Un sistema che rivoluziona la ricarica delle auto elettriche, riducendo i tempi  della carica completa delle batterie da molti considerati troppo lunghi: ecco l’innovazione che potrebbe contribuire a far aumentare ancor di più le vendite delle elettriche.  

Da tempo si parla di sistemi per migliorare la ricarica delle auto elettriche. Ci sono davvero tanti progetti in via di sviluppo: dal sistema che sfrutta i cordoli dei marciapiedi in Germania all’installazione di pannelli solari di ultima generazione. Nel mezzo ci sono i “tradizionalisti”, coloro che preferiscono usare le colonnine di ricarica, che siano Utrafast o domestiche.

Proprio le wallbox in questi giorni sono oggetto di un nuovo bonus governativo, che incentiva ancora una volta l’installazione di queste colonnine: possono farne richiesta privati e condomini.

In altri Paesi, però, si sperimentano già soluzioni alternative. Scopriamo uno speciale sistema di ricarica auto elettriche a scomparsa: ecco tutte le novità.

Sistema di ricarica auto elettriche a scomparsa: di cosa si tratta?

Il sistema di ricarica delle auto elettriche a scomparsa è integrato direttamente nei pali della corrente. A quanto pare, gli utenti che viaggiano con questi mezzi si avvicinano alle infrastrutture e sfruttando un’applicazione dal proprio smartphone, “sbloccano” il cavo e la centralina per la ricarica. A quel punto parte subito la possibilità di ricaricare la batteria dell’auto. Una volta terminata la ricarica, il cavo si riavvolge e ritorna nel vano metallico.

Potrebbe sembrare fantascienza, eppure è ciò che accade nella città di Seattle, negli Stati Uniti d’America. Il progetto di Seattle è partito nel 2021 e ha acquisito subito grossi consensi. I cittadini sono entusiasti di avere in città un sistema che non occupa spazio, molto facile da utilizzare e totalmente ordinato. Inoltre questo sistema a scomparsa protegge l’infrastruttura da eventuali furti o danneggiamenti da parte di malintenzionati.

Ma chi decide come e dove installare questo sistema? Negli Stati Uniti sono state le istituzioni locali a proporre questa misura. Queste ultime hanno dato il via libera per l’installazione dei vani metallici con centraline di ricarica su determinati pali della luce. I caricabatterie retrattili all’interno godono di una potenza di 9,6 kW e possono essere molteplici, a seconda delle esigenze degli automobilisti nella zona. In seguito all’installazione, si procede con l’assegnazione di posti riservati alle auto elettriche. Chi deve ricaricare l’auto sa già dove parcheggiare, sfruttando i cavi retrattili.

Insomma, un’innovazione che potrebbe migliorare notevolmente la situazione in Italia e in Europa, dove secondo l’ACEA, servirebbero ben 8 milioni di colonnine di ricarica per coprire il fabbisogno delle auto elettriche in circolazione.

I risultati di questa tecnologia

I risultati raggiunti sono ottimi. L’innovazione è stata implementata sia a Seattle che in alcune aree del Massachusetts, con le infrastrutture gestite dalla società elettrica National Grid. Il sistema fornisce un’autonomia di circa 50 km per ogni ora di ricarica. Durante le giornate feriali, nelle ora lavorative, il parcheggio nell’area dedicata è limitato a sole 3 ore per auto.

Tuttavia, durante le ore notturne, non vigono questi limiti e si può parcheggiare l’auto per una ricarica completa. Una soluzione interessante per chi non può ricaricare l’auto a casa mediante colonnina o wall-box. Infine, è notevole l’aspetto economico della ricarica: l’installazione delle centraline costa tra gli 11 mila e i 25 mila dollari, un valore inferiore del 30% o addirittura del 40% rispetto all’installazione dei comuni sistemi di ricarica.