Con l’installazione di 400 telecamere e la definizione di 210 varchi elettronici, Genova intende migliorare la mobilità sostenibile e la qualità dell’ambiente urbano. 

A Genova l’Amministrazione comunale ha avviato un’innovativa iniziativa finalizzata al miglioramento della mobilità sostenibile e della qualità dell’ambiente urbano in città. Con l’installazione di 400 telecamere e la definizione di 210 varchi elettronici, si mira a una gestione avanzata e integrata della circolazione stradale e dell’uso dello spazio pubblico. Il capoluogo della Liguria accelera così la propria trasformazione in una vera e propria smart city del futuro.

Scopriamo tutti i dettagli.

Genova Smart City: l’AI al servizio delle telecamere e dei varchi

Dopo i successi di Firenze e Parma, premiate dall’Ue per l’impegno sulla neutralità climatica, Genova riscrive la propria evoluzione urbana in chiave smart city. Ma cosa prevede il nuovo progetto? Scopriamolo insieme.

Una sala di controllo avanzata, situata presso la centrale operativa della polizia locale, sfrutterà l’intelligenza artificiale per monitorare in tempo reale le dinamiche urbane. Verrà offerta così una visione immediata delle condizioni di traffico, inquinamento e altre variabili rilevanti. Il sistema, sperimentato in questi mesi già a Milano, permetterà di adottare misure rapide ed efficaci. Tra queste, la limitazione del traffico in aree particolarmente inquinate e la deviazione delle rotte in caso di congestione veicolare.

La control room sarà altresì interconnessa con diversi servizi cittadini, tra cui l’azienda municipale dei trasporti (Amt), i taxi, il servizio di igiene urbana, nonché i sistemi di fornitura idrica e di gas. Ciò consentirà un intervento coordinato in caso di guasti, veicoli in avaria e altre eventualità, ottimizzando i tempi dei semafori e la gestione del traffico.

Come si apprende dal quotidiano la Repubblica, questo progetto- denominato Intelligent Urban Mobility (IUM)- è stato approvato dalla giunta comunale su iniziativa dell’assessore alla mobilità integrata Matteo Campora. Si prefigge di diminuire l’inquinamento atmosferico e la congestione del traffico, promuovendo al contempo l’utilizzo di mezzi di trasporto pubblici, veicoli elettrici e servizi di mobilità condivisa. In sintesi, si tratta di un’ambiziosa operazione di rinnovamento urbano che integra tecnologia e sostenibilità per migliorare la qualità della vita in città.

Genova mira a diventare una smart city

L’obiettivo sul lungo termine è quello di trasformare la città di Genova in una vera e propria smart city europea. Lo conferma lo stesso Campora ai microfoni de la Repubblica: «IUM è un progetto ad ampio respiro pensato non solo per una migliore lettura e gestione dei flussi di traffico, ma per rendere più efficiente tutta la mobilità genovese, a beneficio di cittadini e imprese, grazie all’impiego delle nuove tecnologie e in particolare dell’Internet of Things. Uno step fondamentale per trasformare Genova in un’autentica smart city, aiutando le persone a muoversi in maniera più intelligente e sostenibile grazie alla raccolta di dati relativi a tutto il sistema trasporti, che serviranno ad esaminare la situazione e a sviluppare nuove azioni per incentivare un utilizzo più funzionale dei nostri spazi urbani

Grazie alle nuove telecamere verranno controllati meglio i flussi in ingresso e uscita, quali mezzi entrano e di che classe di emissioni sono. In questo modo sarà possibile intervenire con interdizioni e limitazioni a certe fasce. Ma non è tutto: verrà realizzato uno smart parking e si punterà molto sui semafori intelligenti. I semafori vigileranno sull’intera rete, come conferma Arcangelo Melella, project manager del progetto: «Raccogliendo info sul traffico, saranno in grado di dare il verde ai bus e nello stesso tempo regolare i tempi degli altri semafori per evitare code in quella zona o altre parti della città. Un flusso di dati continuo che darà la soluzione migliore e più semplice per una viabilità intelligente

La control room sarà anche in grado di monitorare le piste ciclabili, per capire quanti utenti ne usufruiscono.