L’annuncio ufficiale delle Bandiere Blu 2026 arriverà il 14 maggio dalla FEE. Intanto, tra anticipazioni e indiscrezioni, emergono trend su regioni leader e crescita del Sud.

La fotografia delle Bandiere Blu 2026, per ora, è ancora in costruzione. Nonostante molte notizie a riguardo abbiano cominciato a circolare in rete, l’elenco ufficiale delle località premiate sarà infatti annunciato dalla Foundation for Environmental Education (FEE Italia) il 14 maggio 2026, nel corso della conferenza prevista a Roma.

Lo ha chiarito lo stesso ente in una comunicazione nella sua pagina Facebook, in merito alle indiscrezioni diffuse online nelle ultime ore. «A fronte di molte segnalazioni da parte dei Comuni di presunti elenchi delle Bandiere Blu del 2026 apparsi sul web, si comunica che tali elenchi non sono rispondenti al vero, e in molti casi si riferiscono alle località che hanno ottenuto il riconoscimento nel 2025. — specifica la nota — L’annuncio ufficiale delle Bandiere Blu 2026 si avrà durante la Conferenza del 14 maggio 2026

Questo significa che le classifiche e liste online che stanno circolando in queste settimane vanno lette con cautela: in molti casi si tratta di anticipazioni, indiscrezioni o rielaborazioni basate sui dati del 2025. Non sono, almeno per ora, dati ufficialmente validati.

Eppure, proprio da queste anticipazioni emergono alcune indicazioni interessanti. Più che una classifica definitiva, si può leggere una tendenza: un’Italia costiera che continua a investire su qualità ambientale e servizi, con equilibri territoriali in evoluzione.

Liguria davanti, ma leadership da confermare

Tra i dati più ricorrenti nelle anticipazioni circolate online, torna in testa la Liguria, con circa 33 località premiate. Un primato che, se confermato, sarebbe in linea con gli ultimi anni, che hanno visto la regione costruire, nel tempo, un modello basato su gestione del territorio, servizi efficienti e vocazione turistica.

Subito dietro, però, la distanza si accorcia. La Puglia conquisterebbe il secondo posto con circa 27 località, mentre la Calabria salirebbe sul terzo gradino del podio con 23 riconoscimenti. È qui che si intravede uno dei trend più interessanti degli ultimi anni: il Sud competitivo non è più solo una promessa, ma una realtà consolidata. In particolare, queste regioni stanno investendo su qualità ambientale e servizi, migliorando l’offerta complessiva. Non si tratta solo di mare bello, ma di un sistema che funziona: raccolta differenziata, mobilità, sicurezza, accessibilità. Elementi che incidono sempre di più nella scelta dei turisti.

Va però ribadito: fino alla comunicazione ufficiale della FEE, questi numeri restano indicativi. Più che una classifica definitiva, raccontano una direzione possibile.

Il Centro tra stabilità e consolidamento

Nelle anticipazioni trovano spazio anche regioni come Campania, Toscana e Marche. Proprio queste ultime, che si confermerebbero appena sotto il podio dopo le Bandiere Blu 2025 con circa 20 località premiate, rappresentano un caso interessante.

Le Marche mantengono una posizione stabile, senza grandi balzi ma con una continuità che racconta un territorio capace di garantire standard elevati nel tempo. Una qualità diffusa, più che concentrata in pochi poli. Si parla di 20 località anche per la Campania, che dal canto suo dimostra la sua capacità di lavorare sulle eccellenze locali.

La Toscana, dal canto suo, continua a essere una delle mete più complete, grazie a un mix di paesaggio, servizi e attrattività internazionale.

Isole in crescita, ma sfida strutturale

Le indiscrezioni per il 2026 indicano una crescita di Sicilia e Sardegna, anche grazie a possibili nuove entrate. Ma il loro posizionamento nelle classifiche resta, per ora, secondario rispetto alle regioni di testa.

Il motivo è noto: la Bandiera Blu non premia solo la qualità del mare, ma un insieme di fattori che includono servizi, gestione ambientale e organizzazione territoriale. Su questi aspetti, territori molto estesi e frammentati possono incontrare maggiori difficoltà.

Oltre il mare: cosa misura davvero la Bandiera Blu

Al di là delle classifiche, la Bandiera Blu resta infatti un indicatore complesso. I criteri riguardano:

  • Qualità delle acque;
  • Gestione dei rifiuti;
  • Sicurezza;
  • Accessibilità;
  • Educazione ambientale.

In questo senso, il riconoscimento fotografa anche il livello di organizzazione di un territorio. Non è un caso che le regioni più premiate siano spesso quelle con una forte integrazione tra amministrazioni locali e operatori turistici.

E qui entra in gioco anche un elemento meno evidente ma decisivo: le infrastrutture nazionali e locali. Dalla mobilità ai parcheggi convenzionati, fino ai servizi di telepedaggio per raggiungere rapidamente le località balneari senza code, tutto contribuisce a costruire un’esperienza turistica di qualità.