L’inquinamento acustico influisce enormemente sulla qualità delle vite delle persone, specie nei grandi centri urbani. La vera sfida delle smart city, le città del futuro, consiste nel limitare gli impatti dell’inquinamento acustico puntando su tecnologie avanzate, sistemi intelligenti e “zone silenziose”. 

In Italia e nell’Unione Europea sta crescendo il bisogno di adottare nuove strategie per combattere l’inquinamento acustico nelle città. Mentre le città italiane stanno sperimentando soluzioni innovative per ridurre il rumore, l’UE punta anche su progetti congiunti per affrontare l’inquinamento acustico. Questi sforzi mirano a migliorare la qualità della vita, preservando l’ambiente.

I sistemi intelligenti contro l’inquinamento acustico in città

I rumori urbani sono un nemico silenzioso che minaccia la qualità della vita degli abitanti delle città moderne. Le smart city, città intelligenti e sostenibili, stanno sperimentando e adottando nuove tecnologie per combattere l’inquinamento acustico. Tra sensori intelligenti, misuratori di suono, smart mobility e “zone silenziose” scopriamo quali sono gli strumenti più efficaci per combattere questa forma di inquinamento.

Misuratori di suono

I misuratori di decibel consentono di monitorare i suoni nei contesti più diversi. Noti anche come fonometri decibel, tecnicamente misurano i livelli di pressione sonora. Possono quindi “catturare” tutti quei rumori in grado di impattare negativamente sulla vita delle persone. Sebbene esistano anche delle app per misurare i livelli di inquinamento acustico, non tutti gli strumenti forniscono dati attendibili. È necessario utilizzare fonometri affidabili ed effettuare una calibrazione dei dispositivi adottati. L’Arpa Piemonte, l’Agenzia per la protezione ambientale, sta sperimentando una di queste applicazioni per smartphone e tablet- la OpeNoise, scaricabile gratuitamente- per misurare il livello di inquinamento acustico nella città di Torino.

I sensori intelligenti

I sensori intelligenti sono dispositivi avanzati che, utilizzando tecnologie come la LoRa (Long Range) per la trasmissione dati a basso consumo energetico, permettono un monitoraggio in tempo reale dei livelli di rumore nelle città. La capacità di rilevare e classificare autonomamente eventi acustici specifici- grazie all’uso di algoritmi di analisi dei dati e apprendimento automatico- rende questi sensori strumenti preziosi per identificare le fonti di rumore come il traffico, i cantieri o le attività sociali, e intervenire in modo mirato. La sperimentazione condotta nel distretto di Calgary, in Canada, ha dimostrato l’efficacia dei sensori LoRa-based nell’identificare livelli di rumore eccessivi durante gli eventi pubblici, fornendo un feedback proattivo agli organizzatori per garantire la conformità alle normative sul rumore.

Ecosentinel, invece, è una soluzione IoT attualmente in fase di sperimentazione che consente di monitorare i parametri ambientali nelle città, come la qualità dell’aria e l’inquinamento acustico. La piattaforma, fruibile da qualsiasi dispositivo, si basa su sensori per la raccolta dati e una dashboard cloud. I cittadini, grazie a un QR Code installato nelle vicinanze del sensore, possono accedere ai dati e monitorare in diretta il livello di inquinamento acustico in una certa area della propria città.

Infine, la combinazione tra semafori e telecamere intelligenti può aiutare a limitare l’impatto del traffico cittadino, tra le principali cause dell’inquinamento acustico nei centri urbani. Utilizzare le informazioni raccolte da questi sistemi innovativi, infatti, consente adottare soluzioni per ottimizzare il flusso dei veicoli in città e minimizzare l’impatto del rumore.

Le “zone silenziose”

Sfruttando l’urbanistica tattica, diverse città europee stanno riconvertendo alcune aree o parchi urbani in “zone silenziose”. Si tratta di zone, appunto, dove il rumore ambientale è tenuto sotto specifici limiti di decibel per proteggere la quiete pubblica e la salute dei cittadini. Un parco pubblico, spesso dotato di abbondante vegetazione, percorsi pedonali e aree sedute distanziate dal traffico e dai rumori della città, può diventare una “zona silenziosa”.

In Italia, le zone silenziose sono state recentemente regolamentate nel decreto direttoriale n. 16/2022 del Ministero della Transizione ecologica, che ha stabilito dei criteri per la loro individuazione e gestione. Queste zone possono essere situate sia negli agglomerati urbani sia in aperta campagna. Le autorità regionali e comunali sono responsabili dell’individuazione e della gestione di queste aree, seguendo specifici criteri di valutazione socio-economici e ambientali.

Regioni come il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna hanno già provveduto alle prime “zonizzazioni”. Interi comuni hanno scelto di istituire le zone silenziose o comunque di limitare fortemente l’inquinamento acustico su tutta l’area comunale.

Strategie contro l’inquinamento acustico in Italia

La lotta contro l’inquinamento acustico in Italia si inserisce nel contesto più ampio della trasformazione delle città in direzione delle “smart city“, un approccio che richiede un impegno coordinato su più fronti. Recentemente Firenze e Napoli hanno registrato i livelli più alti di superamento dei limiti di rumore, con un numero significativo di denunce da parte dei cittadini. Le soluzioni in via di adozione vanno dall’implementazione dei mezzi di micromobilità elettrica– meno impattanti dal punto di vista del rumore- all’istituzione di nuove ZTL. In particolare Firenze, attraverso il programma “Life”, ha introdotto l’asfalto a bassa emissione sonora. Che dovrebbe limitare l’inquinamento acustico nelle zone più trafficate del capoluogo della Toscana.

A Torino- oltre l’app per il monitoraggio del suono cui abbiamo già accennato- sono stati introdotti “materassini vibranti” lungo la via Po per attenuare il rumore del tram e dei trasporti pubblici. Mentre a Roma si discute della “Congestion Charge”, e cioè dell’implementazione della Fascia verde della ZTL per migliorare condizioni ambientali e acustiche in vista del prossimo Giubileo, Bologna è tra le prime realtà italiane ad adottare il “modello Città 30“. Si stima che gli incidenti siano già calati del 2,1% dall’istituzione della Zona 30 in città. Per contrastare l’inquinamento acustico, inoltre, la città sta sperimentando i giardini verticali, che dovrebbero limitare il rumore causato dal traffico aereo.

Un cenno a parte merita il capoluogo della Lombardia, che attraverso il progetto “Reinventing cities” sta ridisegnando il proprio futuro in un’ottica sostenibile. Dagli Emoving Days, che nei giorni scorsi hanno parlato al cuore pulsante della mobilità sostenibile in un quartiere come quello della CityLife– già premiato come modello di sostenibilità- alle strette sul traffico, dalla riqualificazione di Piazzale Loreto ai progetti futuristi che ne trasformeranno il volto, Milano punta a diventare una città intelligente. Una smart city in grado di trainare il resto delle realtà italiane verso un futuro più attento alle esigenze dei singoli cittadini.

“Il Bello dell’Italia” e il focus su suono e cultura

Anche altri progetti puntano a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’inquinamento acustico. L’iniziativa “Il Bello dell’Italia” lanciata nei mesi scorsi dal Corriere della Sera ha esplorato la cultura e la bellezza dell’Italia attraverso il suono. Nell’ambito di questa campagna, la “carovana del Bello“, ha organizzato micro-festival nazionali. Eventi specifici, in sostanza, cha hanno promosso la conservazione sonora contrastando in maniera decisa l’inquinamento acustico.

Parigi, New York, Cuenca: un viaggio nelle città “intelligenti”

Ecco alcune delle principali smart city in Europa e nel mondo:

  • Parigi ha introdotto una tecnologia innovativa chiamata “meduse“: si tratta di dispositivi di monitoraggio del rumore che somigliano all’animale marino. Questi apparecchi sono equipaggiati con radar sonori, telecamere multidirezionali e otto microfoni e sensori per identificare le fonti di rumore e fotografare le targhe dei veicoli responsabili, concentrandosi particolarmente su moto e scooter con sistemi di scarico modificati per aumentarne il rumore e la potenza. Non a caso, la città ha recentemente approvato un referendum per limitare l’ingresso dei Suv– e delle auto più inquinanti, nel centro cittadino;
  • New York, dal canto suo, ha collaborato con la New York University per distribuire sensori acustici in vari quartieri, consentendo un monitoraggio in tempo reale dei livelli di rumore e facilitando l’identificazione delle fonti di inquinamento acustico. Questi sensori, combinati con l’analisi dei dati, permettono di prendere decisioni informate per ridurre l’inquinamento acustico, migliorando così la qualità della vita urbana. Nei fatti, ispirandosi all’Italia nel modello di economia circolare, New York sta diventando sempre più a misura d’uomo;
  • Cuenca, in Ecuador, costituisce un altro esempio concreto di come una “smart city” possa utilizzare la tecnologia per combattere l’inquinamento acustico. Qui sono stati installati sensori IoT intelligenti in sette luoghi diversi per misurare il livello di rumore, la pressione atmosferica, la temperatura e l’umidità. I dati raccolti dai sensori vengono inviati ogni 10 minuti ai server per l’archiviazione e sono accessibili pubblicamente in tempo reale attraverso il sito web della città. Questo sistema consente ai responsabili delle decisioni di monitorare accuratamente le emissioni di rumore e gestire meglio il comportamento della città​.

L’approccio Ue e la sfida comune contro l’inquinamento acustico

A livello europeo l’interesse per le conseguenze dell’inquinamento acustico è in crescita, come dimostra l’impegno di ricercatori e consorzi in progetti finanziati da fondi “Horizon“. I nuovi limiti Ue sull’inquinamento atmosferico mirano, di fatto, a ridurre anche inquinamento acustico e luminoso. Tuttavia gli esperti ritengono che siano necessarie maggiori risorse economiche per affrontare in modo efficace l’inquinamento tout court.

Migliorare l’efficienza energetica degli edifici sfruttando l’architettura eco-compatibile, agire sul traffico, implementare la biodiversità urbana e investire sui sistemi intelligenti e tecnologicamente avanzati possono ridurre l’inquinamento acustico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, che si era già espressa sulla mobilità sostenibile, identifica il rumore come una delle principali cause di morte per motivi ambientali in Europa, evidenziando l’importanza di rivolgere maggiore attenzione a questo problema.

L’attenzione crescente verso l’inquinamento acustico indica un cambiamento positivo nella percezione pubblica. Tuttavia, per garantire città più silenziose e salubri, è fondamentale che queste iniziative si traducano in politiche efficaci e in un’azione collettiva sostenuta. Ognuno di noi può fare la propria parte, a esempio utilizzando i servizi di bike sharing o di noleggio monopattini elettrici per spostarsi in città. Solo così si può sperare di diminuire i frastuoni urbani e migliorare la qualità di vita di tutti gli abitanti, nel segno della mobilità sostenibile.