Elon Musk continua a far parlare di sé. Questa volta per aver… Creato una città! Il nuovo comune si chiama Starbase e sorge proprio dove vengono lanciati i razzi di SpaceX.
Dopo la crisi di Tesla degli ultimi mesi, dovuta alla flessione dei mercati e al crollo a Wall Street, Elon Musk non si ferma e anzi aggiunge un nuovo tassello al suo impero: la creazione di una città. Il 3 maggio scorso, una comunità nel sud del Texas ha approvato la trasformazione dell’area di Boca Chica in un nuovo comune chiamato Starbase. Un referendum, in larga parte sostenuto dai dipendenti SpaceX, ha sancito ufficialmente quella che è da tempo una visione del fondatore: un insediamento urbano modellato sui suoi progetti spaziali.
Andiamo a scoprire maggiori dettagli sul nuovo progetto di Elon Musk, che è già diventato realtà.
Starbase: la città-piattaforma per le ambizioni di Musk
Sorta su un lembo di terra affacciato sul Golfo del Messico, Starbase conta circa 500 abitanti, molti dei quali lavorano per SpaceX. Una vera e propria città-azienda, progettata attorno alle necessità operative del colosso aerospaziale. Il nuovo insediamento sarà amministrato da figure interne all’organizzazione, con Bobby Peden, storico collaboratore di Musk, designato come primo sindaco.
La proclamazione ufficiale è stata salutata con entusiasmo dallo stesso Musk tramite un post su X: “Starbase, Texas, è ora una vera città!”. E la città riflette perfettamente la sua estetica: un busto dorato alto tre metri raffigurante Musk svetta su una delle arterie principali, chiamata “Memes Street”; mentre il ristorante della compagnia, l’Astropub, espone un’insegna al neon con la scritta “Occupy Mars”. Musk aveva già anticipato nel 2021 la volontà di trasformare Boca Chica in un centro abitato più ampio, definendolo un “prototipo terrestre per la colonizzazione di Marte”.
Starbase è il motore del progetto Starship
Oltre al simbolismo, Starbase è oggi il cuore pulsante delle operazioni di SpaceX. È qui che prendono forma e vengono lanciati i razzi Starship, pensati per i viaggi spaziali dell’uomo, tra future missioni lunari e interplanetarie. Di recente, la Federal Aviation Administration (FAA) ha approvato un ampliamento delle attività di lancio: si passerà da 5 a 25 lanci all’anno, una mossa che consentirà alla compagnia di decollare ogni due settimane. Un’accelerazione decisiva per un programma che ha già catturato l’interesse della NASA.
Il territorio di Starbase è strutturato per sostenere questa intensissima attività: laboratori, hangar e rampe di lancio dominano il paesaggio, mentre le abitazioni destinate ai dipendenti ricalcano il modello delle company towns del secolo scorso, dove vivere e lavorare coincidevano nello stesso luogo. Attualmente, al di fuori delle infrastrutture costruite da SpaceX, Starbase si presenta ancora come un territorio rurale, caratterizzato da paesaggi naturali, insenature e lagune. Tuttavia, nei prossimi anni, l’area è destinata a trasformarsi radicalmente, con la nascita di nuovi quartieri residenziali.
La municipalità sarà classificata come “città di tipo C“, una definizione che in Texas si applica ai centri urbani con meno di 5.000 abitanti. Questa categoria, secondo quanto stabilito dalla Texas Municipal League, autorizza le autorità locali a introdurre una tassa sulla proprietà fino all’1,5%.
Intanto crescono i dubbi tra residenti e attivisti locali
Non tutti però vedono di buon occhio la nascita di questa città “su misura” per SpaceX. Organizzazioni come il South Texas Environmental Justice Network hanno sollevato obiezioni, temendo che la trasformazione urbanistica limiti l’accesso pubblico alla spiaggia di Boca Chica, da sempre frequentata da turisti e abitanti della zona.
Il timore si è intensificato dopo che SpaceX ha ottenuto il via libera per incrementare il numero di lanci annuali da 5 a 25, anche se — come sottolineano i residenti — non serve nemmeno un vero lancio per limitare la circolazione: è sufficiente un test tecnico o l’impiego di mezzi pesanti per chiudere la costa o l’autostrada. I cittadini che hanno manifestato contro la municipalizzazione dell’area hanno chiesto che il potere di stabilire restrizioni rimanga in capo alla contea e non alla neonata città di Starbase. Tuttavia, le autorità della contea di Cameron hanno respinto la proposta, spingendosi oltre: è stata avanzata una misura normativa che prevede fino a 180 giorni di detenzione per chi non rispetta un ordine di sgombero della spiaggia.
Preoccupazioni arrivano anche dai centri vicini, come Port Isabel e Brownsville, che temono un’impennata del traffico, la privatizzazione di aree pubbliche e una perdita di controllo democratico sulle scelte territoriali. Più dura la posizione della tribù Carrizo/Comecrudo, che considera la spiaggia un luogo sacro. Secondo i rappresentanti, l’attività di SpaceX avrebbe già portato a un’esclusione progressiva da siti cerimoniali, accusando l’azienda di cancellazione culturale.
Starbase deve fare i conti anche con governance e rischi ambientali
C’è inoltre chi mette in discussione la neutralità amministrativa della nuova città, il cui consiglio comunale sarà composto per lo più da dipendenti SpaceX. Una situazione che rischia di generare un conflitto d’interessi strutturale, in cui l’interesse aziendale potrebbe prevalere su quello pubblico.
Anche le questioni ambientali restano centrali. Nonostante le rassicurazioni della FAA, diverse analisi indipendenti hanno segnalato che l’aumento dei lanci potrebbe mettere a rischio la biodiversità della zona. In particolare le tartarughe marine, che depongono le uova nei pressi della costa.
Fonte foto: Sito ufficiale SpaceX








