Il termine dei controlli alle frontiere per chi arriva dalla Spagna era fissato per oggi, ma l’Italia ha deciso per la proroga dello stop a Schengen con il Paese Iberico. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che nell’exclave spagnola di Ceuta la situazione resta delicata, con migliaia di migranti presenti e tensioni ancora alte.

Scadeva oggi, lunedì 31 agosto, la sospensione temporanea di Schengen introdotta dall’Italia per i viaggiatori provenienti dalla Spagna dopo la crisi migratoria esplosa a Ceuta. Alla fine il Governo ha deciso per la proroga della misura di altri 15 giorni.

Nei giorni scorsi il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che a Ceuta la situazione non può ancora essere considerata normalizzata. Dopo l’arrivo di almeno 60mila persone a fine luglio, nell’enclave sarebbero ancora presenti tra 5mila e 10mila migranti, con tensioni sul territorio e tra i residenti.

Il ministro recentemente ha chiarito che la decisione finale sarebbe stata presa proprio a ridosso della scadenza del provvedimento. Piantedosi ha sottolineato che il quadro a Ceuta resta tutt’altro che migliorato e che l’esecutivo avrebbe valutato con attenzione il da farsi.

Italia, stop Schengen con la Spagna: proroga per altri 15 giorni

Alla fine il governo guidato da Giorgia Meloni ha esteso i controlli per altri 15 giorni. La proroga è stata motivata con il perdurare della crisi nell’exclave e con possibili profili di sicurezza, compresa l’eventualità di minacce terroristiche.

Piantedosi ha però escluso una volontà di rottura con Madrid. Il ministro ha ribadito che i controlli non sono stati pensati contro Spagna o cittadini europei, ma hanno riguardato esclusivamente cittadini di Paesi terzi. Secondo il Viminale, dunque, la misura non avrebbe ricadute dirette su italiani, spagnoli o altri cittadini dell’Unione europea. Per velocizzare i controlli negli aeroporti il consiglio è di attivare il servizio di Fast Track, che permette di saltare la coda.

La decisione arriva in un momento in cui la crisi di Ceuta continua ad avere effetti politici e diplomatici. La proroga dello stop a Schengen conferma la volontà dell’Italia di mantenere alta l’attenzione sui flussi provenienti dalla Spagna, almeno fino a quando la situazione nell’enclave non sarà ritenuta più stabile.

Ceuta ancora in emergenza tra tensioni e arresti

A Ceuta la tensione resta alta. Sabato quattro cittadini marocchini sono stati fermati con l’accusa di aver lanciato pietre contro alcuni soldati spagnoli impegnati in una pattuglia sul lungomare. Durante l’inseguimento degli aggressori, uno dei militari è rimasto ferito dopo una caduta.

Un episodio simile si era verificato due giorni prima, quando un veicolo militare era stato colpito con pietre da circa 70 migranti. In quell’occasione un soldato era rimasto ferito e dodici cittadini marocchini erano stati arrestati. Secondo la stampa locale, undici di loro sarebbero poi stati espulsi verso il Marocco.

Il governo spagnolo intanto prepara nuovi fondi per far fronte all’emergenza. Il premier Pedro Sánchez dovrebbe destinare altri 165 milioni di euro alla gestione della crisi migratoria, somma che si aggiungerebbe ai 180 milioni già annunciati dal vicepresidente e ministro dell’Economia Carlos Cuerpo.

Il nuovo piano dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri di Madrid, con l’obiettivo di affrontare la situazione da più punti di vista: umanitario, economico, politico e sociale. Nel frattempo, il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha chiesto il sostegno dell’Unione europea e l’intervento di Frontex per rafforzare il controllo delle frontiere e procedere all’identificazione dei migranti ancora presenti nell’exclave.