Lo sport urbanism è la riprogettazione urbana che trasforma gli spazi delle città in aree di condivisione, benessere e connessione sociale. È la tendenza che dimostra come, grazie allo sport, i quartieri possano rinascere e diventare luoghi più vivibili, attivi e connessi.

Lo sport non è solo sinonimo di benessere fisico e mentale, ma è anche uno strumento che le città possono sfruttare per migliorare la qualità della vita dei quartieri e rinsaldare il tessuto sociale all’interno della comunità.

Questa funzione aggiuntiva è quella che svolge il cosiddetto sport urbanism. In questo articolo vediamo meglio di cosa si tratta.

Cos’è lo sport urbanism?

Hai presente i campetti da basket, da calcio, le piste per gli skateboard e i sempre più diffusi attrezzi che si possono trovare installati nei parchi? Ecco, questo è lo sport urbanism: lo sport che si pratica nelle “palestre” a cielo aperto, pubbliche, gratuite e accessibili a chiunque.

Ed è proprio l’accessibilità che fa dello sport urbanism quella preziosa occasione per le città di creare uno spazio di condivisione dove le persone possano riunirsi, interagire e partecipare a un’ampia varietà di attività sportive. Tra le quali troviamo i classici sport, come il basket o il calcetto, ma anche quelli più di nicchia, tipo l’arrampicata o il calisthenics.

La facilità di accesso a questi sport, non solo promuove uno stile di vita sano, ma apre anche le porte a una partecipazione più inclusiva, offrendo a individui di diverse fasce di reddito l’opportunità di sperimentare i benefici dell’attività sportiva e di instaurare legami sociali, facilitando la formazione di una rete di relazioni all’interno della comunità.

Anche per questo, lo sport urbanism, insieme all’urbanistica tattica o alla street art, è lo strumento sempre più adoperato dalle amministrazioni per riqualificare i quartieri più disagiati e favorire lo sviluppo di città intergenerazionali. Lo sport, infatti, non ha età.

L’impatto dello sport urbanism

Non si tratta solo di posizionare un canestro in un campetto o di installare o una macchina ellittica in un parco. Lo sport urbanism ha un impatto positivo su diversi aspetti della comunità, che vanno ben oltre lo sport:

  • Aspetto economico. Gli eventi e le attività sportive che vengono organizzati generano un impatto positivo sull’economia, dando ampio respiro alle attività commerciali della zona;
  • Aspetto urbanistico. Lo sport urbanism è anche e soprattutto riqualificazione degli spazi urbani. Questo aspetto, in particolare, pone l’accento sulla possibilità di ridisegnare le città in modo che siano in grado di favorire una migliore qualità della vita e di promuovere uno stile di vita sano, attraverso lo sport, ma anche sostenibile.
    L’aspetto urbanistico si intreccia quindi con la necessità di riorganizzare anche la mobilità. Come? Ad esempio, dando meno spazio al traffico inquinante, che diminuisce il comfort dei cittadini, mettendo in pratica progetti come quello delle Città 30, e aumentando i servizi di micromobilità elettrica e non;
  • Aspetto sociale. Il bello dei progetti di sport urbanism è che riescono a integrare diverse funzioni in un unico spazio. Gli spazi urbani riqualificati vengono trasformati in punti di aggregazione che vanno oltre la mera pratica sportiva, coinvolgendo un pubblico di diverse età. Inoltre, l’arricchimento dell’area con elementi naturali, come alberi e vegetazione varia, contribuisce a creare piccole oasi di benessere in mezzo alla frenesia delle città.

Esempi di sport urbanism in Italia e nel mondo

Lo sport urbanism si sta propagando sempre di più soprattutto nelle grandi città e in particolare nelle smart city, più propense, per la propria natura, a offrire a chi le abita spazi inclusivi e moderni.

In alcune di queste vi è una commistione di sport urbanism e brand urbanism, cioè l’attività di promozione urbana di un brand, che genera contemporaneamente un beneficio per la città.

Un esempio è quello di Milano, dove Armani Exchange ha finanziato la riqualificazione di cinque campi da basket pubblici, allo scopo di rendere accessibile a tutti lo street basket.
Sempre a Milano, Samsung ha messo a punto il suo progetto Samsung Smart Fitness, una palestra all’interno dei Giardini Pubblici Montanelli che punta a dare risalto all’importanza dello sport, sia a livello individuale sia a livello sociale.

Spostandoci all’estero, Nike è il brand che forse più di altri ha sfruttato sia il brand urbanism, finanziando una rete di bike sharing a Portland, sia lo sport urbanism, facendo rinascere il quartiere Pigalle di Parigi, attraverso il Pigalle Duperré Court. Parliamo di uno dei più famosi campi da basket del mondo, nato dalle ceneri di un vecchio parcheggio abbandonato, e colorato, non solo dall’artista franco-asiatico Wu Yué Nyno, ma anche da tutti gli abitanti del quartiere e dai giocatori delle squadre di basket locali.
Il progetto e la sua realizzazione, nel 2009, sono stati talmente particolari che l’inaugurazione del campo ha visto addirittura la partecipazione di tre dei più grandi cestisti dell’NBA: Micheal Jordan, Scottie Pippen e l’attuale star dei Los Angeles Lakers, LeBron James.

Questo è forse l’esempio più lampante di come lo sport urbanism riesca a unire un’intera comunità all’interno di un progetto, che, abbracciando i grandi valori sportivi, porta con sé rinascita urbana e coesione sociale.