qui sono visitabili le fortificazioni che resero la città inespugnabile e il Museo Archeologico Regionale Lilibeo di Marsala. La Grotta del Pozzo a Favignana, famosa per la sua iscrizione punica probabilmente funeraria, offre un’ulteriore testimonianza della presenza punica nell’isola.

Una passeggiata nel centro di Ragusa

Una passeggiata nel centro di Ragusa

Passeggiare tra le vie del centro di Ragusa è un viaggio alla scoperta della bellezza, tra palme, sontuose architetture barocche e palazzi storici dall’atmosfera decadente. L’itinerario può partire da Piazza Duomo, fiancheggiata da palme e dominata dal magnifico Duomo di San Giorgio, passando da Via del Mercato, che dà sulla valle sottostante e a un panorama da cartolina. Costruito dopo il terremoto del 1693 sui resti di una chiesa più antica, il Duomo è uno dei capolavori del barocco siciliano, con una cupola neoclassica e l’immenso patrimonio artistico custodito al suo interno. A est della piazza c’è un altro splendido esempio di barocco siciliano, la Chiesa di San Giuseppe, in piazza Pola, l’antica Piazza Maggiore.
Il Giardino Ibleo, il giardino pubblico più antico della città, offre una pausa rilassante e un po’ di frescura nelle giornate più calde. Costruito nell’Ottocento, è una meravigliosa postazione panoramica da uno sperone di roccia che domina la vallata.
Una delle caratteristiche più iconiche di Ragusa sono i tre ponti che attraversano la vallata di San Domenico e che collegano la parte sud della città con il centro storico:

  • Ponte Vecchio: detto anche Ponte dei Cappuccini o Ponte Scopetta, è un ponte in pietra con archi costruito nella prima metà dell’Ottocento;
  • Ponte Nuovo: chiamato anche Ponte Pennavaria o Ponte del Littorio, è un ponte ad archi in cemento armato ricoperto di pietra costruito in epoca fascista;
  • Ponte Nuovissimo: dedicato a Papa Giovanni XXIII, è un ponte ad arco unico inaugurato nel 1964.

Marzamemi, il borgo dei due mari

Marzamemi e la Tonnara

Situato nel punto in cui il Mar Ionio e il Mar Mediterraneo si incontrano, Marzamemi è un borgo di pescatori pieno di fascino e di cucina deliziosa. La sua storia è legata indissolubilmente al mare, come testimonia la Tonnara, simbolo del paese e testimonianza storica dell’importanza della pesca del tonno. La Tonnara è anche la sua attrazione principale, oggi elegante location per eventi e ricevimenti. Di fronte al porto sorge l’Isolotto Brancati, o Isola Piccola, che ospita un elegante villino su uno spuntone di roccia, spesso visitato dal drammaturgo Vitaliano Brancati, cugino del proprietario.
A pochi chilometri da Marzamemi c’è la Riserva di Vendicari, un’oasi naturalistica dove fare splendide passeggiate tra spiagge selvagge. La Spiaggia Spinazza, poco distante dal borgo, è un angolo di paradiso dalle acque cristalline. Ancora più suggestiva è la Spiaggia dell’Isola delle Correnti, dove si incontrano il Mar Ionio e il Mediterraneo.
Marzamemi, inoltre, è una meta perfetta per chi ama la buona cucina, in particolare per la bottarga e la ventresca di tonno rosso, il Nero d’Avola e il pomodoro ciliegino di Pachino.

Mozia, l’isola-museo con la città dei Fenici

Mozia, l’isola-museo con la città dei Fenici

Di fronte alle Saline di Marsala, dove sorgono le tracce del più antico insediamento fenicio del Mediterraneo, si trova l’isola museo di Mozia, un gioiello da scoprire e che potrebbe diventare uno dei ricordi più belli del tuo viaggio in Sicilia.
Si trova nell’area protetta che comprende le quattro isole di San Pantaleo, Isola Grande, Schola e Santa Maria, e le saline costiere di San Teodoro, Genna e Ettore Infersa. Per raggiungere le Isole dello Stagnone, si salpa dall’Imbarcadero storico di Mozia, a circa 30 km da Trapani.
L’isola di San Pantaleo, su cui sorge l’antica città di Mothia, si raggiunge in barca con un breve giro nella laguna. Il tragitto dura pochi minuti e permette di iniziare la visita seguendo il percorso delle mura che circondano l’isola.
Nell’antichità, grazie alla presenza di Mozia, questo luogo era un importantissimo centro commerciale per gli scambi tra Oriente e Occidente. I primi a comprenderne l’importanza strategica furono proprio i Fenici.
Mozia aveva probabilmente quattro porte. Alle due estremità dell’isola si trovano la Porta Nord e la Porta Sud. Quando c’è bassa marea si scorge nettamente l’antica strada costruita sul fondale paludoso che collegava l’isoletta con il promontorio di Birgi sulla terraferma.
Entrando nella città dalla Porta Nord si trovano i resti di un interessante santuario monumentale, detto di Cappiddazzu. Poco lontano è stata rinvenuta la statua del Giovane di Mozia, esposta nel museo locale. Procedendo verso ovest si giunge alla Necropoli arcaica con le tombe cinerarie e poi al Tophet, un vasto recinto sacro dove i fenici celebravano le divinità.
Andando ancora in direzione ovest e poi verso est si giunge alla parte meridionale dell’isola, dove si trovano la Porta Sud e il Kothon, uno straordinario porto artificiale di forma rettangolare, il cui fondo è ricavato dalla roccia naturale levigata e i bordi da blocchi lisci e squadrati. Costruito secondo le tecniche tipiche del mondo fenicio-punico, risale al VI sec. a.C. Da qui, proseguendo verso est, si giunge alla Casa dei Mosaici, splendida dimora con un raffinato mosaico di ciottoli marini nel peristilio.
A pochi passi c’è il piccolo museo dell’isola, il Museo Whitaker, che ospita la statua del Giovane di Mozia. Il museo espone i materiali rinvenuti nell’isola, dagli scavi più antichi fino a quelli più recenti. Particolarmente interessanti sono un gruppo scultoreo che raffigura due leoni in lotta con un toro, le stele provenienti dal Tophet, i corredi tombali, le ceramiche e i vasetti di vetro per profumi. Una curiosità: potrebbe capitare di vedere i bagnanti che passeggiano letteralmente in mezzo al mare, tra la costa siciliana e l’isola di Mozia, con mezzo busto fuori dall’acqua. Questo è possibile grazie alle secche “mobili” presenti nelle acque della laguna.