I 17 miliardi di euro provenienti dal PNRR daranno una grossa spinta per il futuro delle smart city. Con una ricaduta positiva anche per il mercato del lavoro.

Le smart city stanno rapidamente diventando una realtà anche in Italia. Da tempo si parla di investimenti per rendere le nostre città sempre più “intelligenti”, e il PNRR potrebbe svolgere un ruolo cardine per i loro sviluppo. Infatti, dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza stanno arrivando 17 miliardi di euro; un gettito che dovrebbe rivoluzionare le città italiane, prevedendo 5,3 miliardi per la rigenerazione urbana e abitativa, 2 miliardi per i servizi digitali ai cittadini, 8,6 miliardi per la transizione ecologica, e 1 miliardo per la sicurezza delle strade.

Smart City in Italia: siamo pronti alla trasformazione delle città?

Uno studio dettagliato condotto dall’Università Unicusano ha dipinto un quadro interessante sul futuro delle smart city nel paese, dove l’intelligenza artificiale (IA), l’Internet delle Cose (IoT) e altre tecnologie digitali avanzeranno a grandi passi.

Le città intelligenti rappresentano l’epitome dell’innovazione urbana e della digitalizzazione; due concetti che fino a poco tempo fa sembravano non avere molto in comune, ma che oggi sono diventati simboli del progresso delle città moderne. Le smart city in Italia si caratterizzano per la loro capacità di integrare e migliorare vari aspetti della vita urbana, dalla mobilità alla sostenibilità ambientale, dall’approvvigionamento idrico al turismo, dalla sanità allo smaltimento dei rifiuti, fino alla semplificazione dei processi burocratici e al miglioramento del benessere generale dei cittadini.

Il mercato intorno alle smart city del Bel Paese, attualmente valutato intorno ai 900 milioni di euro, è pronto a subire un’importante trasformazione. Questo mercato si prevede in forte espansione, con un impatto significativo che va oltre il mero aspetto economico: sarà un catalizzatore per la creazione di nuove professioni altamente specializzate, indispensabili per la gestione delle reti infrastrutturali avanzate, dei sensori e delle piattaforme di dati. Addirittura, le stime parlano di ben 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2029.

Le città italiane più smart

Ciò che una volta era ritenuto utopico è ora una realtà tangibile. Tuttavia, l’Italia mostra ancora una certa ritrosia nel riconoscere pienamente questi segnali di progresso. Nonostante gli sforzi congiunti dell’Unione Europea e del governo italiano per promuovere e chiarire il concetto di città smart, risulta che solo metà degli italiani ne sia veramente consapevole.

Secondo lo studio citato, sono principalmente i giovani e le persone appartenenti a ceto medio-alto a mostrare maggiore consapevolezza. È interessante notare che solo il 13% dei cittadini italiani descrive la propria città come “smart”, utilizzando servizi quali quelli anagrafici, tributari e di mobilità. C’è comunque un forte senso di fiducia nel futuro: il 68% delle persone crede che nei prossimi 10 anni il proprio comune sperimenti un significativo boom tecnologico.

Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, non è Milano a primeggiare nella lista delle città intelligenti italiane, bensì Bergamo, seguita da altre importanti città come Firenze, Modena, Bologna, Genova, Torino, Trento, Venezia, Cagliari, Cremona, Padova e Roma. Le città del Sud Italia, invece, sembrano rimanere indietro in questo ambito, con alcune eccezioni come Bari, Napoli e Palermo.