Una spada dell’Età del Bronzo perfettamente conservata riemerge dal Lago di Mezzano, nella Tuscia, insieme ad altri preziosi manufatti. Ma qual è la sua storia? Scopriamolo.

Un piccolo lago immerso nel verde dell’Alto Lazio custodisce sotto le sue acque le tracce di un passato lontanissimo. Il lago di Mezzano, nel territorio di Valentano, in provincia di Viterbo e a poca distanza dal confine con la Toscana, è il luogo dove è avvenuto un importante ritrovamento archeologico: una spada dell’Età del Bronzo, giunta fino a noi in uno straordinario stato di conservazione.

La scoperta aggiunge un nuovo tassello alla storia dell’antico insediamento presente nel bacino, già noto per i numerosi reperti recuperati nel corso delle campagne di archeologia subacquea. Sotto la superficie del lago, infatti, non è comparsa soltanto la spada.

Una spada dell’Età del Bronzo riemerge dal lago di Mezzano

Il nuovo reperto è una spada a lingua da presa, individuata nella parte meridionale del lago, in un settore ancora poco esplorato. Si tratta della terza spada scoperta a Mezzano dall’avvio delle ricerche archeologiche negli anni Settanta. Nella stessa zona sono stati recuperati anche un’ascia, un rasoio in bronzo e alcuni recipienti integri.

Le ricerche, finalizzate alla tutela dell’insediamento palafitticolo e dirette dal Servizio di Archeologia Subacquea della Soprintendenza, stanno contribuendo a ricostruire un quadro sempre più articolato del sito. Durante la campagna del 2025 erano stati rinvenuti oltre 25 manufatti in bronzo, tra cui asce, punte di lancia, fibule, anelli, uno spillone, un falcetto e frammenti di lingotti.

Un aspetto notevole riguarda la posizione dei reperti metallici, ritrovati a quote sostanzialmente omogenee. È un elemento importante per comprendere come si sia formato il deposito archeologico. Le interpretazioni sulla presenza di armi e altri oggetti nel lago restano oggetto di studio; il loro ritrovamento potrebbe essere legato alle attività dell’antico abitato oppure a deposizioni intenzionali, mentre va considerata anche l’evoluzione nel tempo delle sponde e del paesaggio lacustre.

Il lago di Mezzano e cosa vedere nei dintorni

Il lago di Mezzano è uno dei tanti laghi vulcanici del Lazio. Situato nella Caldera di Latera, nei pressi di Valentano, non è distante dal ben più grande e noto lago di Bolsena. Occupa una superficie di circa 47,5 ettari ed è circondato da campi, boschi e canneti.

Il suo interesse naturalistico si accompagna a quello archeologico. Le indagini avviate negli anni Settanta hanno infatti documentato un vasto insediamento sommerso, con resti di strutture palafitticole, ceramiche e manufatti in legno e bronzo. Una parte dei reperti provenienti dall’area è conservata nel Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese di Valentano.

La visita può quindi proseguire proprio nella stessa Valentano, dove si trova la Rocca Farnese, costruita attorno a un precedente maniero medievale e oggi sede del museo. Nei dintorni del lago si estendono inoltre i boschi di Monte Rosso, mentre il Sentiero dei Briganti attraversa questo territorio e costeggia anche il bacino di Mezzano.

Come arrivare al lago di Mezzano

Il punto di riferimento per raggiungere il lago è Valentano, nell’Alta Tuscia viterbese. Dal paese si percorre la SP 118 “Lago di Mezzano”, scendendo verso la piana di Valentano e la Caldera di Latera. L’ultimo tratto conduce in un ambiente rurale e poco antropizzato; per avvicinarsi alle sponde occorre poi proseguire a piedi lungo le strade e i sentieri della zona.

Per chi arriva da più lontano e percorre tratti autostradali, prima della partenza può essere utile controllare itinerario e condizioni del traffico in tempo reale. I servizi di telepedaggio permettono inoltre di attraversare i caselli autostradali senza fermarsi per il pagamento del pedaggio, rendendo più semplice il viaggio nei weekend e nei periodi più affollati.