L’anima greca e quella barocca, il blu intenso del mare e la gastronomia siciliana: tutto questo e molto altro sa essere Siracusa. Cosa vedere in un itinerario perfetto per visitare questa città meravigliosa? Nella nostra guida ti accompagniamo tra le attrazioni da non perdere, tra storia e bellezza, con un’attenzione particolare alle sue spiagge indimenticabili.
Se stai organizzando un viaggio in Sicilia, lascia che ti parliamo di Siracusa, perla della costa orientale ricca di storia e cultura, ma anche di spiagge incantevoli. Lontana dal caos di altre mete più blasonate, e con un carattere profondamente diverso da quello della parte occidentale dell’isola, Siracusa offre un’esperienza autentica, che sa unire il fascino decadente delle sue architetture alla vivacità della sua gente.
Fondata dai Corinzi nel 734 a.C., Siracusa divenne in breve tempo una delle città più potenti della Magna Grecia, rivaleggiando in grandezza e splendore con Atene stessa. Questo passato glorioso è ancora oggi palpabile nel Parco Archeologico della Neapolis o tra le stradine dell’isola di Ortigia, il cuore storico della città.
Siracusa è una destinazione viva, che sa come accogliere chi la visita, con i profumi e i sapori del suo mercato, la maestosità delle piazze barocche e l’energia dei locali. È senza dubbio una delle migliori mete estive in Sicilia, capace di soddisfare sia l’insaziabile curiosità di chi cerca una città d’arte sia il desiderio di relax di chi in vacanza vuole sole e mare. La costa siracusana infatti è un susseguirsi di spiagge da non perdere, calette nascoste e riserve naturali che ti lasceranno senza fiato. Questo itinerario è pensato per guidarti alla scoperta di entrambe le anime di Siracusa: quella monumentale e quella balneare, in un equilibrio perfetto tra scoperta e meraviglia.
Viaggio a Siracusa: cosa vedere in una delle città più belle della Sicilia
Siracusa è una città che si svela lentamente, strato dopo strato. La sua storia complessa, segnata dal passaggio di Greci, Romani, Bizantini, Arabi e Normanni, ha creato un mix culturale e architettonico unico. Il centro storico, l’isola di Ortigia, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco insieme alla Necropoli Rupestre di Pantalica, a testimonianza del suo inestimabile valore. Camminare per Siracusa significa assistere allo svolgersi del tempo, dove un tempio greco di 2500 anni fa costituisce le fondamenta di una cattedrale barocca e dove i miti risuonano ancora tra le fronde degli alberi di papiro. L’itinerario che ti proponiamo è pensato per farti cogliere l’essenza più profonda di questa città, un percorso che unisce i grandi siti archeologici agli angoli più intimi e nascosti, per un’esperienza completa e indimenticabile.
Il Teatro Greco
All’interno del Parco Archeologico della Neapolis, il Teatro Greco è forse il simbolo più potente della grandezza di Siracusa. Scavato direttamente nella roccia del colle Temenite, con i suoi 138 metri di diametro è uno dei più grandi teatri del mondo antico. La sua costruzione risale al V secolo a.C. e qui vennero rappresentate per la prima volta le opere di Eschilo, che soggiornò in città, e degli altri due grandi drammaturghi dell’antichità, Sofocle ed Euripide.
Sedersi sulle gradinate corrose dal tempo, con lo sguardo che spazia sulla città moderna e sul mare in lontananza, è un’esperienza che emoziona profondamente. La cavea, la grande gradinata per il pubblico, era divisa in nove settori, ognuno dedicato a una divinità e alla famiglia regnante. Oggi, durante i mesi estivi, il teatro torna alla sua funzione originaria, ospitando il prestigioso ciclo di rappresentazioni classiche a cura dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA). Assistere a una tragedia greca al tramonto, nello stesso luogo per cui è stata pensata millenni fa, è un’esperienza culturale e spirituale che da sola vale il viaggio.
L’Orecchio di Dionisio

A pochi passi dal Teatro Greco, sempre all’interno del Parco della Neapolis, si trova un’altra meraviglia: l’Orecchio di Dionisio. Si tratta di una grotta artificiale, alta circa 23 metri e profonda 65, scavata nel calcare con una particolarissima forma a “S” che le conferisce una proprietà acustica straordinaria. Il nome, secondo la tradizione, le fu dato da Caravaggio nel 1608, durante la sua visita a Siracusa: l’artista rimase colpito dalla somiglianza dell’ingresso della grotta con un padiglione auricolare e la associò alla leggenda del tiranno Dionisio I.
Si narra che il tiranno utilizzasse la grotta come prigione e che, grazie alla sua eccezionale acustica, potesse ascoltare, da un’apertura superiore, i discorsi e i segreti dei prigionieri, amplificati fino a 16 volte. Anche se questa è probabilmente solo una leggenda, l’effetto acustico è reale e sorprendente. Basta un piccolo suono, una parola sussurrata o un battito di mani, per sentirlo risuonare e amplificarsi in tutta la cavità. La visita all’Orecchio di Dionisio è un’esperienza ludica e affascinante, un momento di stupore che coinvolge grandi e piccoli. È il perfetto esempio di come a Siracusa la storia si intrecci continuamente con il mito e le opere dell’uomo si fondano con la spettacolarità della natura.
Il mercato di Ortigia
Per immergersi nell’autenticità di Siracusa, non c’è posto migliore del mercato di Ortigia. Situato vicino al Tempio di Apollo, all’ingresso dell’isola, questo mercato è un’esplosione di colori, suoni e profumi che cattura immediatamente tutti i sensi. Ogni mattina, dal lunedì al sabato, le bancarelle si riempiono di ogni ben di Dio: piramidi di frutta e verdura freschissima, pesce appena pescato che brilla sotto il sole, formaggi locali come il pecorino e la ricotta infornata, olive, capperi, pomodori secchi e una varietà incredibile di spezie.
Il vero spettacolo è quello dei venditori, che con le loro vanniate (le chiassose cantilene in dialetto per attirare i clienti) creano una colonna sonora unica e coinvolgente. Passeggiare tra i banchi è un’occasione per scoprire i sapori della tradizione siciliana e per interagire con la gente del posto. Qui puoi assaggiare di tutto, dal pesce crudo condito al momento con limone e olio a panini gourmet farciti con i migliori prodotti locali. È il luogo ideale per acquistare qualche prelibatezza da portare a casa o per organizzare un pranzo veloce e gustoso.
Piazza Duomo

Considerata una delle piazze barocche più belle d’Italia, Piazza Duomo è il salotto elegante di Ortigia, un luogo di una bellezza abbagliante che lascia chiunque la veda per la prima volta senza parole. La forma ellittica, quasi a voler abbracciare il visitatore, e il bianco accecante degli edifici che la circondano creano un’atmosfera quasi irreale.
Il protagonista assoluto della piazza è il Duomo, la Cattedrale della Natività di Maria Santissima, un edificio che è una straordinaria sintesi della storia di Siracusa. La facciata barocca, opera di Andrea Palma, nasconde al suo interno le colonne doriche del Tempio di Atena del V secolo a.C., ancora perfettamente visibili lungo la navata laterale. È un esempio incredibile di sincretismo architettonico e culturale: un tempio pagano trasformato in basilica cristiana, poi in moschea e infine di nuovo in chiesa, arricchita nel tempo da elementi normanni e barocchi. Accanto al Duomo, la piazza è circondata da altri splendidi palazzi nobiliari, come Palazzo Beneventano del Bosco e Palazzo del Senato (o Palazzo Vermexio, sede del Municipio), e dalla Chiesa di Santa Lucia alla Badia, che custodisce un capolavoro assoluto: il Seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio. Prendersi del tempo per sedersi a uno dei caffè all’aperto della piazza, ammirando la magnificenza delle architetture mentre il sole la illumina, è un momento che racchiude tutta l’eleganza e la storia di Siracusa.
Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi
Per chi vuole approfondire la conoscenza della storia di Siracusa e della Sicilia orientale, una visita al Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi è imprescindibile. Situato nei pressi del Parco della Neapolis, è uno dei musei archeologici più importanti e grandi d’Europa. Intitolato al grande archeologo che dedicò la sua vita agli scavi in Sicilia, il museo ospita una collezione sterminata di reperti che coprono un arco temporale che va dalla preistoria all’epoca greco-romana. L’allestimento è moderno e ben organizzato, suddiviso in settori tematici che guidano il visitatore in un affascinante viaggio. Il Settore A è dedicato alla preistoria e alla protostoria del territorio, mentre il Settore B è dedicato alle colonie greche della Sicilia orientale.
Qui si possono ammirare ceramiche, sculture e oggetti di uso quotidiano provenienti da Siracusa, Megara Hyblaea, Gela e Agrigento. Tra i pezzi più celebri ci sono la Venere Landolina, una splendida statua acefala di epoca romana, e una ricca collezione di vasi attici a figure nere e rosse. Di grande impatto sono anche i reperti provenienti dalle sub-colonie siracusane e le collezioni dedicate all’architettura templare. La visita al Museo Orsi richiede tempo, almeno un paio d’ore, ma è un’esperienza estremamente arricchente, che permette di contestualizzare e comprendere a fondo i siti archeologici visitati in città e di apprezzare la straordinaria ricchezza culturale di questa parte della Sicilia.
Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00 (chiusura alle ore 14.00 nei giorni festivi). Il ticket di ingresso al museo ha un costo di 10 euro, mentre il biglietto cumulativo Parco Neapolis e museo ha un costo di 18 euro.
Santuario della Madonna delle Lacrime
A poca distanza dal Parco Archeologico e dal Museo Orsi, sorge un edificio che sovrasta lo skyline della Siracusa moderna per la sua imponente e discussa architettura: è il Santuario della Madonna delle Lacrime. La sua costruzione è legata a un evento miracoloso che avrebbe avuto luogo nel 1953, quando un’effigie in gesso della Madonna, posta al capezzale di una coppia di coniugi, iniziò a versare lacrime. L’evento, scientificamente analizzato e confermato, attirò migliaia di pellegrini e portò alla decisione di erigere un grande santuario per custodire la reliquia. Il progetto, degli architetti francesi Michel Andrault e Pierre Parat, fu completato nel 1994 e consacrato da Papa Giovanni Paolo II quale basilica minore.
La struttura, interamente in cemento armato, è colossale: il corpo principale, la Basilica, ha un diametro di 71 metri e può ospitare 11.000 persone in piedi, mentre la Cripta sottostante ne può contenere altre 3.000. L’elemento più caratteristico è il cono superiore, alto 74 metri e sormontato da una statua della Madonna in bronzo dorato, che con i 20 “raggi” simboleggerebbe le lacrime che scendono. Al di là del giudizio estetico (è stato spesso definito un “ecomostro”), il Santuario è un luogo di intensa spiritualità e devozione, visitato ogni anno da milioni di fedeli. La sua visita offre uno spaccato interessante sulla fede popolare e rappresenta un forte contrasto con le architetture barocche della città.
Castello Maniace e Castello Eurialo
Siracusa vanta due imponenti fortezze che testimoniano la sua importanza strategica in epoche diverse. Il Castello Maniace è una magnifica fortezza federiciana che si staglia sulla punta estrema dell’isola di Ortigia, in una posizione scenografica che domina l’ingresso al porto. Costruito tra il 1232 e il 1240 per volere dell’imperatore Federico II di Svevia, è uno dei più importanti esempi di architettura militare del periodo svevo. Il suo nome deriva da Giorgio Maniace, il generale bizantino che riconquistò brevemente Siracusa dagli Arabi nel 1038. Il castello ha una pianta quadrata con quattro torri cilindriche agli angoli e un tempo era circondato da un fossato collegato al mare. L’interno è dominato dalla maestosa Sala Ipostila, il cui soffitto a crociera era sorretto da 25 colonne. Oggi, dopo un lungo periodo di utilizzo militare, il castello è stato restaurato e aperto al pubblico e offre una passeggiata suggestiva tra le mura e una vista spettacolare sul mare.
Diverso per epoca e funzione è il Castello Eurialo, situato sull’altopiano dell’Epipoli, uno dei cinque quartieri della Siracusa greca, a circa 7 km dalla città. Questa è la più grande e completa fortezza militare di epoca greca mai giunta fino a noi. Costruito dal tiranno Dionisio I alla fine del V secolo a.C., era il fulcro del sistema difensivo che proteggeva Siracusa dagli attacchi via terra. La sua complessa struttura, con fossati, gallerie sotterranee, torri e postazioni per le catapulte, mostra l’incredibile ingegno militare dei Greci.
Tempio di Apollo

Appena messo piede sull’isola di Ortigia, superato il Ponte Umbertino, la prima grande testimonianza del passato che si incontra è il Tempio di Apollo. I resti imponenti, situati in Largo XXV Luglio, proprio di fronte al mercato, sono il benvenuto emozionante del cuore storico della città. Risalente al VI secolo a.C., è il più antico tempio dorico in pietra della Sicilia e uno dei primi dell’intero Occidente greco. La sua importanza è testimoniata da una lunga iscrizione incisa su uno dei gradini, che menziona il committente (Kleomenes) e celebra la costruzione dedicata ad Apollo. Osservando la sua struttura, si possono ancora distinguere le massicce colonne monolitiche e parte del basamento.
La storia di questo tempio riflette le vicissitudini di Siracusa: nel corso dei secoli è stato trasformato in chiesa bizantina, poi in moschea araba, poi ancora in basilica normanna e infine inglobato in una caserma spagnola. Solo alla fine dell’Ottocento, con la demolizione della caserma, i resti del tempio furono riscoperti e riportati alla luce. Questa continua trasformazione lo ha in parte salvato dalla distruzione, ma lo ha anche privato di molti dei suoi elementi. Oggi vederlo circondato dal traffico e dalla vita moderna di Ortigia crea un contrasto affascinante e potente, un costante promemoria delle radici profonde su cui poggia l’intera città.
La Fonte Aretusa
Uno dei luoghi più romantici e suggestivi di Ortigia è la Fonte Aretusa. Questo specchio d’acqua dolce, a pochi metri dal mare, è legato a uno dei miti greci più conosciuti. La leggenda narra della ninfa Aretusa, ancella di Artemide, che per sfuggire all’amore insistente del dio fluviale Alfeo chiese aiuto alla dea. Artemide la trasformò in una fonte e la fece sprofondare sottoterra, facendola riemergere proprio sull’isola di Ortigia. Alfeo, però, non si arrese: trasformato a sua volta in fiume, attraversò tutto il Mar Ionio per mescolare le sue acque a quelle dell’amata ninfa. Al di là del mito, la Fonte Aretusa è un luogo di grande interesse naturalistico. È uno dei due soli posti in Europa, insieme al fiume Fiumefreddo vicino a Catania, dove cresce spontaneamente il papiro egiziano (Cyperus papyrus). La vasca, circondata da una ringhiera e abitata da anatre e pesci d’acqua dolce, è un’oasi di pace e di verde. La passeggiata che la circonda, il Lungomare Alfeo, è il luogo perfetto per una sosta rilassante, soprattutto al tramonto, quando la luce dorata del sole crea riflessi magici sull’acqua e il profilo del porto si tinge di colori caldi. Il sito è accessibile dal lunedì al venerdì (escluso il martedì) alle 10.00 alle 13.00, il sabato e la domenica dalle 18.00 alle 21.00. Il ticket di ingresso ha un costo di 5 euro.
Piazza Archimede e la Fontana di Diana

Proseguendo la passeggiata nel cuore di Ortigia, si arriva in Piazza Archimede, un elegante snodo da cui si diramano le principali vie dello shopping e della vita isolana. La piazza, dedicata al più illustre cittadino di Siracusa, è un compendio degli stili architettonici che hanno caratterizzato la città dal Medioevo in poi. Sui suoi lati si affacciano infatti palazzi di epoche diverse, dal gotico catalano di Palazzo Lanza-Bucceri al barocco di Palazzo Gargallo. Nel centro della piazza si trova la magnifica Fontana di Diana, realizzata da Giulio Moschetti nel 1907. La fontana celebra il mito di Aretusa. Al centro, la dea Artemide (o Diana per i Romani), con arco e cane, protegge la ninfa Aretusa, rappresentata nuda mentre cerca di fuggire dal dio Alfeo, che appare con le braccia tese nel tentativo di afferrarla. Il gruppo scultoreo poggia su una grande vasca rocciosa da cui emergono cavalli marini e tritoni che cavalcano le onde, a simboleggiare il mare che circonda l’isola.
Le incredibili spiagge di Siracusa e dintorni
La bellezza del siracusano non si esaurisce tra le meraviglie archeologiche e barocche della città. La sua costa, che si estende per chilometri a sud di Siracusa, fino alla Val di Noto, è un paradiso per gli amanti del mare, un susseguirsi di spiagge caraibiche, scogliere e riserve naturali di una bellezza incredibile. Il Mediterraneo qui assume tutte le sfumature del turchese e dello smeraldo e spiagge segrete di sabbia finissima e dorata si alternano a calette rocciose e a fondali ricchi di vita, ideali per fare snorkeling. È un litorale capace di accontentare tutti i gusti: dalle spiagge attrezzate perfette per le famiglie, alle oasi di pace per chi cerca tranquillità, fino agli angoli più selvaggi per gli spiriti avventurosi.
Molte di queste spiagge sono adatte anche ai bambini, grazie ai fondali bassi e sabbiosi e alla presenza di lidi che offrono tutti i comfort necessari. Tra queste, la spiaggia del Gelsomineto (o della Marchesa) e la spiaggia di Fontane Bianche sono sicuramente le più indicate per una giornata in famiglia.
La spiaggia di Fontane Bianche
A circa 15 chilometri a sud di Siracusa, Fontane Bianche è una delle località balneari più famose e frequentate della zona. Il suo nome deriva dalle numerose sorgenti di acqua dolce che sgorgano dai fondali e che contribuiscono a rendere l’acqua particolarmente limpida e fresca. La spiaggia è un lungo litorale di sabbia bianca e finissima, che ricorda i paesaggi tropicali, bagnato da un mare turchese con fondali che digradano dolcemente. Queste caratteristiche la rendono particolarmente amata dalle famiglie con bambini, che qui possono giocare e nuotare in totale sicurezza. Fontane Bianche offre molti servizi: ci sono infatti numerosi lidi attrezzati dove noleggiare ombrelloni e lettini, bar, ristoranti e la possibilità di praticare sport acquatici. Non mancano però anche ampi tratti di spiaggia libera per chi preferisce una soluzione più “wild”. Essendo molto popolare, durante i mesi estivi tende a essere piuttosto affollata, soprattutto nei weekend, ma la sua bellezza e la comodità dei servizi la rendono una tappa quasi obbligata per chi soggiorna a Siracusa.
La spiaggia del Gelsomineto (o della Marchesa)

Conosciuta anche con il nome di spiaggia della Marchesa di Cassibile, la spiaggia del Gelsomineto è un altro angolo di paradiso situato a sud di Siracusa. Per accedervi si attraversa una pineta privata (l’accesso è a pagamento per le auto, ma libero per chi arriva a piedi o in bici), che offre un piacevole riparo dalla calura estiva e molte aree attrezzate per i pic nic. La spiaggia è una mezzaluna di sabbia dorata e soffice, bagnata da un mare incredibilmente trasparente e dai colori cangianti, che vanno dal turchese al blu profondo. Il fondale è basso per molti metri, cosa che la rende un’altra meta ideale per le famiglie. Il paesaggio è reso ancora più suggestivo dalla foce del fiume Cassibile, che scorre a un’estremità della spiaggia, e dalle scogliere bianche che la delimitano. Nonostante la presenza di un piccolo lido, la spiaggia conserva un’atmosfera naturale e rilassata. La combinazione tra la pineta, il fiume e il mare crea un ecosistema unico e un panorama di grande fascino.
La spiaggia dell’Arenella
Situata a pochi chilometri da Siracusa, l’Arenella è una delle spiagge preferite dai siracusani stessi, un’ampia baia di sabbia dorata bagnata da un mare limpido e azzurro. La sua vicinanza alla città la rende facilmente accessibile e molto frequentata, ma le sue dimensioni generose permettono di trovare sempre un angolo di tranquillità. La spiaggia offre sia aree libere che stabilimenti balneari attrezzati. Il fondale digrada dolcemente, garantendo bagni sicuri anche per i più piccoli. La baia è protetta da due punte rocciose, che la riparano parzialmente dai venti e la rendono un luogo piacevole per nuotare e rilassarsi. L’Arenella è la scelta ideale per chi desidera una giornata di mare comoda e senza stress, senza doversi allontanare troppo dalla città.
La spiaggia di Calamosche

Nascosta all’interno della Riserva Naturale di Vendicari, la spiaggia di Calamosche è un luogo di rara bellezza, spesso definita la spiaggia più bella d’Italia. Per raggiungerla è necessario lasciare l’auto in un parcheggio a pagamento e percorrere un sentiero di circa un chilometro immerso nella macchia mediterranea. La camminata, sotto il sole estivo, può essere faticosa, ma la ricompensa all’arrivo è impagabile: una caletta di sabbia dorata lunga circa 200 metri, tra due promontori rocciosi che la proteggono dalle correnti e che rendono il mare quasi sempre calmo e cristallino come l’acqua di una piscina. Il paesaggio è completamente selvaggio, senza lidi o bar, solo natura allo stato puro. I fondali bassi e sabbiosi al centro la rendono adatta anche a chi non è un nuotatore esperto, mentre ai lati le scogliere e le grotte offrono uno scenario perfetto per lo snorkeling, con una ricca vita marina da esplorare. Calamosche è il luogo giusto per chi cerca una connessione profonda con la natura e vuole fuggire dal caos delle spiagge più affollate. Un consiglio: porta con te acqua, cibo e un ombrellone, perché qui non troverai nulla se non la bellezza abbagliante del paesaggio.
La spiaggia della Tonnara (o di Vindicari)
Restando all’interno della Riserva Naturale, la spiaggia della Tonnara offre un’esperienza unica tra mare, natura e archeologia. Si tratta di una lunga e ampia spiaggia di sabbia dorata, bagnata da un mare pulito e ricco di posidonia, un indicatore importantissimo della qualità delle acque. Il paesaggio è selvatico e dominato dalla presenza dell’anticaTonnara, un bell’esempio di archeologia industriale che risale al Settecento, e dalla Torre Sveva, una fortezza medievale costruita per difendere la costa. Alle spalle della spiaggia si estendono i pantani salmastri della riserva, un’area umida dove, a seconda della stagione, è possibile ammirare fenicotteri rosa, aironi e cicogne.
Raggiungere la spiaggia richiede una breve passeggiata dal parcheggio della Riserva, ma il contesto è talmente suggestivo da ripagare ampiamente la fatica. La spiaggia di Vendicari è adatta per chi vuole unire una giornata di mare a un’escursione tra i resti di antiche saline greche e capanni per il birdwatching.
La spiaggia di Marianelli

Sempre all’interno della Riserva di Vendicari, ma situata nella sua parte più settentrionale, la spiaggia di Marianelli è forse la più selvaggia e appartata di tutta la costa. È una spiaggia ufficialmente autorizzata alla pratica del naturismo, un’oasi di pace e libertà immersa in un contesto naturale di una bellezza primordiale.
Per raggiungerla si può partire dalla spiaggia di Eloro (a nord) o da Calamosche (a sud) e camminare lungo la costa. Il percorso stesso è un’esperienza meravigliosa, tra dune di sabbia, vegetazione spontanea e scogliere modellate dal vento. La spiaggia è un’ampia distesa di sabbia dorata, protetta da dune e da una scogliera di arenaria. Il mare è limpido e trasparente e l’assenza totale di strutture e servizi garantisce una tranquillità assoluta. Marianelli è il rifugio perfetto per chi cerca un’esperienza di mare totale e autentica, lontano da tutto e da tutti, un angolo di paradiso per spiriti liberi.
La spiaggia di San Lorenzo
Spostandoci ancora più a sud, quasi al confine con la provincia di Ragusa, si arriva a San Lorenzo, una delle località balneari più chic e trendy della Sicilia sud-orientale. La spiaggia qui è semplicemente spettacolare: una lunga distesa di sabbia finissima e quasi impalpabile, di un colore chiaro che fa risaltare ancora di più le incredibili sfumature turchesi del mare. I fondali sono bassissimi per decine di metri, vere e proprie piscine naturali dove l’acqua è sempre calda e trasparente.
San Lorenzo è famosa per i lidi esclusivi, con i ristoranti di pesce, i lounge bar dove sorseggiare un aperitivo al tramonto e l’atmosfera alla moda. Questo la rende una meta molto amata dai giovani e da chi cerca una vacanza all’insegna del divertimento e del glamour. Non mancano comunque tratti di spiaggia libera dove godersi questo paradiso in modo più semplice e tranquillo.
La Penisola della Maddalena e il Plemmirio

Per gli amanti delle scogliere, dello snorkeling e dei paesaggi impervi, la Penisola della Maddalena è un luogo imperdibile. Quest’area, che chiude a sud il Porto Grande di Siracusa, fa parte dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, un paradiso di biodiversità marina istituito per proteggere la ricchezza dei suoi fondali.
Qui non troverai lunghe spiagge di sabbia, ma un susseguirsi di calette rocciose, grotte marine e falesie a picco su un mare di un blu intenso e profondo. I fondali sono un spettacolo per chi pratica immersioni o snorkeling, con praterie di posidonia, formazioni coralline e una grande varietà di pesci, tra cui cernie, saraghi e murene. L’accesso al mare avviene attraverso diversi varchi pubblici (numerati da 1 a 21) che si snodano lungo la costa. Tra questi i punti più suggestivi sono Punta della Mola, la spiaggia di Punta del Pero e la scogliera dei Pilastri, dove il mare ha eroso la roccia creando forme spettacolari. L’atmosfera è tranquilla, lontana dalla folla delle spiagge sabbiose.








